Mufin indigesto

Qualcosa non mi torna. Qualche settimana fa ho ricevuto l’accesso a Mufin, incuriosito e affascinato da tutta una serie di premesse squisitamente tecnologiche.
Mufin, the latest music-recommendation engine, is going to tell you what to listen to, and it doesn’t care what you think.
Ovvero? Dopo anni di consigli stilati su base umana (…se compri questo allora potrebbe piaceerti anche quello…) come nel caso di Amazon e di Pandora (che si avvale di un team di esperti musicali) e di applicazione di filtri collaborativi come nel caso di Last.fm o Genius di Apple, Mufin si pone come l’alternativa semantica a tutto ciò, garantendo risultati straordinari (in effetti la garanzia c’era già per il solo fatto che è stato sviluppato dal team di Karlheinz Brandenburg).
Non importa che artista - album - genere o canzone stai ascoltando: l’analisi computazione del file in questione ti dirà quali altri brani ti potrebbero piacere.
“There are tons of music sites out there, but as far as I know, we’re the only one that depends on a fully automatic recommendation engine,” said Petar Djekic, Mufin’s head of marketing. Mufin’s audio analysis engine finds music’s sonic siblings based on 40 attributes per song including percussion, style, speech, sound density, vocals, tempo, sound color, instruments, volume, dynamics and loudness. Other attributes are at play here too, but Djekic says they cannot be expressed as mathematical manifestations of musical concepts because they consist of statistical elements gleaned from humans’ reactions to certain music.
Mah… non so proprio: l’ho provato e forse non ho capito davvero nulla e questo sistema supera ogni mia capacità di apprendimento in materia. Per ora ho trovato di tutto, ovvietà e bizzarrie, ma non un risultato che mi abbia colpito e convinto a tornare a utilizzarlo. La palla a voi.

