Archive for February, 2007

MySpace Generation n. 005

Saturday, February 24th, 2007

Fabio Zuffanti
Un piccolo isolazionista

Fabio Zuffanti è un (non) musicista italiano attivo da alcuni anni in qualità di bassista e compositore in svariati progetti che spaziano dall’elettronica alla sperimentazione, dal progressive al folk, al post rock.

Dal 2006 Fabio è anche un artista solista e al momento sta lavorando al suo primo album solo. La sua musica è un mix tra dimensioni ambient, soffice psichedelia e atmosfere surreali e piovose. E’ una boccata di ossigeno in una fresca mattina d’inverno, è tutto quello che vorresti che fosse ancora l’elettronica intelligente.

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Tutti pazzi per Nico

Saturday, February 24th, 2007

Ebbene sì, ritorno sull’argomento per segnalarvi le recensioni di Nico, bussando alle porte del buio pubbicate nel mese di febbraio su Max, Anna e Gioia.

Qui invece trovate un bello speciale di Delrock.it dedicato a Andy Warhol, all’interno del quale è presente anche un mio articolo dal titolo Nico, la ragazza del Chelsea.

Segnalo infine due ottime recensioni a cura di Gloria Carabbio (che ringrazio) e pubblicate su Cromatigullio e Disco Club.<—519aac901d9f085ad605d9bc11702758—>

MySpace Generation n. 004

Saturday, February 24th, 2007

Homespun
L’altra faccia di Franceso Prosperi

Come Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Francesco Prosperi ha due facce. Di giorno è una specie di Richard D. James di Arezzo, intento a elaborare, miscelare, unire, separare, captare, riprodurre, invertire, alterare, estendere, ampliare. Di notte, coadiuvato dall’amico immaginario Zlatan Cassettone, si nasconde dietro lo pseudonimo Radio Divano e si diverte a far sfidare il peggio della musica italiana contro il resto del mondo in improbabili quanto esilaranti mash-up: Toto Cutugno vs. Daft Punk, Ambra Angiolini vs. Beck e via così. Con il suo primo album When I Was the First Man on the Moon, Francesco Prosperi aka Homespun fa gridare al miracolo: no, non è un disco d’Oltremanica, né proviene da Berlino. Questa è tutta robba nostra, e per di più tutta fatta in casa, come l’aggettivo homespun suggerisce. Ed è tutto sintetico, beninteso, ma non per questo freddo: Homespun è ambient-glitch che fa battere il cuore, tanto è carico di inquietudine e malinconia. Sette brani che trascendono i vincoli forma canzone per diventare un flusso rarefatto ed etereo e, in un ultima istanza, la colonna sonora del nostro viaggio sulla Luna (THANX TO DROPINKA).

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Djet
Dalla Russia con rumore

Alexander Lisovsky aka DJet vive a Mosca, e già questo dovrebbe farci riflettere non poco dopo averlo ascoltato. Sì perché c’è da chiedersi cosa ne sarebbe di lui se fosse cresciuto a New York, a Berlino o a Londra, giusto per citare tre metropoli con scene musicali diverse ma effervescenti e, comunque, con grosse possibilità di emergere per chi suona.
Ci chiediamo quali incubi si celino dietro ai suoi cupi tappeti sonori, quali visioni attraversino la sua mente e la sua retina per generare tanto magma sonoro disperato. Un lento rumore di fondo cullato talvolta da fragorosi giri dub, quasi una colonna sonora di città che vanno in frantumi, pronte a implodere su se stesse.
Davvero bravo questo Djet; uno che non scende a nessun tipo di compromesso e non lascia che il proprio campionatore faccia da mediatore tra il tormento e la cura.

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MySpace Generation n. 003

Saturday, February 24th, 2007

Mesas
Sopravvivere a Milano: suonando musica che resta

Se i Mesas fossero nati in Nevada, forse non avrebbero mai neanche preso in mano una chitarra.
Si sarebbero limitati a guardare il cielo sul retro di uno strip-bar di una qualche statale in mezzo al deserto. La sorte ha voluto però che il loro libero spirito stoner dovesse confrontarsi con Milano, che con le statali del Nevada ha in comune solo il bitume. Una città che li ha costretti, nel bene e soprattutto nel male, a suonare, come unico modo per ricreare quegli spazi, come unico modo per respirare.

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HattoriHanzo
Il rock ha un futuro certo e porta il loro nome

Nascono ad Alessandria nel gennaio 2004, con l’obiettivo di proporre qualcosa di gratificante ed originale, mantenendo un forte spirito ironico, il divertimento di stare insieme e, soprattutto, la voglia di suonare, sempre e comunque, Influenzati dalla New Wave primi 80, Shoegaze primi 90, Psichedelica Inglese, Garage, rielaborano e personalizzano il tutto secondo il proprio stile.
Nel 2005 vincono la finale nazionale di Rock Targato Italia.
Nel frattempo, per promuovere il loro EP omonimo, li troverete spesso in giro a suonare in diversi locali tra Milano, Torino, Alessandria e dintorni.
I ragazzi meritano e sanno quello che fanno: non perdeteveli.

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MySpace Generation n. 002

Saturday, February 24th, 2007

Phono Emergency Tool
Strumento Sonoro d’Emergenza… e di compagnia

Sono in tre, sono di Bologna ma sembrano venire dall’inghilterra; sono i Phono Emergency Tool , una buona sintesi del pop inglese di ieri e di oggi.

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Durango 95
Con i Ramones nel cuore: gabba gabba hey!

Avete nostalgia di Johnny, Joey, Dee Dee e Marky/Tommy Ramone?
Bene, anche noi, e non poco. Però non disperate: dalle parti di Faenza gira e pesta sui propri strumenti una band che la stessa forza, la stessa leggerezza, lo stesso suono.
Poco importa che arrivi dall’Emilia Romagna e non dal Lower East Side di New York City, così come non importa che ci ritroviamo– per sbaglio, solo per un dannatissimo sbaglio – nell’Anno Domini 2006 e non a metà degli anni ’70.
Il gruppo nasce come cover band nel 1996, con il nome The Drunkers. Nel 1998 il nome viene cambiato in Durango 95 e vengono sputate fuori le prime song con musiche e testi originali D95. Quelli che seguono sono anni di sudore e scazzottate, colorati da quattro album, numerosi concerti e un considerevole seguito su MySpace. Pochi fronzoli e tanto “one, two, three, four”, come del resto dovrebbe sempre essere il sano punk rock. Solo che in molti se lo sono dimenticati: ma non i Durango 95.

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Atelier Nouveau
Synthetic Dance Pop for the new Atomic Age

Sono in due, produttori e musicisti, con alle spalle le ceneri del gruppo The Pocket Rockets, scioltosi dopo avere pubblicato tre cd ed essere apparso su numerose compilations in Italia, Stati Uniti, Argentina, etc. Il primo demo venne assemblato alla buona nell’Estate 2005, ma la decisione di farlo diventare un vero progetto fu presa solo piu’ tardi, alla fine dello stesso anno.

Craig si occupa delle parti vocali, testi inclusi, e di tutte le attività di studio come recording, engineering, mixing e mastering, mentre Giorgio è coinvolto principalmente in tutte le parti relative al midi; questo significa suonare synths, tastiere, selezionare i loops e programmare le sequenze di percussioni, contribuendo quindi alla prima stesura delle basi musicali dei pezzi. Il meccanismo è molto ben oliato: del resto suonano insieme da otto anni, anche se rispettivamente chitarra e basso.

Gli Atelier Nouveau ci sanno fare e non hanno nulla da invidiare ai cugini anglosassoni. Le influenze sono davvero varie ma, a parte le ovvie analogie con Pet Shop Boys o Depeche Mode, in realtà l’ispirazione del progetto arriva spesso da ben più lontano, tornando indietro fino a Sparks, Buggles, M, Flash and The Pan, New Musik, La Bionda, Twins e al lavoro di produttori come Giorgio Moroder, Bobby Orlando, Trevor Horn, Pete Waterman…

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MySpace Generation n. 001

Saturday, February 24th, 2007

Musetta
L’incontro perfetto di elettronica, jazz ed estetica noir

Il progetto Musetta nasce nel 1998, quando i destini di Matteo Curcio e Marinella Mastrosimone si incontrano.

Il background del duo e’ variegato: mentre Matteo veniva rapito
dalla scena elettronica in tempi non sospetti (Kraftwerk, Raymond Scott, Wendy Carlos, TheOrb, Orbital, KLF, Daft Punk) quando studiava alla Scuola Civica di Jazz di Milano, Marinella scopriva il rock progressivo italiano degli anni ’70 (Area, PFM, BDMS) e la musica classica Indiana, frequentando prima il corso di etnomusicologia Indiana del conservatorio Petrollo di Vicenza, approfondendo poi gli studi alla Benares Hindustani University in India.

Il loro terreno d’incontro e’ il Jazz (Miles Davis, Chet Baker, Elis Regina, Dave Brubeck, Krzysztof Komeda, Billie Holiday, Nina Simone tra i loro favoriti) e la loro collaborazione ha inizio con il quintetto post-rock Sunscape (l’album di debutto è “Sunscape – I”, Mellow Records, 1999).

Contemporaneamente Marinella appare come vocalist su alcune produzioni del duo tech-house Transonia (con Matteo e Luca Baldini, ora DJ/Producer attivo sulla scena internazionale).

Quindi Marinella subentra come cantante al progetto indie-rock Giöbia, che vede Matteo in veste di bassista/produttore, e che pubblica con la label londinese Silent Revolution il singolo “Caught in Analogic Memories” presto seguito dall’album di esordio “Beyond the Stars”.
Poco tempo dopo viene chiamata come vocalist nel tour italiano di Country Joe Mc Donald (leader dei Country Joe and the Fish), mentre Matteo remixa brani di L.I.N., Lorbi, Gorj, Black Bit e Fabryka.

Nel frattempo il duo inizia a scrivere le canzoni per il progetto Musetta. L’elettronica per i Musetta e’ il mezzo, non il fine: nel loro sound trovano posto sia strumenti reali (Fender Rhodes, Moog Theremin, Chapman Stick™, basso e chitarra elettrica, Lap Steel Guitar, Fiati) sia samples e softsynths.

La passione del duo per il cinema d’animazione, per il film noir e la science-fiction contribuisce a definire un estetica originale, utilizzata per l’artwork e per i live che includono un VJ-set costruito per interagire con la musica.
Tra i palchi più importanti battuti da Matteo e Marinella ci sono Arezzo Wave 2002, il concorso Creamusica 2004, lo storico Bull & the Gate di Londra e l’Heineken Jamming Festival 2006.

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Le visioni di Giovanni

Tuesday, February 6th, 2007

Giovanni Calamari è un caro amico e un grande regista.
Finalmente si è deciso pure lui a condividere con la rete alcuni suoi instant video e i trailer dei suo migliori documentari.
Tovate tutto QUI.

Qui sotto invece un assaggio di “Sbocciati a Milano”, storia di una bocciofila all’aperto in una zona centrale della city, e di un gruppo di anziani che hanno preso in gestione un giardino della citta’ e lo hanno bonificato dalla sporcizia e dalle “cattive” compagnie.
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Das Hokey Kokey

Tuesday, February 6th, 2007

Bill Bailey, poliedrico artista inglese, è pressoché sconosicuto al pubblico italiano se non per qualche ruolo in certi film di nicchia.
Eppure è molto noto in madre patria, dove è spesso in tour o in tv con spettacoli esilaranti che mescolano sapientemente musica, teatro, comicità ed effetti speciali.

Imperdibile questo tributo ai Kraftwerk…
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Il lato oscuro della scrittura

Tuesday, February 6th, 2007

Per chi non se ne fosse ancora accorto, segnalo che MilanoNera Blognoir ha cambiato url, piattaforma e look & feel.
Insomma, aggiornate i bookmarks (e leggete l’ultimo romanzo di Paolo Roversi).
Fine dello spot.

Crash Compilation

Monday, February 5th, 2007

Perchè la noia è un sentimento…. cantavano i Neogrigio a metà anni novanta.

In effetti avere molto tempo libero giustifica persino l’impegno e la dedizione con cui ho selezionato questi video. Forse è ora di spegnere sul serio questo blog…

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