Archive for the 'Musica digitale' Category

La musica liberata

Wednesday, October 14th, 2009

Luca Castelli è la penna italiana più illuminata in tema di musica digitale e futuri modelli (insieme a Gianni Sibilla, caporedattore di Rockol, di cui vi consiglio il volume Musica e media digitali. Tecnologie, linguaggi e forme sociali dei suoni, dal walkman all’iPod pubbicato nel 2008).

Con i tipi di Arcana Luca Castelli ha dato alle stampe La musica liberata.

Estate 1999: Shawn Fanning distribuisce ai suoi amici la prima versione di Napster. Autunno 2001: Steve Jobs presenta l’iPod. Autunno 2007: i Radiohead pubblicano su Internet il nuovo album In Rainbows. E chiedono al pubblico di deciderne il prezzo. Bastassero questi tre episodi a raccontare ciò che è successo alla musica negli ultimi dieci anni, sarebbe tutto più semplice. Ma non è così. Dal giorno in cui a quel ragazzino americano venne in mente che forse esisteva un modo per condividere gli MP3 su Internet, è accaduto molto altro. E i protagonisti siete stati proprio voi. Siamo stati noi. Noi che esprimiamo le nostre passioni su un blog, che le condividiamo via P2P, che non riusciamo a resistere di fronte a quel vecchio video su YouTube o a quella giovane band su MySpace, che per innamorarci spediamo una canzone via Skype e per divertirci ci scateniamo su Guitar Hero. Noi che siamo saltati sul network, imparando a partecipare e a condividere ogni piccola emozione. Noi che abbiamo contribuito al più grande cambiamento di tutti i tempi: in appena dieci anni, abbiamo aiutato la musica a liberarsi dalle gabbie fisiche in cui era rinchiusa. A scappare. A sciogliersi in un unico grande oceano di suoni e contaminazioni. Una distesa d’acqua immensa, globale, in continua espansione, sulla quale sfrecciano con disinvoltura gli artisti e gli ascoltatori del terzo millennio, creature mutanti in bilico tra analogico e digitale, tra vinile e MP3, tra concerti e social network.

Ancora sul Digital Music Forum 2009

Wednesday, October 14th, 2009

Quest’anno non ci sono andato ma il pezzo di nonsischerzapiu, unitamente a quello citato ieri di Mantellini, mi fanno capire quanto poco sia cambiato rispetto all’edizione precedente: occasioni perdute, incapacità di lucide visioni nel medio/lungo periodo, strafottenza e qualche pregiudizio da Fort Alamo:

…un’industria in affanno, alla disperata ricerca di utile, che ha bisogno di sentirsi indispensabile ma rifiuta categoricamente di guardarsi allo specchio

La spada digitale

Tuesday, October 13th, 2009

L’editoriale di Massimo Mantellini su scenari e modelli di business per la musica digitale qualche giorno la mancata occasione di confrontarsi su certi temi al Digital Music Forum.

…Il grande tema industriale per le major del disco oggi è quello di trovare una nuova collocazione dentro un ambiente distributivo che percepiscono ancora come inconsueto e pericoloso, ma che di fatto esiste nonostante loro. Forse all’inizio sarà necessario ridimensionare in maniera forte le aspettative economiche ma le opzioni per il futuro restano comunque molte ed eccitanti. Per farlo bisogna iniziare a capire la Rete, sposarne le dinamiche, offrire alla immensa platea dei potenziali clienti qualcosa che assomigli a ciò che loro si aspettano. Smettere di chiamarli “pirati” è solo il primo di molti passi ormai irrimandabili

QUI tutto l’articolo.

Eno-logia e dintorni

Friday, October 9th, 2009

Due nuove applicazioni di Brian Eno per iPhone, dopo “Bloom”. Ne scrive il buon Gianni Sibilla su For those about to blog. Consigliato.


Il futuro del giornalismo musicale (ammesso che ce ne sia uno)

Friday, October 9th, 2009

Giusto per tornare sul tema: quale senso ha, oggi come oggi, il giornalismo musicale tradizionale e dall’alto, quando lo user generated content e la diffusione capillare e virale nella/della rete sembrano e sono più veloce, efficaci, convincenti, condivisi?
Questi e altri temi calienti al Future of Music Policy Summit 2009

Ulteriori info QUI.

Il giornalismo musicale salvato dalla “device integration”?

Thursday, October 8th, 2009

Parole sante da Wired.com

Music journalism should live on the same devices where we listen to our music — be that a computer, cellphone, MP3 player, tablet or home entertainment center. In other words, perhaps the same technologists who are making the reviews section in music magazines obsolete are capable of saving music journalism.

Il resto dell’articolo: Can Device Integration Save Music Journalism?

Internet è come un unico grande negozio di musica indipendente

Thursday, October 8th, 2009

“Tutto ciò che so è che se ami la musica e hai una mente curiosa, non c’è mai stata un’epoca migliore in cui vivere”, parola di Nick Hornby.

Ovvero The thrill of it all, (Nick Hornby on the liberating effect of MP3 blogs).

Niente anti-pirateria in Cina: si passa direttamente alla censura…

Friday, September 11th, 2009

Rockol riporta un’interessante notizia lanciata da Digital Msuic News sulla “censura musicale preventiva in Cina”.

In pratica “…mentre il mercato musicale locale resta quasi interamente in mano ai pirati, il Ministero cinese della Cultura annuncia che tutta la musica straniera diffusa online dovrà ottenere l’approvazione preventiva da parte del governo”. Genialità del male.

In details recently published online, the government described a problem of “undesirable imported online music, piracy, illegal links and a lack of management of market behavior,” essentially a policy of heavy censorship and anti-piracy enforcement. Sounds ludicrous by Western standards, though the Ministry will require sites to submit for review all imported songs and lyrics - translated into Chinese…

Il resto QUI.

Dieci anni di tempesta perfetta: i bloggers italiani fanno il punto sulla musica

Thursday, September 10th, 2009

Negli ultmi tempi mi sono occupato sempre meno di musica e sempre più di giornalismo ugc.

Però non potevo accettare di partecipare a un evento così interessante e stimolante organizzato dal Progetto Kublai: tutte le info QUI.

PS
E’ più facile che mi troviate a scrivere di musica (non necessariamento di “futuro della…”) qui, sull’altro mio blog all’interno di Music Reporters.

Il futuro della musica? In mano ai bloggers

Wednesday, April 8th, 2009

Via twitter di Gerd Leonhard di qualche settimana fa risalgo a un illuminante articolo di Eliot Van Buskirk di Wired Magazine che lancia una provocazione: ovvero quella che blog autorevoli come Said the Gramophone o Pitchfork potrebbero essere gli ideali candidati per diventare dei futuri distributori di musica, delle vere e proprie nuove etichette discografiche dell’era digitale.

Per cinque semplici motivi

1. Hanno un’audience, nutrita e fidelizzata
2. I lettori già li giudicano come degli “esperti” e si fidano delle loro selezioni/segnalazioni
3. Hanno una consolidata esperienza nello scouting e nella recensione e valutazione di vari generi musicali
4. Sono in grado di uploadare musica sulle varie piattaforme (come The Orchard o Tunecore, per fare due esempi) predisposte per la distribuzione sui più diffusi digital store
5. In alternativa, se vendessero musica in download tramite il blog, probabilmente permetterebbero agli artisti di raccogliere royalties decisamente superiori a quelle di un iTunes qualsiasi

L’idea è interessante, non c’è dubbio: mi chiedo quanto sia declinabile in Italia, giusto per fare i conti con casa nostra…