Cose che andranno perdute (Hurt)

Succede che a volte la vità ti dà dei segnali, ti mette in allarme, vuole essere così gentile che, almeno questa volta, te lo dice dove si va a parare.

Il tempo non lascia speranza di fare rewind, in nessun caso e se qualcosa o qualcuno si trova a fine nastro non ti è dato modo di riavvolgerlo.

Le cose si logorano e si rovinano, le persone si ammalano, e se ne vanno, prima o poi: e allora finisce che anche le frasi più leggere, i propositi più futili, ti sembrano la cosa più urgente da fare, perché condivisi, perché qualcosa ti resti ancora, dopo. E quel “dopo” come lo misuri? Con quanto tempo resta a te o con la somma di tutte le cose che sono andate perdute, anzi, addirittura mai nate?

Quante canzoni avrebbe scritto ancora John, che a breve compirebbe 68 anni, 5 meno di mio padre, da quel lontano 8 dicembre? Quanto tempo avrebbe impiegato Joe, il MIO Joe, l’eroe della mia giovinezza, a capire che valeva ancora qualcosa e non era solo un uomo di mezza età invisibile alle nuove generazioni?

Every one i know, goes away, in the end…



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One Response to “Cose che andranno perdute (Hurt)”

  1. chiarablu Says:

    Il “dopo” lo misuri con le scelte che hai fatto “prima”: scegliere le cose e scegliere le persone. Poi amarle, consumarle e conoscerle fino in fondo e fino alla fine.

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