Gianluca Dettori ci aveva già provato a stilarla, dal 1998 al 2006, nell’introduzione all’infelice edizione de Il Futuro della Musica pubblicato da Unwired Media, poi RGB, poi solo un ricordo.
Rimettiamo ordine: – 1998: l’mp3 di Chiariglione entra nella top ten delle ricerche su tutti i motori di ricerca del mondo – Nasce Iuma, la prima artist community su Internet, la prima a consentire alle band di tutto il mondo di crearsi una homepage e fare uno streaming dei propri brani attraverso Internet – Nascono mp3.com ed eMusic che decollano al Nasdaq, poi Vitaminic e Cdbaby che da uno scantinato alcuni anni dopo fa emergere da Internet musicisti come Jack Johnson – Esplode Napster e le major continuano a rifiutarsi di dare in licenza i propri cataloghi – Inizia il periodo delle cause legali, le major fanno saltare mp3.com prima, Napster e decine di altre aziende subito dopo, rendendo inaccessibili i propri cataloghi (in quel periodo c’è il punto di svolta che avrebbe potuto far decollare il mercato con qualche anno di anticipo: un’occasione mancata che ha ulteriormente frenato la crescita della musica digitale e alimentato ulteriormente i sistemi peer-to-peer. – Thomas Middelhoff, capo di Bertelsmann, proprietaria di BMG, prova a comprare Napster per rilanciarlo come servizio legale. Il tutto con una grande visione, il miglior progetto uscito dall’industria discografica fino a quel giorno per raccogliere la sfida del digitale: triplicare il business musicale trasformando Napster in un iTunes ante litteram. Una piattaforma aperta alle altre case discografiche. Progetto abortito dalle altre major. – Napster chiuso, poi rilevato come marchio e tecnologia da Roxio anni dopo – scomparso Napster, Kazaa nel giro di pochissimo tempo sorpassa i 100 milioni di utenti, anche grazie all’enorme pubblicità al peer-to-peer illegale
fatto dai discografici – Il suo posto verrà preso da e-mule, fenomeno, apparentemente incontrollabile, per ora – Poi i ringtones, le suonerie polifoniche, il mobile – Quindi iTunes della Apple: rip, mix and burn – Esplodono i social network musicali come MySpace, ma soprattutto LastFm e iLike che sembrano gli strumenti migliori per promuovere musica digitale – 2008: siamo ancora allo stesso punto, alla stessa questione. Rimediazione del sistema musicale ma nessuno rivoluzione: quella c’è stata, ma nella tecnologia, non nel modello dell’industria discografica.
Questa intro la trovate nel materiale che ho utilizzato come schema – un po’ asettico – per la conferenza a Italia Wave 2008: Il Futuro della musica e della sua riproduzione.
Scaricate e fatene quello che volete. E scrivetemi
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