Il progetto Ellerdale

March 7th, 2010

In molti probabilmente non hanno mai sentito parlare del progetto Ellerdale fino a questa settimana, quando Twitter lo ha annunciato come nuovo partner della società nel ricevere il flusso completo di tweets, cosa che, prima di Lunedi scorso, era disponibile solo per alcuni player più importanti, come Yahoo!, Google e Microsoft.

Ellerdale sta facendo un lavoro egregio e sicuramente interessante: il servizio analizza il contesto dei tweets e i rapporti che essi contengono e li combina con altre fonti di dati, come i feed RSS dei blog e Wikipedia, così da creare un vero e proprio motore di ricerca in tempo reale sui trends delle conversazioni del mondo.

We use semantic search technology on text and web pages to create an index of topics in addition to keywords. The ellerdale web intelligence platform works in real-time to organize continuous data feeds. Our products operate on high-volume data streams, including the complete Twitter firehose. Our site collects and analyzes data and text from Wikipedia, Freebase, Twitter, RSS feeds, and by crawling the web. We index data to identify topics, and then display the latest messages, articles and links, organized by topic. We also analyze trends in the feeds to reveal trending topics and topic clusters organized by categories. Our data collection and analysis makes possible an improved understanding of the information and opinions that people are sharing.

Il bavaglio alla televisione mentre si gioca la partita della legalità

March 7th, 2010

Riccaro Iacona oggi, su L’Unità:

Siamo arrivati alla fine di questa prima settimana senza i programmi di approfondimento della Rai, senza Porta a Porta , Ballarò , Annozero , L’ultima Parola e In mezz’ora e per me è stata una settimana terribile…

Da leggere e diffondere.

Il futuro dei contenuti digitali: non tutti a pagamento

March 7th, 2010

Andrew Zolli, “a self-proclaimed futurist and executive director of the PopTech network and conference”, fa una specie di mea culpa sull’ultimo numero di Newsweek. In pratica fa un passo dietro dopo aver predicato il motto “contenuti gratisi per tutti”.

Ne parla Billboard.

Open To Choice

February 23rd, 2010

Mozilla inaugura oggi il sito Opentochoice.org, iniziativa per sensibilizzare tutti gli utenti del web sulla possibilità di scelta del browser con cui navigare.

Dopo anni di trattative, lo scorso dicembre 2009 la Commissione Europea è arrivata a un accordo con Microsoft riguardo alla distribuzione di Internet Explorer all’interno di Windows.
In base a tale accordo tutti gli utenti di Internet Explorer (su Windows 7, Vista e XP) all’interno dell’area Economica Europea riceveranno un aggiornamento contenente un Browser Choice Screen, ovvero una particolare schermata di selezione che chiederà di indicare la propria preferenza fra vari browser alternativi.

Di fronte alla nuova schermata per la scelta del browser, gli utenti potrebbero provare un senso di smarrimento o di disinteresse qualora non abbiano ben chiara l’importanza che il browser rappresenta in quanto strumento che consente di controllare la loro esperienza Internet.

Le scelte che facciamo determinano la qualità della nostra vita e il modo in cui guardiamo il mondo. Tante di queste scelte le facciamo con attenzione, pensando alle conseguenze, alle implicazioni, e quindi scegliamo con cautela e dopo un’attenta riflessione.

È strano, quindi, che la maggior parte delle persone nel mondo non abbia mai pensato al browser che usa sul proprio computer o telefono cellulare, che così tante persone usino ogni giorno il browser che trovano già installato, senza riflettere.

Scegliere il proprio browser è una decisione fondamentale per i nostri tempi: il rapporto con questo strumento è diventato particolarmente critico e basato sulla fiducia, dato che il browser mantiene traccia di tutte le nostre azioni. È la lente attraverso la quale guardiamo il mondo virtuale e il mezzo con cui ci connettiamo, impariamo, condividiamo e collaboriamo. Al browser che scegliamo spetta la responsabilità di fornire gli strumenti necessari a gestire la nostra vita online, della protezione della nostra privacy e della nostra sicurezza.

A seguito della decisione della Commissione Europea di indicare la preferenza fra i vari browser, i realizzatori di Firefox puntano sul confronto e sul dialogo offerto dal nuovo sito per comunicare il valore dell’opportunità di essere protagonisti della propria quotidianità online.

Le nostre vite sono piene di scelte: cosa mangiare, cosa leggere, con chi passare del tempo.

Le scelte che facciamo determinano la qualità della nostra vita e il modo in cui guardiamo il mondo. Tante di queste scelte le facciamo con attenzione, pensando alle conseguenze, alle implicazioni, e quindi scegliamo con cautela e dopo un’attenta riflessione.

È strano, quindi, che la maggior parte delle persone nel mondo non abbia mai pensato al browser che usa sul proprio computer o telefono cellulare, che così tante persone usino ogni giorno il browser che trovano già installato, senza riflettere.

Scegliere il proprio browser è una decisione fondamentale per i nostri tempi: il rapporto con questo strumento è diventato particolarmente critico e basato sulla fiducia, dato che il browser mantiene traccia di tutte le nostre azioni. È la lente attraverso la quale guardiamo il mondo virtuale e il mezzo con cui ci connettiamo, impariamo, condividiamo e collaboriamo. Al browser che scegliamo spetta la responsabilità di fornire gli strumenti necessari a gestire la nostra vita online, della protezione della nostra privacy e della nostra sicurezza.

Per approfondimenti: Open To Choice

La rivincita dei Journoggers

February 17th, 2010

I blog sembrano essere diventati l’ultima scialuppa di salvataggio delle versioni on line dei principali quotidiani on line.

Ne scrive acutamente Il Giornalaio, che fa notare come

Dopo le iniziative del NYTimes e del Guardian, tra i media di fama internazionale, si aggiunge El Pais che, secondo quanto segnalato da Periodistas 21 dell’ottimo Juan Varela, scommette sui blog per rilanciare il processo di convergenza editoriale del < < periodico global en español >> di Madrid

.

Qui si parla di Journoggers, perché non si poteva fare a meno di creare un neologosimo, in questo caso per idenfificare i giornalisti - blogger.

Scrive Laurel Papworth:

As more trained journalists move into the amateur blogging space, what are the fundamental differences in the blogging style between the two? While some journalists adapt to the new writing style well, understanding the media shifts and blogging well as part of the blogosphere, other journalists that blog – let’s call them journoggers – stand apart from the blogosphere, raiding it for content, and disturbing equilibrium. Please note: that might well be a good thing to do or it might cause the journogger to eventually be rejected.

Per avere un’idea della dimensione Italiana potete consultare Blogbabel.

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Huis clos sur le Net

February 15th, 2010

Un esperimento di privazione assoluta dei media tradizionali a cui si sono sottoposti alcuni giornalisti francesi.

Nei cinque giorni di ‘’reclusione’’ (dall’ 1 al 5 febbraio) nel Périgord (sud della Francia) hanno potuto utilizzare solo le reti sociali, in particolare Twitter e Facebook, per alimentare i loro blog e i loro tradizionali programmi radiofonici.

Il resoconto qui e qui.

In sintesi le riflessioni:

- Twitter offre una rapidità di diffusione delle informazioni enormi
- Il solo limite è che, con quella velocità e ampiezza di propagazione, se una notizia è sbagliata, o falsa, una gran quantità di persone vengono massicciamente disinformata
- Le gerarchie sono ribaltate e le piccole polemiche di cortile sono in primo piano su Twitter mentre sui media tradizionali si parla molto di più di grandi temi
- L’informazione internazionale è molto poco seguita su queste reti
- Twitter/Facebook e i media tradizionali non sono in opposizione. Si tratta piuttosto di due reti complementari: una informa, l’ altra diffonde

Space Tweets

February 6th, 2010

Uno degli astronauti attualmente in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale usa Twitpic per inviare a noi umani terresti alcune spettacolari immagini in tempo reale del nostro pianeta scattate dalla sua posizione privilegiata.

It’s the next logical step now that the first real-time tweet from space milestone has been passed. Flight engineer Soichi Noguchi is now sending back images via his Twitpic account as the ISS orbits the Earth.

Via Mashable, da togliere il fiato.

Tutte le foto sul suo Twitpic.

Del futuro dei media cartacei e digitali

February 6th, 2010

Una sintesi a beneficio di chi non era presente all’incontro tenutosi a Milano, organizzato da The Ruling Companies, sul futuro dell’informazione.
“I giornali di carta e l’informazione su Internet: confronto e prospettive” il titolo, relatori Marco Tosi di Icon Medialab, Giuseppe Minoia di Eurisko, Claudio Giua Gruppo Espresso, Paolo Panerai di Class Editori, Luca De Biase de Il Sole 24 Ore e Marco Pratellesi di Corriere della Sera.

Via Vittorio Pasteris.

Il giornalista del futuro

February 6th, 2010

Generazioni e riflessioni a confronto su Mashable: davvero un’analisi realistica, lucida, “sul pezzo”.

We identified specific digitally-oriented skills and traits a future journalist would need. These include being:

* a multimedia storyteller: using the right digital skills and tools for the right story at the right time.
* a community builder: facilitating conversation among various audiences, being a community manager.
* a trusted pointer: finding and sharing great content, within a beat(s) or topic area(s); being trusted by others to filter out the noise.
* a blogger and curator: has a personal voice, is curator of quality web content and participant in the link economy.
* able to work collaboratively: knowing how to harness the work of a range of people around him/her — colleagues in the newsroom; experts in the field; trusted citizen journalists; segments of the audience, and more.

Cinque consigli ai giornalisti per utilizzare Facebook

February 2nd, 2010

Ho recuperato questo post di Insidefacebook.com di qualche mese. Nulla di trascendentale, per carità, ma declina nel contesto Facebook alcuni elementi di buon senso che non guastano mai unendoli ad alcune dritte per il giornalisti meno “sgamati” con le nuove tecnologie e piattaforme.

Distribution dominates many discussions about the future of journalism on the web. Should newspapers charge for content? Should they link to each other? The list goes on. But at the same time, especially with the rise of social sites like Facebook, journalists now have a new range of free, easy-to-use tools to help them do their jobs better.

Bene, ecco come.