Il Nucleo: “l’amore cantato a modo nostro”
La band emiliana ci parla del nuovo album “Essere romantico”, nei negozi dal 13 maggio
(originariamente pubblicata su Virgilio Musica, 13 maggio 2005)
Il Nucleo lo avevano già dimostrato con il primo album Meccanismi e con “Sospeso”, fortunata hit dell’estate 2003; questi ragazzi ci sanno fare e hanno idee chiare, suoni internazionali e raffinati, testi profondi e melodie che ti entrano dentro senza mai essere banali, anzi.
Una band emiliana che, dalla provincia reggiana, avrebbe tutte le carte in regola per andare alla conquista di un mercato europeo; già , perché non hanno proprio nulla da invidiare a certi nomi affermati del panorama musicale. Se avete già ascoltato il nuovo singolo, “27 aprile”, sapete cosa intendiamo.
In un torrido pomeriggio milanese, ecco cosa ci hanno raccontato…
Partiamo subito dalle vostre canzoni, dai testi in particolare, ricchi di emozioni e sensazioni. Insomma, rock e poesia…
“Innanituttto dobbiamo ringraziare la nostra terra, perchè le immagini dei testi derivano da ricordi della nostra infanzia nella campagna reggiana. Sono le immagini di un mondo visto con gli occhi di un bambino che ti rimangono dentro per tutta la vita e diventano quasi un rifugio per estraniarsi dalla vita quotidiana”.
Ci raccontate genesi e storia di “27 aprile”, il primo singolo estratto dall’album?
“E’una data simbolica che per noi ha anche un significato nascosto; è il giorno preciso della scelta di una persona che vuole cambiare registro a un certo punto della vita. E’la storia di due persone, un uomo e una donna, che decidono di dare una svolta al loro rapporto”
Tre brani che voglio prendere come esempio della vostra musica: “Riflessi d’ambra”, il brano migliore dell’album, la title track, che ha tutte le potenzialità del nuovo singolo e “L’ultimo uomo sulla terra”, il più ermetico, e il cui testo lascia spazio a moltelpici interpretazioni… Ce ne parlate?
“’L’ultimo uomo sulla terra’ è il pezzo nel quale abbiamo cercato più di tutti di sperimentare; pensa che quando lo abbiamo composto non avevamo ancora idea della forma che avrebbe preso l’album. E quando si sperimenta vai da tutte le parti e da nessuna e, in effetti, il risultato è abbastanza contradditorio e unico, un mix di elettronica e rock, tra angoscia e timore. Per ‘Riflessi d’ambra’ vale quanto detto nella prima risposta e non vediamo l’ora di suonarla dal vivo perché si presta molto, ha un finale con un’attitudine molto rock. ‘Essere romantico’ ci sembrava la canzone più adatta a fare da ponte tra questo album e il precedente ‘Meccanismi’; e poi in questo disco c’è una presenza continua del tema dell’amore raccontato a modo nostro, per cui il pezzo sembrava l’ideale per dare il titolo all’album intero”.
Dai suoni si percepisce un percorso alla ricerca di un sound particolare e personale. E’ così? E del vostro consolidato rapporto con Luca Pernici cosa ci dite?
“Nella ricerca del suono di questo disco siamo stai influenzati da un anno intero passato on the road, suonando nelle piazze e nei club e proprio in quel contesto sono nate i nuovi brani; abbiamo sentito quindi un bisogno naturale di comporre canzoni più fisiche, più ‘suonate’ e la cosa ci ha portato maggiormente verso il rock, anche se restiamo degli amanti dell’elettronica così come il nostro produttore che è un dj e ha un’attitudine innata ai suoni elettronici. E comunque è stato Luca ha insegnarci ad ascoltare i dischi in modo più profondo e dai nostri ascolti ha capito dove volevamo arrivare”.
Non mi va di fare paragoni o confronti, ma se proprio dobbiamo farli vi metterei vicini a Coldplay e Radiohead: i vostri ascolti sono indirizzati su questa strada o ci sono altre influenze musicali?
“Beh, ci sembra un paragone lusinghiero e anche un po’ esagerato. Il loro risultato artistico è a un livello tale a cui noi non arriveremo mai. Di certo sono due gruppi che ci hanno influenzato, hanno cambiato il modo di fare musica. Diciamo che il nostro è un disco italiano che cerchiamo di non far suonare italiano!”.
Il Nucleo dal vivo: nel 2003 il Festivalbar, nel 2004 il Cornetto Free Music, prima e dopo parecchi concerti. Siete a tutti gli effetti una live band, per fortuna. Vi attende un lungo tour?
“Assolutamente! Noi siamo una live band e in alcuni periodi, come ti dicevamo prima, siamo stati in tour anche per parecchi mesi. Non vediamo l’ora di ricominciare; il musicista deve suonare e noi vogliamo suonare!”.
E infine, parliamo di web: il vostro sito è molto curato e aggiornato. Pare proprio che ci teniate molto a usarlo come mezzo di comunicazione con il vostro pubblico. Qual è il vostro rapporto con Internet?
“Noi siamo appassionati di Internet e abbiamo provato sin dall’inizio a curare direttamente il nostro primo sito. Il forum, ad esempio, è di certo uno strumento fantastico per restare in contatto con i fans. E poi il bello di Internet è quello di poter mettere a disposizione di tutti cose non fruibili in altro modo, come backstage, versioni acustiche o live dei brani”.
Gabriele Lunati


June 19th, 2007 at 9:44 pm
Il Nucleo
bello avere nuove notizie su di loro.
Ascolto il loro “Meccanismi” spesso, dalla sua uscita nel mercato, ma non so perchè ho visitato solo una volta il loro sito?
Il cd è bellissimo (parlodi “meccanismi”),
emerge davvero la loro voglia di fare musica e scrivere canzoni,
per cui continuerò ad ascoltarli spesso!
Soprattutto li ascolterò per puro piacere egoistico…
Peccato non li abbia mai visti dal vivo!
Provvederò anche a questo…
bye bye
elimart