Archive for January, 2007

Goodbye Alice

Sunday, January 14th, 2007

E’ scomparsa all’età di 69 anni Alice Coltrane, vedova della leggenda del jazz John Coltrane. Come riportato dall’agenzia AdnKronos, la musicista statunitense sarebbe deceduta in un ospedale di Los Angeles in seguito ad una crisi respiratoria.
La sua carriera era iniziata nel 1968 con “Cosmic music” ed è poi continuata con “Illuminations” insieme a Carlos Santana.

Massimo mi segnala questo video di Kristinn Pétusson, girato sulle note di Journey in Satchidananda tratto dall’omonimo album di Alice Coltrane e Pharoah Sanders.
Un piccolo tributo alla sua memoria.

Tostoini per Jack

Saturday, January 13th, 2007

On line (ma non solo) esiste una creatura nota come Tostoini la tartaruga (ma che qualcuno conosce anche come Roberta), che disegna sogni e colori con la stessa intensità che un poeta mette nelle sue parole.
Non ci siamo mai incontrati e ci conosciamo solo per interposta persona; però mi ha fatto un regalo splendido, o meglio: l’ha fatto a Giacomo.
Eccolo!!!
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Last Train Ride

Wednesday, January 10th, 2007

Story of a long commuter in New York City

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QUI tutto quello che riguarda i Jigsaw Soul

La musica rende produttivi ;-)

Wednesday, January 10th, 2007

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God’s Gonna Cut You Down

Wednesday, January 10th, 2007

Questo video spicca da settimane tra i miei bookmark… Rivederlo è sempre un’emozione

Johnny Cash, (26 febbraio 1932 – 12 settembre 2003)

Voglia di iPhone?

Wednesday, January 10th, 2007

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L’importanza di essere Giacomo

Monday, January 8th, 2007

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Giacomo Lunati (06-01-2007)

Origine e significato di GIACOMO
Il nome è una variante di Giacobbe e deriva dall’ebraico “Ya’aqobh” che si pensa significhi Dio ha protetto.

Storia e curiosità
Giacobbe, secondo l’Antico Testamento, fu il figlio di Isacco e Rebecca, patriarca di Israele: Giacobbe avrebbe comprato al fratello Esaù il diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie. La diffusione del nome deve molto al culto dell’apostolo San Giacomo, considerato l’evangelizzatore della Spagna. Ancora oggi un grandissimo numero di pellegrini, ogni anno, parte alla volta del santuario di Santiago de Compostela, in Galizia, per rendere omaggio al santo. Un altro contributo alla fama del nome è dato dal fatto che venne adottato da una celebre dinastia scozzese, gli Stuart, due dei quali divennero sovrani di tutta l’Inghilterra, unendo per sempre i due regni. Una curiosità: il termine giacca, deriva da “giaco” (che a sua volta viene da Giacomo, nome molto in voga tra i contadini) usato per indicare una specie di corpetto di fili di ferro in uso tra i contadini francesi.

Numerosi i personaggi che la storia ricorda: il filosofo Jean Jacques Rousseau, il pittore Iacopo Robusti, detto Il Tintoretto, i poeti Iacopone da Todi e Iacopo da Lentini, l’avventuriero Casanova…
E poi Giacomo Leopardi, Giacomo Matteotti, Giacomo Puccini, Jack Bruce, Jack Kerouac, Jack Palance, Jack The Ripper, Jacques Prévert, James Bond, James Brown, James Dean, James Joyce, James Stewart, James Taylor, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Jimmy Page…

Dello scrivere (pulizie di stagione)

Sunday, January 7th, 2007

Rimettendo mano a vecchi file dimenticati ho ritrovato un’intervista (credo del 1997 o 1998) che feci a un giovane scrittore italiano - allora esordiente e oggi penna affermata - ma che non vide mai la pubblicazione.
Per pudore e rispetto non vi dirò di chi si tratta, ma mi ha colpito molto rileggere questa sua affermazione dopo così tanti anni. Credo valga la pena riportarvi almeno queste poche righe, indipendentemente da chi è l’autore che ha pronunciato le frasi che seguono…

“[…] Io, se non scrivo, mi sento male; ma ogni volta perdo l’occasione per buttare giù quattro righe, perché non ho preso la costante abitudine di portarmi dietro quotidianamente un blocco per gli appunti, anche solo una manciata di fogli disordinata e una penna che non ti abbandoni nel momento di massima ispirazione. Vorrei campare scrivendo, eppure non ha ancora preso questa semplice quanto elementare abitudine. Così mi porto dietro le frasi per delle ore intere, le mastico lentamente, le sorseggio come se fossero alcool, le inspiro come le mie sigarette, nell’attesa di potermi ritrovare davanti alla tastiera del mio computer, sperando che mi escano dettate dai polapatsrelli delle mie dita così nitide e precise come mi si erano impresse nel cervello, cosa che non avviene mai.
E allora leggo ripetutamente quello che scrivo, e ogni volta che lo rileggo mi piace sempre di meno, forse perché non è esattamente come la prima volta che mi si è formato sotto la lingua; già, perché è lì che stagnano le frasi giuste, quando dal cervello sono pronte per uscire tramite la tua voce, ma tu le soffochi e le nascondi, abbeverandole ogni tanto con la saliva, coccolandole, scongiurando e promettendo a te stesso di non inghiottirle, di non lasciarle affogare nell’acido gastrico e di non mandare tutto, come sempre, in merda […]”.

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