Memorabilia K
Wednesday, February 8th, 2006
Piccole soddisfazioni: il libro K tra le memorabilia di Kraftworld.com.

Piccole soddisfazioni: il libro K tra le memorabilia di Kraftworld.com.

Dettato dall’esasperazione ho cercato risposte e rifugio in letture, siti, link per difendere anima e mente dal signor B. Eccoli, fatene buon uso.
Letture
L’ombra del potere
Il libro – sobrio, preciso e meticolosamente documentato – è ricco di fatti talmente straordinari e inquietanti che, se l’autore non avesse una conoscenza così approfondita dell’Italia, risulterebbero incredibili. L’ombra del potere è di piacevole lettura e di grande impatto.” (Caroline Moorehead, “Spectator”). “Tutta l’Europa dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta avvenendo alla democrazia nell’Italia di Berlusconi.” (Joseph Farrel, “Sunday Herald”). David Lane è corrispondente dall’Italia dell’Economist dal 1994 ed è stato coautore degli speciali su Silvio Berlusconi che hanno suscitato vasta eco in Italia e in Europa. Vive in Italia da trent’anni.
«Corruzione, mafia e giustizia sono una mistura da capogiro. Aggiungeteci Silvio Berlusconi, la sua enorme ricchezza, il suo smisurato potere mediatico, il suo approccio alla politica altamente personale e il suo singolare modo di guardare al passato e il cocktail diventa ancora più forte.» Inizia con queste parole il nuovo libro di David Lane, corrispondente dall’Italia dell’Economist e grande conoscitore del nostro Paese, dove vive da trent’anni. Riccamente documentato generoso di notizie e rivelazioni, L’ombra del potereè un saggio incentrato sulla figura del leader di Forza Italia, ma non è semplicemente la sua storia; è anche il ritratto dell’Italia, tra politica, affari, mafia e corruzione, una lettura di grande impatto che offre molti spunti di riflessione e approfondimento.
Rinunciando allo schema della biografia tradizionale, l’autore ha privilegiato un’impostazione tematica dei contenuti, proponendo un’articolazione del volume in otto sezioni, ognuna delle quali affronta un argomento rilevante per la storia e la società italiana. Mafia, successo, corruzione, potere, legge, complicità , giustizia, tradimento: attorno a questi nodi cruciali si sviluppano il racconto dei fatti e le riflessioni di David Lane, che riservano il ruolo centrale alle attività passate e presenti di Berlusconi. L’infanzia, la famiglia, la formazione e gli esordi nel mondo degli affari, l’impegno nel campo dell’edilizia, la costruzione di Milano 2, la nascita dell’impero televisivo e della Fininvest, il lancio nel mondo della finanza, la discesa in politica, tutte le tappe dell’avventura berlusconiana vengono affrontati nei vari capitoli del libro, dove trovano spazio anche i retroscena dell’inarrestabile ascesa dell’uomo di potere, dai rapporti con Craxi ai legami con la loggia P2, dalle indagini della magistratura ai molti processi in cui è coinvolto. Sullo sfondo l’Italia di Tangentopoli, delle stragi di mafia, degli occulti legami tra mondo politico e finanziario, la figura del Cavaliere si muove da protagonista su uno scenario complicatissimo e affollato di fatti e personaggi. L’analisi di Lane è sempre graffiante e diretta, precisa e ricca di particolari; non risparmia affondi nei confronti del premier e indagini sui lati più oscuri della sua storia, offrendo, al di là di ideologie e schieramenti politici, un’interessante occasione di approfondimento su un personaggio controverso e sul governo alla guida dell’Italia di oggi.
La Teledittatura
Questo libro ricostruisce le modalità dell’azione – lenta, avvolgente, permanente – con la quale il berlusconismo, a partire dai primi anni Ottanta, ha modificato la cultura e il costume italiani mediante una neo-civilizzazione televisiva tradottasi poi in consenso politico-elettorale.
1) Dall’occupazione dell’etere alla teledittatura: cronologia. 2) Il modello orwelliano e la neo-civi- lizzazione. 3) L’informazione come propaganda (i telegiornali; la propaganda subliminale). 4) Dossier: alla vigilia del partito-azienda; giornalismo di regi- me; il referendum sull’illegalità legalizzata; l’ineleg- gibilità in base al diritto e al rovescio. 5) Alie- nazione sociale e negazione della democrazia.
«Le Tv berlusconiane sono un’orgia perenne di “divertimento†basato su sesso & prodotti, denaro e carnalità , un’oppiacea alterazione della realtà vissuta da milioni di italiani quale evasione dal proprio presente. Un meccanismo da allucinazione collettiva che, come per gli stupefacenti, al momento esalta e stordisce creando dipendenza, ma poi esaspera frustrazione, nevrosi e alienazione…».
Berlusconi. Gli affari del presidente
Gli scandali di Segrate-Milano 2: licenze edilizie, rotte aeree e il prete spretato Lui Verzè. Capitali dalla svizzera, società di prestanome, finanziare-paravento e flussi occulti del riciclaggio internazionale. L’eredità dei marchesi Casati-Stampa, l’avvocato Previti, il senatore Bergamasco e la villa di Arcore. La P2, le “notizie” di Mino Pecorelli e l’assalto berlusconiano alla presidenza della Cariplo. Berlusconi-dell’Utri-Mangano e lo ombre di Cosa Nostra. Inghieste giudiziare sulla Fininvest: Mani Sporche contro Mani pulite.
Il grande inganno
Nell’ottobre del 1993, il funzionario di banca Mi- chele Caccavale (ex Dc, residente a Nettuno, presidente del Quadricredito) viene contattato dal direttore della filiale Standa di Anzio, e gli viene proposto di entrare a far parte di una nuova formazione politica che la Fininvest sta orga- nizzando. Pochi mesi dopo, alle elezioni del marzo 1994, Caccavale viene eletto deputato di Forza Italia (Collegio 32 della Circoscrizione Lazio 1). È l’inizio di un’avventura politica nel partito-azienda berlusconiano, che Caccavale racconta in questo libro ripercorrendone i momenti cruciali: le prime frustrazioni, i dubbi e il crescente allarme durante i mesi del governo Berlusconi; le progressive consapevolezze durante i mesi del governo Dini. La cronaca di un biennio trascorso all’interno di una consorteria politico-affaristica nella quale si muovono – coperti da mistificazioni e spregiudicatezze di ogni genere – loschi personaggi e interessi affaristici palesi e occulti.
Il venditore. Storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest
Con il metodo dello storico, Giuseppe Fiori ha ricostruito gli snodi fondamentali della carriera imprenditoriale di Silvio Berlusconi, ora clamorosi ora controversi: dagli esordi nell’edilizia alla complessa struttura finanziaria della holding, dalla prima televisione via cavo alla legge Mammì, dall’incursione francese con la Cinq alla scalata della Mondadori. Senza trascurare episodi che illuminano la sua personalità e ne caratterizzano il comportamento: cercando continuità e svolte, Fiori scava nell’adesione alla P2 e nel rapporto con Craxi, ma anche nell’avventura sportiva come presidente del Milan.
Il pensiero politico di Silvio Berlusconi
Quasi sempre le dichiarazioni dei leader politici sono riportate dalla stampa insieme a riflessioni e interpretazioni di giornalisti e commentatori. Questo volume, invece, vuole comunicare il punto di vista di un leader politico facendo ricorso solo alle sue stesse parole, senza mediazioni e interventi critico-esegetici. Precedute da una nota introduttiva, le dichiarazioni di Berlusconi raccolte dalle curatrici spaziano dall’ambiente alla famiglia, dalla salute al lavoro, dall’economia alle tasse e sono state rilasciate nel corso di conferenze e interviste, convegni e lavori parlamentari, in libri (i suoi) e comunicati stampa, a partire dall’anno della discesa in campo e fino agli ultimi mesi del 2005.
Siti Internet
Vi consiglio la preziosissima Berlusconeide (in 10 capitoli) su Societacivile.it.
Cliccando qui, invece trovate:
2001 Intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio sia video che audio
1992 Intervista a Paolo Borsellino
2003 Wide Angle: documentario USA
2003 “Sua Maestà ”: documentario Francese
200X Viral Video: interviste a personaggi noti
Blob – Berlusconi Contro Tutti
05/04/2005 Berlusconi a Ballarò dopo le regionali 2005
05/04/2005 Berlusconi a Ballarò dopo le regionali 2005
06/04/2005 Articoli Repubblica: Apparizione Berlusconi alla trasmissione Ballarò
24/04/2004 Enzo Biagi: lettera a Berlusconi, ultima puntata de Il Fatto
09/2000: Berlusconi parla delle riforme elettorali
Infine, per chi si fosse perso il talk-show di Silvio Berlusconi con la Pivetti… ho trovato in questo blog alcune chicce tratte dalla trasmissione<—ed7d2d42fbff95fd5d106e32b0630e8c—>

La new economy è generalmente considerata l’ultima di una serie di innovazioni tecnologiche nate in Silicon Valley, penisola a sud di San Francisco, in California. In rapida successione, Silicon Valley ha infatti dato i natali a tre grandi innovazioni tecnologiche: i semiconduttori (anni Sessanta), i computer (anni Settanta), i software e Internet (anni Ottanta e Novanta).
L’ultima di tali innovazioni, Internet, è associata nell’immaginario collettivo al concetto di new economy, intesa come nuovo set di regole di funzionamento per il ‘grande gioco’ del business. Su questo tema, Enrico Beltramini propone un’analisi inedita. Per comprendere le origini della new economy – sostiene – non basta guardare alla storia delle imprese tecnologiche che hanno costruito la fama di Silicon Valley. Essa infatti rimanda a un contesto geografico e culturale ben più ampio, che dalla Baia di San Francisco scende fino a Santa Cruz, di fronte all’Oceano Pacifico.
Qui sono nate le grandi ‘rivoluzioni’ prodotte dalla controcultura dei baby boomers nella letteratura (la Beat Generation degli anni Cinquanta), nella politica (le battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta), nella spiritualità (le filosofie New Age degli anni Sessanta), nella società (l’ecologismo degli anni Ottanta). In questo senso, la new economy non è che l’ultima di tali rivoluzioni, in ordine di tempo: quella che ha interessato l’economia. Ognuna di esse ha conosciuto un percorso preciso: dopo la lenta incubazione californiana, si è rapidamente sviluppata, improvvisamente è esplosa, cambiando l’agenda mondiale; si è diffusa in tutto l’Occidente, perdendo la sua carica di radicalità distruttiva; quindi si è ritirata, lasciando il posto a un’altra rivoluzione: ugualmente distruttiva, alternativa, conflittuale, ma riguardante un diverso ambito.
Così ogni cultura rivoluzionaria, una volta esaurita la propria carica anti-sistema, è divenuta il ‘liquido amniotico’ della successiva. La new economy ha conosciuto la stessa parabola e, una volta assimilata al sistema economico, si è conclusa. Non solo: in questa diversa prospettiva essa appare con chiarezza come una rivoluzione più culturale che puramente tecnologica, le cui radici sono da ricercare nelle articolazioni del pensiero, anziché nella Rete. Lungi dal costituire l’emanazione di un ‘establishment’, la new economy rappresenta piuttosto la continuazione di quella ‘battaglia culturale’ con il sistema che la California conduce dalla fine degli anni Cinquanta, una battaglia con la stessa carica dirompente, ma con armi nuove: i moderni mezzi della tecnologia applicati al business.
Titolo – Hippie.com. La new economy e la controcultura californiana
Autore – Enrico Beltramini
Prezzo – € 15,00
Anno – 2005
Editore – Vita e Pensiero, Collana Università /Ricerche/Economia<—10d2737ed3150d72bc6bad5774b1c8a2—>

Due nuove recensioni!
La prima è di Claudio Bonomi (che onore, grazie!) su Quaderni d’Altri Tempi – Culture e Fantascienza di Massa.
Cito: “[...] I capitoli più interessanti del libro, che è arricchito anche da dettagliatissime appendici su discografia e concerti, sono quelli iniziali che trattano delle radici del “robot pop†dei Kraftwerk. Radici che affondano nella Germania degli anni Sessanta, un paese in piena “guerra freddaâ€, ma ricchissimo di fermenti culturali e artistici (pensiamo solo al cinema con Fassbinder e Wenders o agli “eventi†del movimento Fluxus). Questa ansia di ricerca di nuove strade per ritrovare un’identità culturale tedesca caratterizza la genesi dei Kraftwerk che parafrasando una citazione contenuta nel libro di Lunati “rifiutano il consumismo commerciale cheap e tentano di dare un’anima e un’estetica alla tecnologia†[...]”.
La seconda è pubblicata da Supporti Musicali che ringrazio di cuore perché mi dicono che strilla in home page la copertina del libro da molte settimane: tropo buoni!

Affrontare il mondo del porno con occhio lucido e obiettivo non è mai cosa semplice. Il tutto può essere sempre distorto, nel bene o nel male, dalla propria idea di pornografia e dalle proprie considerazioni in materia: un’invenzione moderna o qualcosa che accompagna l’uomo da sempre? È un’insidiosa forma di discriminazione sessuale, un attentato alla dignità umana o un raffinato divertissement? Nuoce ai giovani? Porta alla ciecità o simile?
Tutti argomenti, come viene ricordato anche nel saggio “Pensare la pornografia†da poco pubblicato in Italia, che spesso sono utilizzati per giustificare i divieti e le condanne etico-sociali partorite da un moralismo dilagante e da un massimalismo di stampo religioso che sembra minacciare il concetto stesso di stato laico nascondendosi dietro imbarazzanti no comment.
Eppure il nostro paese detiene alcuni primati interessanti: frequenza alla messa domenicale, incremento demografico zero e consumo di materiale pornografico (993 milioni di euro spesi all’anno).
Porno alla sbarra, il film di Giovanni Calamari, dribla e supera tutti questi ostacoli virtuali e racconta, in modo onesto e persino poetico, quella che è prima di tutto la storia particolare di uomo qualunque, o quasi: quella di Giuseppe Sbarra, napoletano trapiantato a Milano, il pioniere del cinema hard nel nostro paese.
Nel 1978 infatti Sbarra apre il primo sexyshop nella capitale della moda: un successo travolgente che muove gente da tutta Italia per comprare il materiale in vendita, dall’oggettistica ai filmini super8 importati clandestinamente da una Germania ancora divisa in due. Un uomo che ha alle spalle 25 anni d’esperienza e può considerarsi, di diritto, la memoria storica della cultura a luci rosse, con un catalogo di 8.000 titoli e tre negozi avviati.
Un uomo che nel settore ha fatto di tutto, dal regista al produttore al talent scout, e che ha messo la sua faccia in prima persona davanti alla giustizia italiana quando questa, agli inizi degli anni ottanta, ha stretto un giro di vite con una maxi-retata in una realtà allora sommersa e che la legislazione stessa non contemplava. Un uomo, infine, che ha ancora un sogno: quello di organizzare una fiera per gli operatori del settore pari a quelle di Berlino e Barcellona.
Il film trasuda umanità e trasmette una sensazione di vero e spontaneo che solo chi sa dirigere bene e con rispetto dell’animo altrui riesce a tirare fuori dalle persone. E poi ha il merito di dare dignità a un certo mondo e a certi protagonisti del medesimo con un occhio sereno, senza pregiudizi o celebrazioni, senza retorica o moralismi. La minuziosità del girato e del montato (Calamari usa in modo saggio ed efficace la camera a spalle e fa di questa tecnica la sua cifra stilistica) sono il frutto di ben due anni di lavoro del regista che ha inseguito – letteralmente – Sbarra durante i suoi spostamenti in Italia e in Europa.
Questo lavoro ha infine un ulteriore merito: quello di raccontare, o meglio ancora, di far scoprire, un microcosmo di persone e luoghi, talvolta bizzarri e grotteschi, talvolta eccentrici e surreali, che vivono sì a modo loro l’idea di sesso e di cinema, ma anche di creatività e di business, di libertà di espressione e, diciamolo senza paure, di arte.<—9082817bcda350568bb6578bf55d017b—>

Nico, femme fatale è il primo documentario prodotto da Revolver Media Lab in collaborazione con Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa. Scritto e diretto da me medesimo, verrà distribuito in dvd allegato al mio prossimo libro dal titolo Nico, bussando alle porte del buio.
Il video (di circa 45 minuti), che unisce immagini di repertorio – alcune delle quali inedite – a interviste ad artisti e giornalisti musicali come Manuel Agnelli degli Afterhours, Franzo Zanetti, Sergio Messina e Max Leva, ripercorre la vicenda umana ed artistica di Nico dagli esordi come modella agli ultimi concerti prima della tragica scomparsa.
A breve in podcast una preview del documentario e prossimamente un estratto in anteprima del volume che sarà in libreria nei prossimi mesi del 2006, sempre pubblicato da Nuovi Equilibri / Stampa Alternativa.<—0df6d5f922f0ce8542875baefac72957—>

Revolver Media Lab è orgoglioso di ospitare il podcast de Il Giardino d’Inferno di Sergio Messina / RadioGladio:
Sono reperti di vario genere: schegge dei programmi passati o di produzioni in corso, jingle, interviste, chiacchierate, ecc.
Non perdetevi the Jovanotti interview, mi raccomando.