Gb: i brani on line entrano nella hit parade
Saturday, December 30th, 2006Riprendo in toto questo articolo dal Corriere.it
Dal 1° gennaio le classifiche dei singoli saranno realizzate mischiando dischi venduti e canzoni scaricate dal web
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Un aggiornamento nel segno dei tempi. Le hit parade britanniche si rivoluzionano e si mettono al passo con l’era digitale: da ora in poi a determinare le classifiche dei singoli non saranno più soltanto le copie di dischi venduti nei negozi, ma anche il numero di persone che hanno scaricato un brano da internet.
RIVOLUZIONE DAL PRIMO GENNAIO - A partire da lunedì dunque tutti le canzoni disponibili sulla rete saranno potenziali top ten: una rivoluzione che potrebbe far sì che a scalare le classifiche non siano più soltanto i singoli appena usciti, ma anche vecchi brani che grazie a pubblicità e colonne sonore godono di nuova popolarità. A dettare la decisione della Official UK Charts Company (Occ) è stata la necessità di rendere le classifiche più rappresentative di ciò che la gente veramente ascolta e acquista e di revitalizzare un’istituzione che sembrava ormai obsoleta. Già dal 2005 numero di brani scaricati da internet determina la posizione di un singolo in classifica, ma finora si teneva soltanto conto di quei brani che venivano distribuiti anche sotto forma di CD o vinile. Ma il successo di artisti come Gnarls Barkley, Lily Allen e gli Arctic Monkey, che hanno costruito il loro successo proprio online e la crescente popolarità di vecchie canzoni - basti pensare ai brani dei New Order e dei Cure inclusi nella colonna sonora di «Maria Antonietta» di Sofia Coppola - hanno convinto l’Occ a modificare i propri criteri.
VENDITE ON LINE IN CRESCITA - Le vendite legali di musica online in Gran Bretagna sono salite da 5,8 milioni nel 2004 a 50 milioni nel 2006 e costituiscono il 60% delle vendite totali di musica e l’805 delle vendite di vecchi brani. Secondo Steve Kincaid, manager dei negozi di dischi Virgin megastores, il cambiamento «è un passo avanti positivo che riflette le diverse abitudini dei consumatori». È tuttavia necessario, ha sottolineato, che l’industria discografica continui a prestare attenzione e a valorizzare il mercato di CD e vinili, dove la richiesta da parte di fan e collezionisti resta comunque alta.






