Archive for October, 2009

Between (paura, di quella vera)

Thursday, October 29th, 2009


Between from Via Grafik on Vimeo.

Scompariranno prima i libri o i giornali?

Saturday, October 24th, 2009


Qui tutte le Venice Sessions

Via Pasteris Blog.

A breve il lancio di un nuovo servizio Google per la Musica

Wednesday, October 21st, 2009

Ne riporta la notizia TechCrunch:

Google will soon launch a music service, we’ve heard from multiple sources, and the company has spent the last several weeks securing content for the launch of the service from the major music labels. One source has referred to the new service as Google Audio…

E The iMgazine si chiede se questo assomiglierà in qualche modo al servizio già lanciato in Cina:

We’re still gathering details, but our understanding is the service will be very different to the Google China music download service that they launched in 2008. That service, which is only available in China, allows users to search for music and download it for free…

Intanto, se nelle sintassi di Google anteponete il termine “music” si trova già qualcosa di interessante: provate con Bruce Springsteen.

(grazie Tiziano)

La musica liberata

Wednesday, October 14th, 2009

Luca Castelli è la penna italiana più illuminata in tema di musica digitale e futuri modelli (insieme a Gianni Sibilla, caporedattore di Rockol, di cui vi consiglio il volume Musica e media digitali. Tecnologie, linguaggi e forme sociali dei suoni, dal walkman all’iPod pubbicato nel 2008).

Con i tipi di Arcana Luca Castelli ha dato alle stampe La musica liberata.

Estate 1999: Shawn Fanning distribuisce ai suoi amici la prima versione di Napster. Autunno 2001: Steve Jobs presenta l’iPod. Autunno 2007: i Radiohead pubblicano su Internet il nuovo album In Rainbows. E chiedono al pubblico di deciderne il prezzo. Bastassero questi tre episodi a raccontare ciò che è successo alla musica negli ultimi dieci anni, sarebbe tutto più semplice. Ma non è così. Dal giorno in cui a quel ragazzino americano venne in mente che forse esisteva un modo per condividere gli MP3 su Internet, è accaduto molto altro. E i protagonisti siete stati proprio voi. Siamo stati noi. Noi che esprimiamo le nostre passioni su un blog, che le condividiamo via P2P, che non riusciamo a resistere di fronte a quel vecchio video su YouTube o a quella giovane band su MySpace, che per innamorarci spediamo una canzone via Skype e per divertirci ci scateniamo su Guitar Hero. Noi che siamo saltati sul network, imparando a partecipare e a condividere ogni piccola emozione. Noi che abbiamo contribuito al più grande cambiamento di tutti i tempi: in appena dieci anni, abbiamo aiutato la musica a liberarsi dalle gabbie fisiche in cui era rinchiusa. A scappare. A sciogliersi in un unico grande oceano di suoni e contaminazioni. Una distesa d’acqua immensa, globale, in continua espansione, sulla quale sfrecciano con disinvoltura gli artisti e gli ascoltatori del terzo millennio, creature mutanti in bilico tra analogico e digitale, tra vinile e MP3, tra concerti e social network.

Gli intellettuali del copia e incolla

Wednesday, October 14th, 2009

Forse già un po’ datato ma estremamente lucido e provocatorio.

Dilettanti.com. Come la rivoluzione del Web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia

La rivoluzione del Web 2.0 ha promesso di diffondere a un numero sempre più ampio di persone una sempre più ampia conoscenza, ma in ogni momento ci si interroga sull’affidabilità, l’accuratezza e la verità delle informazioni che troviamo in rete. Allo stesso tempo le nostre più preziose istituzioni culturali - quotidiani, riviste, il mondo della musica e del cinema - sono minacciate da una valanga di contenuti amatoriali gratuiti generati dagli utenti. Se siamo tutti dilettanti, non ci sono più esperti. Wikipedia incontra MySpace che incontra YouTube: la democratizzazione dei mezzi di comunicazione sta indebolendo e minimizzando competenza, esperienza e talento. La cultura del “copia-incolla” del Web 2.0 sta formando una generazione di intellettuali cleptomaniaci, che pensa si possano esprimere le proprie opinioni grazie all’abilità di tagliare e incollare a piacimento. Il diritto d’autore viene minacciato e la proprietà intellettuale è liberamente scambiata, scaricata e remixata, artisti, scrittori, giornalisti, musicisti, redattori e produttori sono derubati del frutto del proprio lavoro creativo. Le reti televisive subiscono l’attacco della programmazione autoprodotta di YouTube; il file-sharing e la pirateria digitale hanno devastato l’industria multimiliardaria della musica e ora minacciano di distruggere anche quella del cinema. In meglio o in peggio i media democratizzati del Web 2.0 stanno rimodellando il nostro panorama intellettuale, politico e commerciale.

Ancora sul Digital Music Forum 2009

Wednesday, October 14th, 2009

Quest’anno non ci sono andato ma il pezzo di nonsischerzapiu, unitamente a quello citato ieri di Mantellini, mi fanno capire quanto poco sia cambiato rispetto all’edizione precedente: occasioni perdute, incapacità di lucide visioni nel medio/lungo periodo, strafottenza e qualche pregiudizio da Fort Alamo:

…un’industria in affanno, alla disperata ricerca di utile, che ha bisogno di sentirsi indispensabile ma rifiuta categoricamente di guardarsi allo specchio

La libertà come forma di ricompensa

Wednesday, October 14th, 2009

Mi vedo trattare ancora una volta come se fossi una bambina che deve chiedere il permesso ai genitori per poter uscire di casa. Papà Stato non mi lascia attraversare il mare alla volta degli Stati Uniti per ritirare la menzione speciale del premio Maria Moors Cabot assegnato dalla Columbia University. Da una parte sono felice perché ho vinto il terzo premio nel concorso di saggistica “Percorsi di Libertà”, con il testo “La libertà come forma di ricompensa”. Dall’altra sono triste perché l’ufficio emigrazione ribadisce che non posso uscire dal paese per nessun motivo. Non mi è consentito partecipare alla premiazione del María Moors Cabot e non mi viene permesso di viaggiare alla volta del Brasile, dove si terrà il lancio del mio libro con relativa conferenza davanti al senato…

Yoani Sánchez, 13 ottobre 2009 su Twitter. Traduzione e rielaborazione di Gordiano Lupi

Emilio contro Facebook

Wednesday, October 14th, 2009


Via Pasteris blog.

La spada digitale

Tuesday, October 13th, 2009

L’editoriale di Massimo Mantellini su scenari e modelli di business per la musica digitale qualche giorno la mancata occasione di confrontarsi su certi temi al Digital Music Forum.

…Il grande tema industriale per le major del disco oggi è quello di trovare una nuova collocazione dentro un ambiente distributivo che percepiscono ancora come inconsueto e pericoloso, ma che di fatto esiste nonostante loro. Forse all’inizio sarà necessario ridimensionare in maniera forte le aspettative economiche ma le opzioni per il futuro restano comunque molte ed eccitanti. Per farlo bisogna iniziare a capire la Rete, sposarne le dinamiche, offrire alla immensa platea dei potenziali clienti qualcosa che assomigli a ciò che loro si aspettano. Smettere di chiamarli “pirati” è solo il primo di molti passi ormai irrimandabili

QUI tutto l’articolo.

La guida al successo senza etichette

Saturday, October 10th, 2009

Wired.it pubblica un articolo illuminato che spiega finalmente, a chiare lettere, gli ingredienti fondamentali dell’operazione dei Nine Inch Nails e del solco tracciato per un percorso di crescita e sostentamento musicale lontano dalle major e oltre certe logiche di business.

Altro pregio dell’articolo di Gabriele Niola è la traduzione della fantomatica Guida di sopravvivenza di Trent Reznor.

Sono tempi incerti, specialmente per il business musicale, trarre profitto dalle proprie composizioni svincolandosi da agenti e etichette non è facile per i grandi artisti figuriamoci per i piccoli. Uno però c’è riuscito. Trent Reznor, seguendo l’esempio dei Radiohead, ha pubblicato il nuovo disco dei Nine Inch Nails totalmente in autonomia rilasciando la musica praticamente gratis e confezionando diversi tipi di packaging in modo da guadagnare da tutto ciò che è accessorio alle canzoni. Un modello, gli è stato obiettato, buono giusto per chi come lui è un artista affermato, in grado di disporre di una schiera di fan disposti a pagare per qualsiasi cosa porti il suo nome. In tutta risposta lo stesso Reznor sul suo sito ha stilato un piccolo manuale per orientarsi in questi tempi di crisi musicale e fare a meno delle major…