Archive for the 'Blogsfera' Category

Liquida si rinnova con la tecnologia semantica

Thursday, April 22nd, 2010

Un passo avanti per Liquida che oggi completa un primo ciclo di vita lanciando una homepage che coniuga nuove tecnologie e contributo redazionale per rendere disponibile ai visitatori una “rassegna stampa” degli argomenti più discussi in Rete integrando: opinioni dai blog, gli ultimi flash da Twitter, contenuti multimediali e suggerimenti di navigazione selezionati dalla redazione.

L’aspetto più interessante e affascinante riguarda la semantica:

Il sistema messo a punto dal nostro team interno di ricerca e sviluppo, e attualmente non presente in nessun altro portale del mondo – spiega Andrea Santagata, fondatore di Liquida – “estrae il Sentiment degli articoli, analizzando il contesto aggettivale del post per derivarne il mood.
Questo tipo di tecnologia semantica – che permette all’intelligenza artificiale di comprendere le sfumature qualitative della lingua – è resa disponibile come filtro di ricerca nel portale.

Per approfondimenti: il Blog di Liquida.

Il primo Superblog italiano

Monday, April 19th, 2010

Martedì 20 aprile va online il Post, il primo superblog italiano

Che cos’è esattamente ce lo spiega Luca Sofri, direttore e creatore del Post, nel suo editoriale di domani:

Non ha un nome, una cosa così: giornale online, si dice ancora, ma è un nome che allude a un contenitore di notizie che è stato molto ribaltato in questi anni e nasconde le dimensioni di questo cambiamento. Ci sono dei giornali online, sì: sono fatti come dei giornali, a volte bene e a volte no, e sono online. Quello che sarà il Post, invece, ha modelli solo americani: ma anche lì non sanno ancora come chiamarli. Strano, no? Si inventano parole per tutto. Invece li chiamano siti di news, o ancora blog, o superblog. Il Post è uno di questi: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e fuori dalla rete, e linkando e segnalando le fonti. E una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo.

Attendiamo tutti, quindi: www.ilpost.it

Update del 20 aprile, ecco l’editoriale<—1ca329714e3dba863109d10dc8569143—>

La rivincita dei Journoggers

Wednesday, February 17th, 2010

I blog sembrano essere diventati l’ultima scialuppa di salvataggio delle versioni on line dei principali quotidiani on line.

Ne scrive acutamente Il Giornalaio, che fa notare come

Dopo le iniziative del NYTimes e del Guardian, tra i media di fama internazionale, si aggiunge El Pais che, secondo quanto segnalato da Periodistas 21 dell’ottimo Juan Varela, scommette sui blog per rilanciare il processo di convergenza editoriale del < < periodico global en español >> di Madrid
.

Qui si parla di Journoggers, perché non si poteva fare a meno di creare un neologosimo, in questo caso per idenfificare i giornalisti – blogger.

Scrive Laurel Papworth:

As more trained journalists move into the amateur blogging space, what are the fundamental differences in the blogging style between the two? While some journalists adapt to the new writing style well, understanding the media shifts and blogging well as part of the blogosphere, other journalists that blog – let’s call them journoggers – stand apart from the blogosphere, raiding it for content, and disturbing equilibrium. Please note: that might well be a good thing to do or it might cause the journogger to eventually be rejected.

Per avere un’idea della dimensione Italiana potete consultare Blogbabel.

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A sinistra c’è Kligg

Tuesday, January 5th, 2010

Un nuovo esperimento partecipativo per il popolo della (e) sinistra (e): Kligg.

Cito testualmente:

...un sito di editoria sociale gestito collettivamente senza una direzione editoriale centrale, tutti i contenuti sono generati e votati democraticamente direttamente dagli utenti stessi.

Lo scopo di Kligg.org è quello di mettere a disposizione della comunità uno strumento che integra funzionalità di Meta-Blog Collettivo e di bookmark in un’unica soluzione.

Kligg.org è un sito di Giornalismo partecipativo (Citizen journalism)dove raccogliere informazioni,per tutti coloro che hanno bisogno di notizie indipendenti o per chi vuole approfondire le ricerche al di fuori dei canali tradizionali.

I meta-post (articoli) sono inseriti dagli iscritti possono essere votati e commentati solo da loro.

Kligg.org è destinato a coloro che s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e delle culture progressiste, riformiste e democratiche: Uguaglianza, Libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo,riconoscimento dei diritti umani, difesa del nostro pianeta.

Pietra miliare del nostro progetto è il rispetto e la difesa della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani contro ogni tentativo autoritario,totalitario, discriminatorio o repressivo, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.

Kligg.org è il modo per unire tutto questo patrimonio collettivo e raccoglierlo dando priorità alle informazioni più interessanti, adeguandosi automaticamente ai desideri delle persone ed evitando un controllo centralizzato dell’informazione, infatti sono gli iscritti con la possibilità di ‘’votare’‘le notizie gradite dando la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare attivamente alla linea editoriale del sito.

Quando i blogger militari USA scioperano

Tuesday, January 5th, 2010

Dal 16 dicembre una ventina di blog military Usa hanno interrotto la loro attività.

Il sergente maggiore C. J. Grisham, creatore di un blog autorevole e seguito, A Soldier’s Perspective, aveva deciso, in seguito ai richiami all’ ordine dei suoi superiori di fermre il suo lavoro di scrittura. La sua decisione ha provocato un movimento di protesta fra gli altri blogger militari e i loro lettori. A questo punto Grisham riprende la sua attività, sollevando però la questione della libertà di espressione nell’ esercito: diritto o rischio?

Via Lsdi

Gli italiani che si informano con i blog

Tuesday, December 22nd, 2009

Il 10% dei 23,6 milioni di utenti italiani di Internet, cioè circa 2,3 milioni di individui, sono lettori abituali di blog di informazione e attualità. Lo rivela un’indagine condotta dalla società di ricerche Human Highway (www.humanhighway.it) in collaborazione con Liquida (www.liquida.it), l’aggregatore di news del gruppo Banzai.

In prevalenza i lettori di blog sono uomini, di età matura (35-54 anni), residenti nel Nord-Ovest e nel Centro. Quasi un terzo di essi (cioè circa 700mila persone) legge esclusivamente blog; poco meno della metà (1 milione 85mila persone) legge anche i quotidiani online. Per loro la fruizione di contenuti degli editori tradizionali è marginale. Secondo l’indagine di Human Highway, i lettori abituali di blog hanno già dimenticato la carta: sentono un’affinità molto maggiore con il quotidiano on line piuttosto che con il quotidiano cartaceo.

Via Primaonline.it<—f8671678e74bf925ecc9d1330c8bf485—><—593cd3432676389a363731b736ee7555—><—5f1461649ac7a1fec45fd1602606fb22—>

L’arte di bloggare secondo Confucio

Friday, December 11th, 2009

Michael Aagaard, autore del primo blog danese sull’arte del copywriting, ha scritto 5 consigli fondamentali sul blogging da un cinese di 2500 anni fa, cioè Confucio.
E’ stato ripreso e tradotto in inglese da Brian Clark (5 Essential Blogging Tips from the Father of Chinese Philosophy), autore di Copyblogger.

Chen Ying lo ha tradotto in italiano<—621feab569eed15c9ff2da8c9dbecb97—>

Della vita e della morte ai tempi di Facebook

Thursday, December 10th, 2009

Ne scrivo sull’ultimo numero di Linus in edicola. Per chi si fosse perso quello di novembre, nella rubirca Duepuntozero si parlava Internet, blogosfera e futuro della musica online. Fine dello spazio autopromo :-)

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A Internet il Nobel per la Pace: una proposta di Wired

Wednesday, November 18th, 2009

«Internet e pace, lo sentite? Stanno così bene assieme che verrebbe voglia di non spiega­re nulla — scrive il direttore di Wired Italia Riccardo Luna nel prossimo numero della rivista, in cui definisce la Rete — la pri­ma arma di costruzione di mas­sa ». Alla Conferenza Mondiale «Science for Peace» a Milano, Wired lancerà dopodomani la candidatura di Internet al pre­mio Nobel per la Pace 2010 e l’esempio dell’Iran è citato a so­stegno dell’iniziativa. Tra i favo­revoli: l’avvocato iraniano e No­bel per la Pace Shirin Ebadi e lo studioso americano BJ Fogg che ritiene la pace nel mondo raggiungibile in 30 anni grazie al web. Mentre molti blog­ger- dissidenti in Paesi autoritari la trovano una grande idea, alcuni studiosi interpellati dal Corrie­re sono più cauti.

Maggiori dettagli QUI.

Scrrive Leeander.com:

La motivazione è presto spiegata: INTERNET è il più grande strumento di avvicinamento tra le persone che l’umanità abbia mai concepito.
I Social Network come Facebook/LinkedIn etc, la condivisione della conoscenza come WIkipedia, il teatro unico offerto dai vari Vimeo e YouTube, e tutti gli altri strumenti di condivisione di idee, pensieri, progetti, fanno di Internet il LUOGO IN CUI L’UMANITA’ SI INCONTRA OGNI GIORNO.
E se questa vi pare una affermazione forte, fate caso a quanti “abitanti” ha Facebook (oltre 250M) e paragonatela alla dimensione di una Nazione come l’Italia (meno di 60M). Facebook ha più utenti che Italia, Germania e Giappone (insieme) abitanti

Per maggiori approfondimenti: – I4P: Internet Candidata al NOBEL per la PaceWired: a Internet il Nobel per la pace—244c2b9d9cfcbeaea8232806b0a1f6b5—><—dc70f253d6533a448962272c4679c41c—>

Gli intellettuali del copia e incolla

Wednesday, October 14th, 2009

Forse già un po’ datato ma estremamente lucido e provocatorio.

Dilettanti.com. Come la rivoluzione del Web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia

La rivoluzione del Web 2.0 ha promesso di diffondere a un numero sempre più ampio di persone una sempre più ampia conoscenza, ma in ogni momento ci si interroga sull’affidabilità, l’accuratezza e la verità delle informazioni che troviamo in rete. Allo stesso tempo le nostre più preziose istituzioni culturali – quotidiani, riviste, il mondo della musica e del cinema – sono minacciate da una valanga di contenuti amatoriali gratuiti generati dagli utenti. Se siamo tutti dilettanti, non ci sono più esperti. Wikipedia incontra MySpace che incontra YouTube: la democratizzazione dei mezzi di comunicazione sta indebolendo e minimizzando competenza, esperienza e talento. La cultura del “copia-incolla” del Web 2.0 sta formando una generazione di intellettuali cleptomaniaci, che pensa si possano esprimere le proprie opinioni grazie all’abilità di tagliare e incollare a piacimento. Il diritto d’autore viene minacciato e la proprietà intellettuale è liberamente scambiata, scaricata e remixata, artisti, scrittori, giornalisti, musicisti, redattori e produttori sono derubati del frutto del proprio lavoro creativo. Le reti televisive subiscono l’attacco della programmazione autoprodotta di YouTube; il file-sharing e la pirateria digitale hanno devastato l’industria multimiliardaria della musica e ora minacciano di distruggere anche quella del cinema. In meglio o in peggio i media democratizzati del Web 2.0 stanno rimodellando il nostro panorama intellettuale, politico e commerciale.