Global Voices, l’eco dei blogger ai margini del mondo
Tuesday, June 16th, 2009Nelle ore in cui scrivo questo post il mondo sta assistendo al dramma interno dell’Iran, alla violazione – in quel paese – di tutta una serie di diritti e principi per noi occidentali sacrosanti e, allo stesso, tempo, a quella che la maggior parte dei media definiscono “la prima rivoluzione guidata da Internet della storia”.
Già perché in Iran, dove la censura online è molto forte, il 70% della popolazione ha meno di 30 anni, ed è la nazione di cibernauti a guidare la rivolta con blog personali, Twitter, YouTube e Facebook prima ancora che nelle strade. E il tutto con una velocità infinitamente superiore a quella dei media internazionali nel raccontare cosa accade nel Paese (e non dimentichiamo poi che tra i blogger più agguerriti ci sono molte donne).
Segno dei tempi, inevitabile e alla faccia di ogni tentativo coercitivo e liberticido da parte del governo in carica. Unico limite? La lingua, se non si utilizza quella inglese per comunicare.
C’è però chi ha pensato concretamente che valga la pena, davvero, spendersi per la libertà d’espressione, la difesa del diritto a parlare, e anche ad ascoltare. Ma soprattutto per l’accesso universale agli strumenti di discussione e informazione.
E che sebbene molti governi vorrebbero comprimere il pensiero e la comunicazione, l’accesso alle nuove tecnologie ha quella marcia in più – da cui non si torna indietro – che porta il cittadino comune a essere “giornalista” dal basso, a raccontare storie con i propri occhi e sensazioni e impressioni.
Tutti possono raccontare le loro storie al mondo, e l’Iran ce lo dimostra.
C’è chi, dicevamo, tenta ogni giorno di costruire ponti virtuali tra gli oceani che dividono le persone, affinché la condivisione delle informazioni sia universale o, perlomeno, tenda all’universalità.
Questo manipolo di volontari, blogger e giornalisti ha un nome: Global Voices, un progetto globale, appunto, senza fini di lucro e centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società.
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