Archive for the 'Articoli e recensioni' Category

Playlist di fine anno

Thursday, December 24th, 2009

Sono un classico natalizio, un gioco a cui si sottopongono firme più o meno note e testate blasonate.
La maggior parte delle volte non servono a nulla, sono pasti freddi riciclati senza personalità.

Per questo motivo vi segnalo solo quelle di due persone che leggo e stimo sia umanamente che professionalmente: Gianni Sibilla e Emiliano Colasanti.
Fatene buon uso e siatene degni.

Della vita e della morte ai tempi di Facebook

Thursday, December 10th, 2009

Ne scrivo sull’ultimo numero di Linus in edicola. Per chi si fosse perso quello di novembre, nella rubirca Duepuntozero si parlava Internet, blogosfera e futuro della musica online. Fine dello spazio autopromo :-)

lunatidicembre.jpg

Internet e tecnologie di comunicazione per diffondere al meglio la conoscenza indigena

Thursday, October 8th, 2009

Nonostante tutte le possibili differenze, nell’ultimo decennio la sapienza indigena e i sistemi di conoscenza globale sono diventati assai più vicini tra loro. I professionisti della conoscenza indigena hanno iniziato a far leva sui diversi media per scambiare idee e pubblicizzare l’apprendimento tradizionale su vasta scala.

Via Global Voices Italia

Internet è come un unico grande negozio di musica indipendente

Thursday, October 8th, 2009

“Tutto ciò che so è che se ami la musica e hai una mente curiosa, non c’è mai stata un’epoca migliore in cui vivere”, parola di Nick Hornby.

Ovvero The thrill of it all, (Nick Hornby on the liberating effect of MP3 blogs).

Global Voices Italia su Linus

Thursday, September 10th, 2009

Per chi si è perso il numero di agosto di Linus, sul Bernyblog trovate il mio articolo/intervista al team di Global Voices Italia.

Ancora grazie di cuore Giuseppina Manfredi, Stefano Ignone, Maria Grazia Pozzi, Elena Intra, Paolo d’Urbano, Stefano Ignone e Bernardo Parrella.

NB: nel numero di settembre già in edicola, nella mia rubrica Duepuntozero si parla con Luca Conti di Facebook e business. Buona lettura.

Iggy Pop e una strana questione di “preliminaires” alla francese

Saturday, August 1st, 2009

Questa mia recensione è stata pubblicata su Rockolin data 18 giugno (cliccate per ulteriori dettagli).

Bisogna ammettere che nell’avvicinarsi a questo disco le premesse non erano delle più rosee e per due motivi: uno squisitamente musicale, l’altro più umano.
Nel primo rientrano le dichiarazioni imbarazzanti di Iggy Pop a corredo dell’uscita di “Préliminaires”. Cito testualmente: “A un certo punto mi sono stufato di ascoltare idioti con chitarre che sparavano fuori musica di merda ed ho cominciato ad ascoltare un sacco di roba della scena di New Orleans, quel tipo di jazz alla Louis Armstrong o Jelly Roll Morton. E poi mi sono sempre piacute le ballad”.
Nel secondo il cinismo con cui Iggy riforma – in contemporanea - la seconda reincarnazione degli Stooges, cioè Iggy & The Stooges, quelli dell’album “Raw Power” per intenderci (in cui Ron Asheton fu relegato al basso), e la conseguente contraddizione con quanto sopra affermato (senza contare l’ennesimo sfregio nei confronti del compianto Ron e la totale mancanza di rispetto per la sua morte improvvisa e solitaria). (more…)

Duepuntozero

Saturday, June 6th, 2009

Dal numero di maggio in edicola tengo una rubrica “scostante” su Linus, chiamata appunto “Duepuntozero”.

Trovate online due articoli: Il gioco del Twitter, Blog e libertà (provvisorie).

Buona lettura.

Cose che andrebbero perdute

Wednesday, April 2nd, 2008

Cercando linfa, incazzature e spunti per tornare qui a scrivere opto invece per la scelta più pigra: utilizzare un post a caso come repository per “vecchi” articoli sperduti nella rete in questi ultimi mesi.

Qui si parla di Eddie Vedder e di Mina, qui di Vini e Ristoranti: l’associazione - la sequenza - è decisamente schizofrenica e in linea con il mood attuale, incoscientemente sereno. Cerco rogne, mi è stato detto. E la cosa mi piace.

Ne approfitto per ringraziare il buon Athos (lui sa perché).

Six Years/Eight Years

Sunday, March 11th, 2007

Nell’era di quelli che combattono a tutti i costi l’incedere del tempo c’è chi invece celebra il passare degli anni in modo bizzarro, talvolta morboso, se vogliamo.

Un grande Bluff? Roba da paranoici egocentrici? Forse. Resta il fatto che on line impazzano due video dedicati a questo tema.

Il primo – e più celebre – Noah takes a photo of himself everyday for 6 years è già da mesi un Cult della rete (in particolare su YouTube): Noah Kalina ha 26 anni, è un fotografo professionista e abita a brooklyn, New York. Ha dato vita al suo “Progetto” l’11 gennaio del 2000. Poi la faccenda gli è sfuggita di mano e a un certo punto ha sentito l’urgenza di pubblicare il tutto sui principali video network anche perché, diciamolo, nel frattempo si era accorto che altra gente aveva avuto la sua stessa idea.

Il video di Noah è spiazzante, asettico e malinconico, inquietante e drammatico. Se volete potete anche vederne il lato comico e immaginarvi la faccia di questo tipo che quasi giorno si deve ricordare di farsi un autoscatto perché ormai la gente se lo aspetta. Ai posteri…

Il secondo video è più acido ed effervescente, forse meno autocompiacente e quindi suscita più interesse anche se non ha ancora riscosso il medesimo successo di Noah. “Living my life faster” è stato concepito dalle mente di JK, di cui non sappiamo quasi nulla se non che che per otto anni (!!!) si è fotografato a casa sua. Il suo video è una vera e propra allucinazione: dura meno di due minuti, ma crea dipendenza.

On line:
- Noah takes a photo of himself everyday for 6 years
- Living my life faster

Quel cinico di Joe

Sunday, March 11th, 2007

Prendete un uomo di una certa stazza, un bestione come si dice nel gergo. Fatelo sedere su una sedia e dategli tra le sue mani tozze e sproporzionate una scimmia in regalo apparentemente innocua. L’uomo, o presunto tale, appoggerà goffamente l’animale sulle sue ginocchia e inizierà a percuoterlo come un pupazzo per la gioia. Senza cattiveria, per carità, ma con insistenza e ripetendo una frase ambigua ed enigmatica: “I’ve got my monkey, i’ve got my monkey!”.

Sapete bene anche voi che un bel gioco dura poco e pure la scimmia, del resto: sarà per questo motivo che a un certo punto, con un gesto fulmineo, si volta e strappa in un lampo i bulbi oculari dell’uomo dalle rispettive orbite e ve le tira addosso come uova marce. Sì, proprio a voi, che ve ne state lì ad assistere increduli a questa scena bizzarra.

Non ci siamo inventati nulla: è solo la trama di una delle tante storielle animate di Joe Cartoons. Qualche anno fa sorprese il mondo della rete con un breve corto in flash che aveva fatto letteralmente il giro del web: a dirla tutta più che un corto si trattava di un vero e proprio giochino con cui ci si divertiva - perdonate il cinismo - a vedere che fine facesse un pesce rosso all’interno del frullatore in base alla velocità di centrifuga prescelta.

Da allora Joe non si è più fermato, contagiando il web con il suo humor irriverente, spiazzante e con la sua spietata lucidità: storie minime, un tratto scarno e colori acidi affogati nel bianco.

La rete si è evoluta così come si è diffuso il suo verbo malsano ma irresistibile: anche via podcast.

Per la gioia dei palati più forti una decina di cartoni tutti per voi nel cd.
A vostro rischio e pericolo…

On line: www.joecartoons.com