Archive for September, 2008

R.E.M. 2.0

Tuesday, September 30th, 2008

Lungimiranza e adattamento allo spirito dei tempi. La band di Michael Stipe invita i fan a utilizzare le principali piattaforme social per caricare il materiale prodotto durante i vari concerti con una particolare sintassi, in modo che nulla vada perduto, e la rete diventi in questo caso un archivio collettivo permanente di un’esperienza irripetibile quale può essere un tour.
Esempio:

In Flickr, tag your photos “remberlin”
In Twitter, add “#remberlin” to your Tweets
On YouTube, tag your video “remberlin”
If you blog about the show, please add “#remberlin” to your blog entry.

Spiegano tutto per bene QUI.

Ancora sul DRM

Sunday, September 28th, 2008

MySpace Music, di cui ho visto solo gli screenshot sul sito Wired e qualche blog, permette di acquistare mp3 DRM-free direttamente dallo store di Amazon e senza lasciare MySpace.

Wall-Mart da febbraio 2008 vende mp3 senza DRM e sta per abbandonare totalmente la tecnologia suddetta, tanto che ha dovuto avvertire i clienti di fare un bel burn su cd dei file acquistati prima della svolta, altrimenti saranno tutti da buttare.

La musica arriva su memory card con SlotMusic: mp3 a 32o kbps senza DRM.

Altro?

Taccuino di una sbronza digitale

Sunday, September 28th, 2008

Mi perdonerà Paolo Roversi se ho preso a prestito il titolo della sua ultima fatica letteraria, ma da un po’ di giorni mi ronza nella testa un dubbio misto a stupore e incredulità, con tutte le perplessità e i disagi che ne conseguono.
Questa settimana ho avuto una riunione, una delle tante, con persone che stimo e apprezzo per motivi e storie differenti: un incontro difficile, anche umanamente, per tutta una serie di questioni che in fondo non vi riguardano.

Resta il fatto che dal nulla, come un fulmine a ciel sereno, come una golata di vodka a stomaco vuoto, è rieccheggiato nell’aria un acronimo nefasto e che mai mi sare aspettato di sentire pronunciare di nuovo in quella sede: DRM.

Come spesso succede in questi casi sono tornato a rileggermi la miriade di articolo e appunti che ho sul mio guru Gerd Leonhard per recuperare il suo punto di vista sul’argomento (nel 2006):

[…] Il DRM nella sua forma corrente è la personificazione della “paura di cambiare”, pura e semplice. Ciò di cui abbiamo realmente bisogno sono software che diano potere ai consumatori e preparino la strada verso l’era della super distribuzione.
[…] Il DRM si trasformerà in CRM; il copy control diventerà usage-control (tracciabilità e monitoraggio); le etichette discografiche si trasformeranno in società musicali a 360 gradi; la radio sarà scaricabile; i dispositivi saranno veramente plug-and-play; e sì, i cellulari + musica uccideranno il dominio dell’iPod…

.

Salute.

Il video online di Universal

Saturday, September 27th, 2008

La più grande delle major musicali si lancia in proprio nel video online, con qualche particolarità: non solo videoclip e non solo del proprio catalogo. E senza lasciare YouTube. Nicola Battista qui, su Mytech.

Rumori, suoni, sintesi: breve storia della musica elettronica

Saturday, September 27th, 2008

Leggendo l’articolo di Simone Sacco su Milano Web, in merito al trsferimento dello Studio di Fonologia di Milano all’interno del Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco, mi è tornato in mente questo file che avevo in parte utilizzato per il libro sui Kraftwerk. Non c’è tutta la storia della musica elettronica, ovviamente, ma buona parte sì.
“I suoni sintetizzati, computerizzati e la telematica sono la nostra vita: noi vogliamo fare un tipo di musica che parli da sola, che sia trasparente e amalgami arte e tecnologia come già accadeva negli anni 20 al tempo della Bauhaus di Weimar. Da quegli anni il progresso tecnologico è avanzato molto rapidamente e oggi possiamo considerarci persone fortunate perché possiamo addirittura spostarci insieme al nostri studi di registrazione. Il nostro piccolo mondo di computer ci permette di comporre e di registrare al contempo in qualsiasi posto nel quale ci troviamo” (Ralf Hütter).
Non esiste una sola, unica e lineare storia della musica elettronica: è una disciplina i cui confini vengono costantemente ridimensionati e ridefiniti in base al’ingresso sulla scena di nuove soggetti tecnologici e all’impatto che questi hanno sul mercato, sia colto che popolare. Per tutti questi motivi non è semplice identificare una data precisa, l’anno zero di questa storia.
Se il Novecento è il secolo protagonista assoluto in materia, è anche vero che esistono precursori di macchine sonore già nel ‘700, come il Denis d’or del sacerdote boemo Prokop Divis e il Clavecin Electrique del matematico francese Jean-Baptiste de la Borde: entrambi gli strumenti musicali si basavano sui principi dell’elettricità statica. Nell’800 il fisico londinese William Du Bois Duddell inventò il Singing Arc, ricavando un primitivo oscillatore da una lampadina, mentre è a Thomas Alva Edison che si deve la nascita del Fonografo, l’antenato del giradischi. (more…)

Apologia del vinile

Tuesday, September 23rd, 2008

Recupero casualmente un post di fine agosto firmato da Luca Doldi su Rockon.it.

Non ve lo segnalo come fanatico del vinile - cosa che non sono, tanto che la mia collezione stagna in una libreria da una decina d’anni senza aver mai più fatto urlare un solco che è uno - ma perché riflette lucidamente sull’orgia di mp3 a tutti i costi in cui ci si ritrova e rivaluta il vinile come oggetto multimediale per eccellenza.

Cito:

Il vinile ha una connotazione fisica molto importante, ha un odore caratteristico, una consistenza, un volume, un ingombro visibile.
Inoltre è un supporto dedicato solo ed esclusivamente alla musica. Il tramonto del cd, e la ripugnanza a spendere dei soldi per averne, deriva anche dal fatto che nel corso degli anni il cd è stato “svalutato” dalle sue molteplici applicazioni. Ormai è percepito solo come un supporto dati che viene praticamente regalato nei supermercati. L’mp3 poi è semplicemente uno squallido file con un nome e un’estensione. I vantaggi per tutti e due sono la portabilità, ma il concetto di ascolto che impone il vinile è ben diverso da quello del cd prima e dell’mp3 poi. Un vinile generalmente lo si ascolta con attenzione, in casa, comodi, senza troppe distrazioni. Invece il cd e l’mp3 essendo “portatili” si ascoltano, o peggio si sentono, mentre si fanno altre mille cose.

Il resto QUI.

Napalm tour: that’s all folks

Tuesday, September 23rd, 2008

Ce lo siamo detti guidando verso l’Emilia lo scorso week end: ok, basta, questa è l’ultima presentazione del libro su Iggy. Quello che potevamo fare l’abbiamo fatto, un po’ di recensioni sono state pubblicate (persino su testate blasonate e non necessariamente di settore).

Siamo partiti da Milano, al Surfer’s Den con una serata atipica e molto alcoolica, davanti a un nutrito numero di fedelissimi, ma siamo stati anche ad Alessandria, Novi, Brescia e Fidenza.

Ora basta, abbiamo blaterato a sufficienza. E comunque non me ne pento, anzi: sono contento di aver ceduto ai voleri di Andrea in un mini tour più rock ‘n’ roll che altro.

Dovremmo ringraziare un sacco di gente Andrea ed io: Franz, Monica Guido, Nico, Simon, Radio Onda d’Urto, Radio Gold, Radio Capodistria, Radio Città Futura, Donato Zoppo, Luca Frazzi e la Libreria La Vecchia Talpa, le ragazze del Caffè Letterario di Brescia, gli amici che hanno macinato chilometri per sentirci raccontare la stessa storia (alla fine eravamo un po’ in loop, in effetti), gli Autogrill benedetti e poi sicuramente un pacco di persone che, senza volerlo, dimentico.

Ora che avete letto tutto questo dovreste essere così onesti da lasciare un commento del tipo “Ma a noi cosa ce ne frega?”. Li approverei in massa e sarebbe una simpatica operazione di onestà collettiva.

See u.

Pillole dal Copyleft Festival

Tuesday, September 23rd, 2008

Sono trascorsi più o meno dieci giorni dalla fine del Copyleft Festival in quel di Arezzo.

Qui sotto la foto della tavola rotonda che ho moderato in compagnia di Andrea de Rocco, Davide D’Atri e Marco Fagotti. Tema dell’incontro: “Nuove forme della musica e licenze cc
NUOVE_FORME_DELLA_MUSICA_72.JPG

Su Arcoiris.tv trovate invece tutti i video (credo stiano finendo di caricarli).

La morte del punk su una fetta di burro

Tuesday, September 23rd, 2008

Che il punk, quello vero almeno, fosse morto da parecchio tempo non fa notizia. Che anche i vecchi punk, o presunti tali, debbano prima o poi pensare alla pensione, alla vecchiaia, al mutuo da saldare, ai figli da mandare a scuola, a cambiare la macchina, a dare gli alimenti a una ex moglie, ad accollarsi le spese dei genitori vecchi e malati, a pagare le tasse, a fare la spesa, beh, diciamolo, è un dato di fatto con cui prima o poi ci si scontra: la vita è quella che è, punto.

Qualche vecchio punk ha pensato bene di correre ai ripari con inutili tour nostalgici per adolescenti che credono sia ancora molto cool indossare le loro t-shirts ristampate (che ora costano una fucilata). Altri hanno provveduto a sputtanarsi in fretta percorrendo strade più disdicevoli agli occhi dei fan duri e puri.

Altri invece continuano a prenderci per il culo o a persistere, forse, in una sorta di loop di rivalsa economica e mediatica per quello che la storia del rock una volta gli diede e poi gli tolse improvvisamente, lasciandogli nelle tasche molti meno soldi di quanti ne avrebbe fatti in seguito riciclando la propria meteora selvaggia e lasciando che giornalisti, musicisti e ciarlatani onanisti ne celebrassero gesta, sputi e dosi di eroina.

Johnny Rotten sarà testimonial della più celebre marca di burro prodotta in Gran Bretagna.

Cito dal Corriere:

Dismessi i panni stracciati, le borchie e l’onnipresente cuoio, Lydon comparirà vestito di tutto punto con una giacca in tweed e una sgargiante cravatta arancione: nonostante gli occhi siano ancora quelli stralunati del giovane frontman dei Sex Pistols e le sue orecchie cosparse di molteplici pearcing, Lydon apparirà come un vero gentlemen inglese di mezza età e, da attore navigato, dichiarerà che non esiste prodotto inglese migliore del burro “Country Life”. Lo spot sarà presentato per la prima volta a ottobre durante gli ‘ITV Pride of Britain Awards’

Amen.


Uplovers e la musica emergente

Monday, September 22nd, 2008

Ve lo segnalo e mi limito a postare il comunicato stampa non avendolo ancora provato.

Non solo download su Downlovers.it. Il primo sito in Europa che permette di scaricare musica gratuita e legale, diretto da Riccardo Usuelli, inaugura oggi Uplovers, la nuova sezione rivolta agli artisti che hanno voglia di far ascoltare la propria musica. Su Uplovers, da oggi accessibile dalla homepage di Downlovers, artisti e band emergenti hanno la possibilità di caricare i propri brani in mp3 e creare una propria pagina completa di biografia, discografia ed eventi, in cui gli artisti possono interagire direttamente con gli utenti che entreranno in contatto con la loro musica. Visibilità, promozione, contatto con il pubblico e remunerazione diretta: questa l’offerta, unica in rete, che Uplovers presenta al mondo degli artisti “ancora da scoprire”.

A partire dal 27 ottobre, gli utenti di Downlovers avranno la possibilità di votare i brani preferiti, ascoltarli in streaming e, naturalmente, di scaricarli gratuitamente e legalmente in formato mp3. I brani più scaricati saranno promossi anche su Downlovers, accanto ai numerosi artisti italiani e internazionali. La promozione non si limiterà tuttavia al web. La prima iniziativa, in collaborazione con il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, darà la possibilità alla band o all’artista più scaricato su Uplovers di esibirsi nel corso della dodicesima edizione del MEI, la manifestazione dedicata alla musica indipendente che si terrà a Faenza dal 28 al 30 novembre prossimi.

Dopo meno di un anno di attività, oltre 250 mila utenti registrati, milioni di brani scaricati, Downlovers è pronto per una nuova sfida che ha l’obiettivo principale di fornire uno spazio alla musica emergente. Downlovers, progetto tutto italiano nato dall’iniziativa del Gruppo Kiver e del Gruppo It’s Cool, è una concreta risposta alla crisi di un mercato discografico messo sempre più in difficoltà dalla pirateria digitale che costa all’industria multimediale italiana oltre 400 milioni di euro l’anno. Downlovers è in grado di offrire al suo pubblico una vasta selezione musicale totalmente gratuita e legale in formato wma e mp3. Durante il download il player video si sintonizza sulla trasmissione di uno spot pubblicitario di 30 secondi dell’azienda che sostiene l’iniziativa.