Archive for the 'Articoli e recensioni' Category

Porn’n’Roll

Wednesday, December 20th, 2006

Uno speciale di Sergio Messina / Radiogladio diviso in quattro parti. Nell’ordine: L’articolo principale, Porn’n’Roll history; due interviste: X (modella italiana giovane e very smart) e Joanna Angel (la donna dietro Burning Angel e upcoming pornostar), e l’immancabile sezione link.

Lo trovate QUI.<—4f4cdfb0436eb91796f1494a1f333445—>

Nico su Transonanze e Fosforo

Saturday, November 11th, 2006

Una bella recensione di Nico, bussando alle porte buio scritta da Donato Zoppo – che ringrazio di cuore – su TranSonanze.

Inoltre il buon Sergio Messina segnala il mio documentario Nico, femme fatale su Fosforo, il suo blog indispensabile e di cui non smetterò mai di diffondere il verbo a umani e sub-umani. Grazie SM, sei un amico.

Vite bruciacchiate. Ricordi confusi di una carriera discutibile

Saturday, November 11th, 2006

La storia di Elio e le Storie Tese non è la storia di un gruppo qualsiasi. Da quando si formarono (nel lontano inizio degli anni ‘80) ebbero ammiratori, parenti, fidanzate, nemici, ricoverati in ospedali psichiatrici, colleghi che non riuscirono più a prescindere da loro.

In questo libro ne viene presentata la storia, raccontata in parte da Elio (con due introduzioni che corrispondono ciascuna a una fase diversa della vita del gruppo), in parte dalle Storie Tese, in parte dagli amici, le donne, i collaboratori, i nemici e i parenti che li hanno seguiti da subito, li hanno persi, li hanno ritrovati o non li vogliono ritrovare più. I locali che hanno fatto la loro storia – dallo Zelig alle Scimmie, i negozi di musica in cui hanno lasciato traccia di sé...

Il volume, pubblicato da BOMPIANI, contiene anche un mio capitoletto, umile contributo a un libro assolutamente da possedere (e da regalare a Natale).<—57e5521d992b085d3538887a56553841—>

L’ennesimo autopromo

Sunday, October 22nd, 2006

Dunque, sono successe un po’ di cosette interessanti intorno al Nico book in questi giorni.

Iniziamo con la recensione pubblicata da Rockol che ringrazio per aver dato più volte visibilità al volume addirittura in home page.

Quindi la recensione di Sodapop, a firma dell’amico Andrea Valentini (e se qualcuno ha qualcosa da dire sui conflitti di interesse ci insulti pure…).

Infine ho deciso di dare totale visibilità al documentario Nico, femme fatale, pubblicandolo direttamente su YouTube: mi è sembrata una scelta coerente con tutto un certo tipo di percorso sia personale che strettamente legato alla produzione del lavoro medesimo.

Ai lettori mi riserverò comunque di dare l’url per il download in alta risoluzione.

Ne frattempo potete vedervelo qui

Nico solo costola dei Velvet Underground?

Monday, October 2nd, 2006

Prendete in mano l’agile volume “Nico – Bussando alle porte del buio” di Gabriele Lunati. Contemporaneamente accendete lo stereo e cercate di seguire la storia della vita della chanteuse anche attraverso la sua musica… Vi ritroverete nel tragico mondo di fragilità e solitudini di una delle più significative esponenti del rock underground al femminile…

CLICCATE QUI per continuare a leggere il bell’articolo di Paola Mambretti su Musicalnews.com che recensice Nico – Bussando alle porte del buio.

Cane rabbioso

Wednesday, September 27th, 2006

“Mi faccio una prima doccia alle 7.22 e tiro una seconda striscia di coca. Prendo il caffè e mi accendo una Gauloise alle 7.35, mi faccio una seconda doccia e sono indeciso se tirare o no una terza striscia, poi ci ripenso, mi vesto e ingoio un Valium con un sorso di rhum”.

La recensione del romanzo di Angelo Petrella QUI, su MilanoNera.<—9919bd0ed0cc5dde3a956bb34e6999b7—>

Il Falcone Maltese parla di MilanoNera

Saturday, September 23rd, 2006

Il Falcone Maltese, l’ottimo mistery magazine diretto da Maurizio Testa, ha dedicato un lungo ed esauriente articolo al blognoir MilanoNera.
L’articolo è consultabile on line a questo indirizzo.<—6fcad937758fa6c98bc4c80d95cb1ef2—>

Quando c’era Silvio: storia di un omino di burro

Saturday, February 25th, 2006


C’era una volta un omino, più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa. Conduceva un carro tirato da dodici pariglie di ciuchini, tutti della medesima grandezza, ma di diverso pelame. Tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati e facevano a gara nel montare sul suo carro, per essere condotti da lui in quella vera cuccagna conosciuta nella carta geografica col seducente nome di Paese dei Balocchi. Questo ci raccontava Collodi nel suo Pinocchio.

C’era una volta invece un altro omino, che in un paese chiamato Italia a cavallo tra il ventesimo e il ventunesimo secolo dominò per undici anni la scena mediatica e politica. Anch’egli più largo che alto, ascese all’olimpo del potere economico venendo dal nulla; poi costruì palazzi e città, comprò tv e squadre di calcio, sino a che un giorno scelse di impegnarsi in politica abbagliando la gente con i suoi sogni in multicolor. Finì che salì al governo e ci rimase a lungo, spaccando in due l’opinione pubblica e suscitando lo stupore e lo sconcerto dei media internazionali…

Andò più o meno così. Ma la domanda legittima è: come sarà davvero ricordato Berlusconi dalla storia? E’ ciò che si chiede il tanto atteso Quando c’era Silvio, storia del periodo berlusconiano, un film scritto da Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio e diretto da Ruben H. Oliva.
A tutti gli effetti è il primo film-documentario su Silvio Berlusconi e la sua scalata, dalle prime fortune economiche alla sua scelta di impegnarsi in politica, ricco di immagini inedite e rarissime, interviste originali, documenti visivi mai proposti prima e riprese senza censura dell’Italia di oggi.

E se i più sprovveduti resteranno certamente spiazzati, i più preparati potranno solo ridere per vincere l’ansia davanti a certe immagini e certe verità. Come quelle della villa di Arcore e il suo incredibile mausoleo, dove il capo vuole essere seppellito come il faraone Tutankamen, con gli amici che gli giurano fedeltà a fargli da corona, o la vera storia del capomafia di Palermo che gli fece ufficialmente da stalliere, il cambiamento del suo corpo, l’ossessione per la statura, la calvizie, il peso forma, e la bizzarra idea di un artista che espone in una galleria d’arte svizzera un sapone prodotto con del grasso avanzato da un lifting a Silvio e dal titolo emblematico: “Mani pulite”.

E poi c’è la crescita della sua ricchezza (parallela alla crisi economica del Paese), ottenuta con lo sconvolgimento del parlamento e del sistema mediatico, l’Italia che lascia – dopo cinque anni di governo – ripresa nella sua cronaca quotidiana, quindi le motivazioni della sentenza che ha condannato a nove anni per mafia a Palermo il suo braccio destro Marcello Dell’Utri dopo un processo semisconosciuto durato sette anni.

Per la prima volta inoltre viene mostrato il documento integrale della “giornata dello scandalo” del premier italiano al parlamento europeo di Strasburgo (“è bastato chiedere i nastri al parlamento e dopo pochi giorni ce li hanno inviati” ha confessato Deaglio in conferenza stampa, segno che su certe cose persiste un tabù mediatico che nessuna tv ha avuto il coraggio di abbattere).

Girato in sette mesi alla vigilia delle elezioni politiche che decideranno del suo futuro, Quando c’era Silvio è un film di assoluta attualità e da conservare “a futura memoria”, nato, per ammissione degli stessi autori, dall’idea di fare la cronaca di un personaggio storico. E di provare, nello stesso tempo, a estraniarsi, a immaginare un film che possa essere visto ora, ma anche tra dieci o vent’anni.

Originale nella sua concezione, è un “docu film” che unisce diversi generi: dalla fiction al reportage alla grahic art alla scoperta di repertorio assolutamente inedito ed è anche la dimostrazione della possibilità di uscire dalle costrizioni che oggi limitano in Italia il mondo televisivo, di raccontare senza censura e di trovare i protagonisti e i testimoni diretti: pochi i commenti, molti i fatti.

Perché film su Berlusconi, la sua storia, il suo impatto sulla società italiana o anche documenti visivi di controinformazione, finora in Italia non ne sono usciti.

E i motivi sono molteplici. In primo luogo, la potenza reale dello stesso Berlusconi nell’industria di produzione e di distribuzione cinematografica, che ha fatto desistere tutti; in secondo luogo una sorta di divieto a trattare la materia da parte delle reti televisive, cui poteva essere destinato un prodotto per la visione di un vasto pubblico; in terzo luogo una sagace e scientifica opera di ritiro dal mercato – a opera dello stesso Berlusconi – del materiale audiovisivo che non aveva la sua approvazione. Sono spariti così dai giornali interi archivi di fotografie di cronaca, materiale girato in occasioni pubbliche ed è stato messo al sicuro tutto quanto veniva considerato non confacente per l’immagine pubblica dell’industriale diventato uomo politico.

L’unico settore della comunicazione che ha potuto esprimersi sul Protagonista, è rimasto quello dell’editoria che è stata tanto proficua che a oggi i libri su Berlusconi, in maggioranza saggi e inchieste, sono più di cento, scritti dai nomi più noti del giornalismo italiano ed europeo. Alcuni di questi libri hanno raggiunto il rango di best seller, ma non hanno trovato mai uno sbocco televisivo o cinematografico, quasi che questo fosse il confine da non varcare assolutamente; quasi che si volesse assolutamente segnare un confine tra “consumo intellettuale” e “consumo di massa”.

Per tutte queste ragioni il film uscirà su dvd (con in allegato il libro Berlusconeide 5 anni dopo ricco di testi, documenti, notizie, preveggenze e informazioni da tenere presenti per il futuro) e sarà in vendita, entro il 3 marzo, in tutte le edicole italiane e negli 89 punti vendita Feltrinelli. Il dvd da solo sarà invece in vendita a partire dal 7 marzo nei punti vendita home video.

Da regalare e diffondere.

Potete trovare questa mia recensione del film di Enrico Deaglio Quando c’era Silvio: storia del periodo berlusconiano su Delcinema.it

Hello William

Wednesday, February 22nd, 2006


Premetto e confesso che ho un’adorazione particolare per questo personaggio; quasi fanatica, direi, anche se io sono solito non essere “fan” in generale.
Hello Waveforms è l’album che segna il ritorno sulla scena di William Orbit, il produttore che negli anni Novanta fece la fortuna dell’allora esordiente Seal e rese i suoi preziosi servigi a star del calibro di Madonna (Ray of Light), U2 (Electrical Storm) e Blur (13).

Ha registrato e prodotto il nuovo materiale tra Londra e varie location statunitensi e il disco ha fornito l’occasione per una reunion con Laurie Mayer, e per avere ospiti come Finley Quaye, le Sugababes e Kenna.

E il fatto meraviglioso è che l’album è pure un piccolo gioiello, di quelli che ormai non si ascoltano più da tempo nel saturo panorama “globalizzato” della musica elettronica.

Ok, sono trascorsi ben sei anni dall’ultimo lavoro (era infatti il 2000 quando il mago dell’elettronica inglese sfornò “Pieces in a modern style”) e il buon William Wainwright (vero nome di Orbit) ha avuto tutto il tempo per mettere nero su bianco ogni singolo loop, ogni lieve modulazione dei suo synth, senza lasciare nulla al “già sentito” o all’autocitazione.

Resta il fatto che già dal primo ascolto il disco diventa irresistibile. Grazie, William, sei in playlist a rotazione.

TRACKLIST:
“Sea green”
“Humming chorus”
“Surfin’”
“You know too much about flying saucers”
“Spiral”
“Who owns the octopus?”
“Bubble universe”
“Fragamosia”
“Firebrand”
“They live in the sky”
“Colours from nowhere”

Dettaglio di servizio: la carriera di William Orbit iniziò negli anni Ottanta con la formazione new-wave britannica dei Torch Song.

Citti, Pasolini e i Magi

Sunday, January 29th, 2006


Tre disperati, ex artisti dello sventurato Circo della Mosca, vengono ingaggiati per interpretare i Re Magi in un presepe vivente da un parroco di un piccolo paese. Nonostante l’ostracismo degli abitanti, che li accusano di stupro e li vorrebbero castrare, i tre si salvano con un’improvvisa trovata ma, da allora, si rendono conto di dover cercare davvero il bambinello avendo una strana cometa indicato loro, cosa apparentemente impossibile, prima una femmina e poi due gemelli.

Trovate la mia recensione su Del Cinema.it, pubblicata il 24 gennaio 2006.<—004ed843b5462a8c9bc1b6db72e410b4—>