Archive for September, 2008

7digital: mp3 per tutti

Thursday, September 18th, 2008

“Offrire un buon servizio è il modo migliore di combattere il download illegale”, spiega il direttore generale di 7digital Ben Drury. E il DRM? “E’ morto”.

Il negozio on-line inglese 7digital è così il primo in Europa a vendere file mp3 autorizzati da tutte le major discografiche: dopo Universal, EMI e Warner Music, infatti, anche la Sony ha autorizzato la piattaforma a distribuire brani digitali non protetti, tra le 250 mila e le 300 mila canzoni estratte dal suo catalogo discografico.

Rockol riporta nel dettaglio la notizia QUI<—2ff26591c3070c2a4b5ead71ebcac751—>

MySpace Music e il Jukebox Mondiale

Thursday, September 18th, 2008

Scrivo senza sapere, o meglio, senza averlo testato. Non ho visto la preview, non ho opionioni se non a priori. Riporto semplicemente parole e dati di articoli e comunicati stampa sparsi per il web. Confesso solo che la notizia un po’ stordisce e non fa per nulla chiarezza nell’attuale sistema discografico.

In sintesi: il juke box più grande del mondo, milioni di canzoni da poter ascoltare, gestione di personali playlist senza spendere nulla.

Il nuovo sito nasce grazie all’accordo che Rupert Murdoch, proprietario di MySpace, ha siglato con le major Warner, Universal e SonyBmg e una manciata di indipendenti.

Non so altro e non ho voglia di fare copia e incolla: la blogosfera dice la sua, il resto della rete anche.<—eb760ea3bae3fc0679f9f20aa048440d—>

Bob Dylan: mp3 gratis

Saturday, September 13th, 2008

Non so neppure da quanto tempo sia disponibile questa iniziativa: temo di aver bucato clamorosamente la notizia.
Ad ogni modo l’ho scoperta solo ieri sera, tornando in auto dalla prima giornata della Blogfest di Riva del Garda e ascoltando Radio Uno – che è sempre un bell’ascoltare, la notte.

Qui, sul sito ufficiale di Bob Dylan, potete scaricarvi l’mp3 gratuito di Dreamin’ of You. Tutto qui, per ora.

I Metallica e YouTube

Sunday, September 7th, 2008

La band di Lars Ullirch torna con un nuovo album in pubblicazione il 12 settembre e questa volta fa pace con internet. Già, del resto loro sono i Metallica, non so se avete presente: quelli che che qualche anno fa hanno tirato giù tuoni e fulmini e imprecato ire di dei dimenticati per colpire e maledire Napster (nota per i più giovani: il vecchio Napster!) e tentare di placare così l’emorraggia del fenomeno peer to peer con un armageddon mediatico e un po’ tamarro.

Evidentemente hanno cambiato ufficio stampa o consulente di marketing. Insomma, hanno capito che un’altra figura tanto bigotta e reazionaria non potevano permettersela e così ci commuovono con dichiarazioni come quella che segue (la trascrizione è biecamente rubata da Wired).

...It makes us feels alive and special that you guys can be out there doing that cool stuff that you guys do… we’re mighty proud of what you do out there…“.

Eppure non pensavo che fossero già così vicini alla pensione.<—b90542881dc93f7dcbd1fb840332ea46—>

Caetano Veloso, il blogger

Sunday, September 7th, 2008

Consiglio vivamente di leggere questo splendido post – ma chiamiamolo pure articolo – di evaristo su Vuoto Spinto, in cui ci racconta del prezioso blog di un artista sorprendente come Caetano Veloso e ci stimola con una serie di riflessioni e osservazioni.

...Il blog è quindi più di una finestra sulla lavorazione di un disco, è parte integrante di un processo creativo che si verifica davanti ai nostri occhi, di cui possiamo essere partecipi e sui cui in minima parte possiamo influire…

Da non perdere.

Musica, accesso e proprietà: qualche riflessione

Wednesday, September 3rd, 2008

Rileggendo l’amato Leonhard in previsione della tavola rotonda al Copyleft Festival, mi sono segnato queste riflessioni su cui rimuginare ulteriormente.

La digitalizzazione della musica ha liberato per sempre la musica stessa dalle catene del prodotto fisico: non ha più plastica in cui essere contenuta per raggiungere l’ascoltatore.

La musica potrebbe spostarsi liberamente da un artista al desktop di un manager o di un agente all’editing suite di una società di produzione cinematografica, e una volta che questo flusso sarà veramente organizzato e molto più user-friendly, si vedrà aumentare ancora più l’uso della musica.
Quando i cancelli saranno finalmente aperti e la Liquidità sarà il mantra ufficiale, la musica diventerà veramente onnipresente e i profitti cominceranno a fluire da fonti precedentemente inimmaginabili (e irraggiungibili).

I consumatori avranno accesso alla “loro” musica in ogni momento, in ogni luogo e il suo possesso fisico sarà, di fatto, più di un handicap o rimarrà una prerogativa dei collezionisti: La musica sarà sempre più come l’acqua e i provider di musica diventeranno utilities.

La multipiattaforma e l’accesso mobile alla musica saranno i settaggi di base, permettendo ai consumatori di “Riempire” il loro supporto musicale dal benzinaio, in stazione e al bar, usando applicazioni wireless.

La Mobile music supporterà ogni tipo d’interattività tra gli utenti, come condivisione di playlist e filtraggio collaborativo e il potere di memorizzazione sarà virtualmente illimitato, con supporti che raggiungeranno fino a un terabyte di memoria entro i prossimi cinque anni.
Accessi flat-fee, roaming internazionale più economico e pacchetti “contenuto e connessione” renderanno le offerte di mobile music virtualmente irresistibili.

Legate tutto ciò con le nuove offerte di musica web-based e avrete il modello del futuro: ognuno paga – ma si sente libero.

Wired sì, ma in italiano

Monday, September 1st, 2008

Prima Comunicazione di Luglio-Agosto racconta dell’imminente avventura tutta italiana targata Wired, e lo fa intervistando il direttore Riccarco Luna e Giampaolo Grandi – boss di Condé Nast Italia – in merito a questo “tuffo nel futuro”.

[...] È quello che farà Wired, il mensile della Condé Nast in edicola all’inizio del prossimo anno. Il direttore Riccardo Luna lo pensa come un cantiere aperto per chiunque faccia innovazione, soprattutto in Italia.

Non è la prima volta che in Italia si annuncia un’edizione di Wired, il mensile americano abitualmente definito la ‘bibbia di Internet’ ma che in realtà è molto di più: un giornale che, partendo dalla più importante rivoluzione tecnologica contemporanea, si avventura nei territori del futuro dosando nella giusta misura il rigore dell’informazione scientifica con la capacità visionaria di rintracciare nel presente i segnali di quanto germoglierà nella nostra vita quotidiana e nel nostro immaginario.

Anni fa a Wired aveva pensato la Mondadori. Più di recente la Condé Nast, che in America nel 1998 ha acquistato il mensile fondato nel ’93 da Louis Rossotto e Jane Metcalfe, ne aveva addirittura abbozzato un progetto, poi lasciato cadere. Ma adesso i tempi sono maturi, ritiene Giampaolo Grandi, presidente e amministratore delegato di Condé Nast Italia, che ha ufficialmente annunciato la nascita del Wired italiano per l’inizio del prossimo anno.

“È una decisione presa alcuni mesi fa con Jonathan Newhouse, il presidente di Condé Nast International. Tra di noi lo chiamiamo il ‘Vogue della tecnologia’, pensando a un giornale proiettato verso il futuro con la capacità d’interpretare al livello più alto tutti quegli elementi d’innovazione tecnologica che stanno diventando dominanti anche nella vita di tutti i giorni”, racconta Grandi.

“C’è un’Italia che qui è sconosciuta, ma paradossalmente è conosciuta all’estero, fatta di piccole e medie aziende leader al mondo nell’innovazione tecnologica. E con Wired vogliamo diventare il centro di gravità di tutto ciò che ruota attorno all’innovazione, con un progetto ambizioso e sul quale siamo disposti a investire a lungo termine perché il giornale diventi il punto di riferimento italiano in questo campo [...].<—45006be16219dc9428497cd0db4605dc—><—82b39f6401e541748e9e4974e202f115—>

Otto previsioni sul futuro della musica

Monday, September 1st, 2008

Parola di Gerd Leonhard. Quanto segue è tratto e tradotto da un suo saggio dell’ottobre 2003 – ovvero cinque anni fa – pubblicato per The Club of Amsterdam.

1. LA MUSICA COME L’ACQUA: La musica non è più un prodotto ma un servizio. La musica è diventata un prodotto con l’avvento dei supporti di registrazione (dischi, cassette, CD) e con la formazione di un’industria che capì rapidamente che vendere la bottiglia può far fare più soldi che vendere solo il vino. Per il futuro pensate a una “etichetta discografica” come una “utility company musicale”.

2. UNA TORTA PIU’ GRANDE, MA FETTE PIU’ ECONOMICHE: Gli odierni schemi di prezzo della musica saranno completamente erosi da servizi musicali digitali (legali e non) e dalla concorrenza da parte degli altri prodotti d’intrattenimento.
Nascerà un sistema di prezzo “liquido”, che includerà sottoscrizioni, pacchetti con vari tipi di contenuti e innumerevoli servizi aggiuntivi. Il prezzo dei CD si stabilizzerà intorno ai 5-7 €. Ma, cosa più importante, il consumo e la fruizione generale di musica crescerà costantemente, e – se l’industria riuscirà a gestire la transizione adottando un modello basato sul servizio – potrà introdurre nel mercato il 75% della popolazione come consumatori attivi, con una spesa annua pro capite di 50-90 euro – la torta diventerebbe tre volte più grande.

3. DIVERSA E ONNIPRESENTE: la musica sarà ovunque e diventerà parte di tutto ciò che solitamente è “solo immaginazione”: dalle ricche pubblicità sui media a slideshows interattive nei software delle auto, dagli MMS e le fotocamere digitali, alle pubblicità nei giornali. L’uso audiovisivo della musica aumenterà e contemporaneamente esploderanno i profitti sulle licenze.

4. L’ACCESSO ALLA MUSICA SOSTITUIRA’ LA PROPRIETA’: Presto, i consumatori avranno accesso alla “loro” musica in ogni momento, ovunque e il possesso fisco diventerà più di un handicap o rimarrà una prerogativa dei collezionisti. La musica si comporterà come l’acqua.

5. L’ACCESSO MULTI-POINT ALLA MUSICA SARAUNA CONDIZIONE DI DEFAULT, che permetterà al consumatore di riempire il proprio supporto musicale all’aeroporto, alla stazione, nei bar, usando ogni tipo di connessione wireless così come qualsiasi altro tipo di tecnologia.

6. CONTATTO DIRETTO: Gli artisti cominceranno a rapportarsi direttamente con la loro “brandability” e andranno direttamente al consumatore, attraverso il proprio team interno di marketing e promozione.

7. I SOFTWARE PRO: Le performing rights organizations (PROs) come le conosciamo, scompariranno. Soluzioni tecnologiche costituite da filigrana e impronte digitali, i così detti DRM o (meglio) componenti CRM, sistemi d’instant payment, monitoraggio e admin/accounting, renderanno il lavoro più veloce, economico e completamente trasparente.

8. MOBILE MANIA: Cellulari e altri apparecchi wireless saranno eventualmente utilizzati e assorbiranno più “contenuti” di qualsiasi altro servizio Internet o client P2P.
Vendita di suonerie musicali, SMS, MMS, giochi Java, streaming wireless di audio e video, applicazioni i-Mode, e altri servizi associati ai cellulari cresceranno velocemente, prima in Europa e Asia, poi negli USA.

Ossigeno Digital Distribution

Monday, September 1st, 2008

In collaborazione con il MEI - Meeting delle Etichette Indipendenti nasce ODD - Ossigeno Digital Distribution, un nuovo servizio di distribuzione per le etichette indipendenti made in italy.

Forte dell’esperienza conseguita nella distribuzione digitale della propria etichetta alma music, Ossigeno Digital Distribution può vantare la presenza del proprio catalogo su sempre più negozi digitali in tutto il mondo.

Dal 2008 ha stretto un accordo di partnership con Felmay. Questo accordo permetterà di potenziare l’attuale capacità produttiva della struttura, ma soprattutto, dà la possibilità di presentarsi come un punto di raccordo e distribuzione sulla scena folk e world italiana. Vero network specializzato in un settore di musiche di nicchia in piena espansione, soprattutto sui mercati esteri.

Una delle prime iniziative di questa collaborazione sarà l’apertura di un nostro negozio digitale, che a partire dall’universo della World Music, si aprirà a tutte le altre realtà musicali.

Dal comunicato stampa si legge inoltre che:

“Stipuliamo accordi personalizzati: il nostro lavoro è più “artigianale” di quello delle strutture distributive multinazionali e ci permette di trovare soluzioni diverse, compatibili anche con eventuali vostri rapporti distributivi già avviati”.

“Siamo anche noi un’etichetta indipendente: il nostro valore aggiunto è essere diventati distributori partendo dai nostri dischi di cui siamo anche editori musicali, perciò conosciamo e rispettiamo le esigenze di un produttore e/o editore della scena indipendente”.

“Le nostre offerte sono concorrenziali: formuliamo condizioni economiche più vantaggiose di quelle proposte dagli altri attori della scena. Per scoprirlo è sufficiente contattarci e saremo lieti di metterci alla prova con una proposta dettagliata e studiata per rispondere alle vostre esigenze”.

Il progetto ODD - Ossigeno Digital Distribution sarà presentato al MEI 2008 che si terrà a Faenza dal 28 al 30 novembre 2008.<—de788b54ca988c3a2a8c50bdc4f1bb8c—>

Fuga da iTunes? Forse

Monday, September 1st, 2008

E’ una notizia che circola da un po’ di giorni, riportata QUI da Rockol e poi QUI da Delleconomia in merito alla scelta di alcune star e di una major in particolare (la Warner) di non pubblicare più gli album sullo store digitale della Apple o, addirittura, di ritirarlo dal catalogo on line a fronte di ottimi risconctri di vendita del supporto fisico. Un esempio per tutti? Kid Rock.

Argomento su cui tornare sopra. Presto<—618a09f9f14e732bc8e84d07c784538e—>