Come farsi tornare i brividi…
April 29th, 2008
“La vita è navigare con una piccola barca in un flusso di promesse che muta di continuo, senza mai arrestarsi. Quante di queste promesse ricordiamo? Dimentichiamo quelle che vogliamo tenere a mente e ricordiamo quelle delle quali preferiremmo liberarci. Le promesse tradite sono come ombre che danzano in cerchio nel crepuscolo. Più invecchiamo, più riusciamo a vederle chiaramente. La più bella promessa della mia vita è quella che mi hai fatto quando mi hai detto che mi avresti portata a quel lago nella foresta. Voglio vederlo e sognare di nuotarci dentro prima che sia troppo tardi. ”
“Buonanotte all’Italia che si fa o si muore, o si passa la notte a volersela fare…”, sull’asse Milano-Roma, tra le feste padane, nei circoli giusti, nei salotti neri, in quelli rossi sbiaditi, tra le facce nuove e quelle già viste, tra i fasci in festa, i taxisti felici, i sorrisi boriosi, lo sconforto totale.
Io resto, non gliela do vinta, io resto anche perché non saprei bene dove andare.
Non sentirmi parte di questo paese è un mio diritto.
Volere un altro paese è un mio dovere. Fottetevi.
Sempre più addicted da Imeem, scopro l’anteprima esclusiva con le tracce di Shine a light dei Rolling Stones. Soddisfazioni.
Cercando linfa, incazzature e spunti per tornare qui a scrivere opto invece per la scelta più pigra: utilizzare un post a caso come repository per “vecchi” articoli sperduti nella rete in questi ultimi mesi.
Qui si parla di Eddie Vedder e di Mina, qui di Vini e Ristoranti: l’associazione - la sequenza - è decisamente schizofrenica e in linea con il mood attuale, incoscientemente sereno. Cerco rogne, mi è stato detto. E la cosa mi piace.
Ne approfitto per ringraziare il buon Athos (lui sa perché).
Aspettavo da tempo un motivo sensato per ricominciare a postare su questo blog. L’ho ritrovato questa mattina con un brutta notizia, per l’Italia, il giornalismo, la democrazia.
Mi piace ricordare Enzo Biagi con questa storica intervista a Pier Paolo Pasolini: una lezione che dura nel tempo…
Ascoltate un po’ qui, se avete voglia e tempo
Un’intervista a Giorgio Bocca, a cura di Giovanni Calamari e Gabriele Lunati.
Gli amici di Duemila Resistenze avevano invitato Giorgio Bocca per il 25 aprile vicino a Reggio Emilia.
Il ‘”maestro”, come mi piace chiamarlo, in un primo tempo aveva accettato con entusiasmo, anche perché in questo modo avrebbe potuto salutare di persona i suoi “amici partigiani reggiani”.
Purtroppo la sua salute negli ultimi tempi è peggiorata e ha dovuto declinare l’invito, dichiarandosi però disponibile a rilasciare una testimonianza video da poter trasmettere ai giovani durante la manifestazione.
Ovviamente ho accettato al volo la proposta di pensarci io insieme all’amico Giovanni: per cui il 16 aprile 2007, lunedì mattina, mi sono ritrovato a casa di Giorgio Bocca, a Milano, per l’intervista concordata.
Ecco come è andata…