La solitudine del rock ‘n’ roll

Nella vita ti capita di mettere in piedi una di quelle band che tutti indicheranno come fondamentali nella loro crescita musicale, e più la persone interpellata è famosa più ti attribuirà meriti e onori, mentre all’epoca di quei tre album marci che tutti citano non avevi neanche i soldi per respirare.

Ti capita di scrivere 3 o 4 riff memorabili per chitarra che in molti, pubblicamente o di nascosto, proveranno a ripetere sino a farsi sanguinare le dita, consapevoli che non verranno mai fuori esattamente in quel modo.

Ti capitano queste e altre mille cose nella vita, durante la quale forse non sei stato proprio una splendida persona, anzi, ma hai stretto così tante mani e parlato con così tanti esseri umani e sub-umani che non ti aspetti di morire durante le vacanze di natale ed essere trovato morto, solo come un cane sul tuo divano, dopo parecchi giorni dal tuo decesso. Del resto ti cercava il tuo agente e basta: gli altri scriveranno di te nelle prossime ore alla voce Ron Asheton, chitarrista degli Stooges. R.I.P

One Response to “La solitudine del rock ‘n’ roll”

  1. Addio Ron Asheton… :: Black Milk | Freak magazine Says:

    […] A 60 anni se n’è andato Ron Asheton. Capite? LA chitarra degli Stooges. Non chiedetemi di articolare pensieri troppo profondi in questo frangente. Il cervello ronza, le orecchie fischiano di feedback e nella testa rimbomba il riff di “TV Eye”. E poi davanti agli occhi scorrono le immagini di Ron in divisa da gerarca, Ron con i Ray Ban a goccia impassibile sul palco, Ron imbolsito e cazzutissimo - nel 2004 - a Torino. […]

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