...chi fa un sito di informazione online deve puntare e investire tutto sulla partecipazione e l’interazione dei suoi utenti. Deve far sì che la sezione dei commenti sia “a nice place where to be” , un luogo in cui l’utente si sente bene, ci sta volentieri e per più tempo. Un luogo che lo invogli a interagire, a conversare non solo con la redazione e i giornalisti ma anche con gli altri utenti. Devono sentirsi parte della comunicazione e della comunità che si crea intorno ad essa. Gestire il traffico dei commenti certo per una redazione significa investire notevoli risorse, significa avere un team di collaboratori che si occupa esclusivamente di leggerli, correggerli, accettarli e pubblicarli. Dunque di moderare la conversazione con e tra gli utenti….
Quello che unisce i giornalisti non è certo una tessera, ma è il fatto di svolgere un lavoro con un metodo condiviso (metodo empirico e trasparente). Vi sembra la descrizione di uno scienziato? Beh, è ben diverso: loro hanno laboratori e sistemi di convalida rigorosissimi. Noi siamo ancora artigiani, impariamo dai nostri maestri. Siamo capaci di fare questo lavoro, ma non di dire come è fatto.
Un passo avanti per Liquida che oggi completa un primo ciclo di vita lanciando una homepage che coniuga nuove tecnologie e contributo redazionale per rendere disponibile ai visitatori una “rassegna stampa” degli argomenti più discussi in Rete integrando: opinioni dai blog, gli ultimi flash da Twitter, contenuti multimediali e suggerimenti di navigazione selezionati dalla redazione.
L’aspetto più interessante e affascinante riguarda la semantica:
Il sistema messo a punto dal nostro team interno di ricerca e sviluppo, e attualmente non presente in nessun altro portale del mondo – spiega Andrea Santagata, fondatore di Liquida – “estrae il Sentiment degli articoli, analizzando il contesto aggettivale del post per derivarne il mood.
Questo tipo di tecnologia semantica – che permette all’intelligenza artificiale di comprendere le sfumature qualitative della lingua – è resa disponibile come filtro di ricerca nel portale.
Martedì 20 aprile va online il Post, il primo superblog italiano
Che cos’è esattamente ce lo spiega Luca Sofri, direttore e creatore del Post, nel suo editoriale di domani:
Non ha un nome, una cosa così: giornale online, si dice ancora, ma è un nome che allude a un contenitore di notizie che è stato molto ribaltato in questi anni e nasconde le dimensioni di questo cambiamento. Ci sono dei giornali online, sì: sono fatti come dei giornali, a volte bene e a volte no, e sono online. Quello che sarà il Post, invece, ha modelli solo americani: ma anche lì non sanno ancora come chiamarli. Strano, no? Si inventano parole per tutto. Invece li chiamano siti di news, o ancora blog, o superblog. Il Post è uno di questi: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e fuori dalla rete, e linkando e segnalando le fonti. E una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo.
Domenica 25 aprile, alla fine del Jounalism Lab, del Mediacamp e dello stesso Festival del giornalismo un incontro per fare un bliancio dello stato dell’informazione e del giornalismo. per cercare di prevedere, per quanto possibile, le tendenze per il futuro.
In molti probabilmente non hanno mai sentito parlare del progetto Ellerdale fino a questa settimana, quando Twitter lo ha annunciato come nuovo partner della società nel ricevere il flusso completo di tweets, cosa che, prima di Lunedi scorso, era disponibile solo per alcuni player più importanti, come Yahoo!, Google e Microsoft.
Ellerdale sta facendo un lavoro egregio e sicuramente interessante: il servizio analizza il contesto dei tweets e i rapporti che essi contengono e li combina con altre fonti di dati, come i feed RSS dei blog e Wikipedia, così da creare un vero e proprio motore di ricerca in tempo reale sui trends delle conversazioni del mondo.
We use semantic search technology on text and web pages to create an index of topics in addition to keywords. The ellerdale web intelligence platform works in real-time to organize continuous data feeds. Our products operate on high-volume data streams, including the complete Twitter firehose. Our site collects and analyzes data and text from Wikipedia, Freebase, Twitter, RSS feeds, and by crawling the web. We index data to identify topics, and then display the latest messages, articles and links, organized by topic. We also analyze trends in the feeds to reveal trending topics and topic clusters organized by categories. Our data collection and analysis makes possible an improved understanding of the information and opinions that people are sharing.
Siamo arrivati alla fine di questa prima settimana senza i programmi di approfondimento della Rai, senza Porta a Porta , Ballarò , Annozero , L’ultima Parola e In mezz’ora e per me è stata una settimana terribile…
Andrew Zolli, “a self-proclaimed futurist and executive director of the PopTech network and conference”, fa una specie di mea culpa sull’ultimo numero di Newsweek. In pratica fa un passo dietro dopo aver predicato il motto “contenuti gratisi per tutti”.