2009: i nuovi scenari della musica digitale
Lo confesso, ero pessimista. E invece in una manciata di ore si sono rincorse notizie decisamente interessanti sul fronte della musica digitale. Andiamo con ordine.
Al Macworld Expo di San Francisco la Apple ha finalmente annunciato l’abbandono del DRM, il software di protezione antipirateria che limita le possibilità d’uso e di circolazione della musica acquistata sotto forma di download: grazie ai nuovi accordi siglati con le etichette indipendenti e con le major Sony BMG, Universal Music, Warner Music ed EMI 8 milioni dei brani disponibili sul music store della Apple sono ora acquistabili con l’opzione iTunes Plus in formato AAC 256 kbps, senza Digital Rights Management e dunque liberamente utilizzabili su ogni tipo di riproduttore di file digitale. Per approfondimenti: Rockol.
Contemporaneamnte sono stati pubblicati i consuntivi del mercato discografico americano 2008 da Nielsen SoundScan e riportati nel dettaglio sempre da Rockol: Più 10,5 %, meno 14 %.
La prima cifra si riferisce al totale dei consumi musicali effettuati dai cittadini statunitensi nel corso degli ultimi dodici mesi: oltre un miliardo e mezzo di unità, includendo album, singoli, video musicali in streaming e brani digitali in streaming e download. Questi ultimi, cresciuti del 27 % , hanno superato per la prima volta il tetto del miliardo di pezzi, mentre gli album digitali sono cresciuti del 32 %, a 65,8 milioni di unità. Il secondo dato, negativo, riguarda invece le vendite combinate di album sotto forma di cd, nastri, vinili e download digitali, calate da 500,5 a 428,4 milioni di pezzi a causa della contrazione del mercato “fisico”(il calo è dell’8 %, se si fanno equivalere dieci download singoli a un album digitale); nel settore degli album l’incidenza dei cd è diminuita in un anno dal 90 all’84 %, quella dei download digitali è salita al 15,4 %. I dati Nielsen confermano anche il perdurante successo di nicchia del vinile: 1,9 milioni di pezzi venduti, la cifra più alta da quando la società effettua le sue rilevazioni (1991). Si tratta comunque di volumi irrisori: l’LP più venduto dell’anno negli Usa, “In rainbows” dei Radiohead (nella foto), ha totalizzato 26 mila copie.

