Archive for the 'Informazione' Category

Del futuro dei media cartacei e digitali

Saturday, February 6th, 2010

Una sintesi a beneficio di chi non era presente all’incontro tenutosi a Milano, organizzato da The Ruling Companies, sul futuro dell’informazione.
“I giornali di carta e l’informazione su Internet: confronto e prospettive” il titolo, relatori Marco Tosi di Icon Medialab, Giuseppe Minoia di Eurisko, Claudio Giua Gruppo Espresso, Paolo Panerai di Class Editori, Luca De Biase de Il Sole 24 Ore e Marco Pratellesi di Corriere della Sera.

Via Vittorio Pasteris.

Il giornalista del futuro

Saturday, February 6th, 2010

Generazioni e riflessioni a confronto su Mashable: davvero un’analisi realistica, lucida, “sul pezzo”.

We identified specific digitally-oriented skills and traits a future journalist would need. These include being:

  • a multimedia storyteller: using the right digital skills and tools for the right story at the right time.
  • a community builder: facilitating conversation among various audiences, being a community manager.
  • a trusted pointer: finding and sharing great content, within a beat(s) or topic area(s); being trusted by others to filter out the noise.
  • a blogger and curator: has a personal voice, is curator of quality web content and participant in the link economy.
  • able to work collaboratively: knowing how to harness the work of a range of people around him/her — colleagues in the newsroom; experts in the field; trusted citizen journalists; segments of the audience, and more.

Cinque consigli ai giornalisti per utilizzare Facebook

Tuesday, February 2nd, 2010

Ho recuperato questo post di Insidefacebook.com di qualche mese. Nulla di trascendentale, per carità, ma declina nel contesto Facebook alcuni elementi di buon senso che non guastano mai unendoli ad alcune dritte per il giornalisti meno “sgamati” con le nuove tecnologie e piattaforme.

Distribution dominates many discussions about the future of journalism on the web. Should newspapers charge for content? Should they link to each other? The list goes on. But at the same time, especially with the rise of social sites like Facebook, journalists now have a new range of free, easy-to-use tools to help them do their jobs better.

Bene, ecco come.

Il declino del web secondo Jaron Lanier

Monday, January 11th, 2010

«Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».

You are not a gadget: a manifesto

A sinistra c’è Kligg

Tuesday, January 5th, 2010

Un nuovo esperimento partecipativo per il popolo della (e) sinistra (e): Kligg.

Cito testualmente:

...un sito di editoria sociale gestito collettivamente senza una direzione editoriale centrale, tutti i contenuti sono generati e votati democraticamente direttamente dagli utenti stessi.

Lo scopo di Kligg.org è quello di mettere a disposizione della comunità uno strumento che integra funzionalità di Meta-Blog Collettivo e di bookmark in un’unica soluzione.

Kligg.org è un sito di Giornalismo partecipativo (Citizen journalism)dove raccogliere informazioni,per tutti coloro che hanno bisogno di notizie indipendenti o per chi vuole approfondire le ricerche al di fuori dei canali tradizionali.

I meta-post (articoli) sono inseriti dagli iscritti possono essere votati e commentati solo da loro.

Kligg.org è destinato a coloro che s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e delle culture progressiste, riformiste e democratiche: Uguaglianza, Libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo,riconoscimento dei diritti umani, difesa del nostro pianeta.

Pietra miliare del nostro progetto è il rispetto e la difesa della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani contro ogni tentativo autoritario,totalitario, discriminatorio o repressivo, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.

Kligg.org è il modo per unire tutto questo patrimonio collettivo e raccoglierlo dando priorità alle informazioni più interessanti, adeguandosi automaticamente ai desideri delle persone ed evitando un controllo centralizzato dell’informazione, infatti sono gli iscritti con la possibilità di ‘’votare’‘le notizie gradite dando la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare attivamente alla linea editoriale del sito.

Quando i blogger militari USA scioperano

Tuesday, January 5th, 2010

Dal 16 dicembre una ventina di blog military Usa hanno interrotto la loro attività.

Il sergente maggiore C. J. Grisham, creatore di un blog autorevole e seguito, A Soldier’s Perspective, aveva deciso, in seguito ai richiami all’ ordine dei suoi superiori di fermre il suo lavoro di scrittura. La sua decisione ha provocato un movimento di protesta fra gli altri blogger militari e i loro lettori. A questo punto Grisham riprende la sua attività, sollevando però la questione della libertà di espressione nell’ esercito: diritto o rischio?

Via Lsdi

Gli italiani che si informano con i blog

Tuesday, December 22nd, 2009

Il 10% dei 23,6 milioni di utenti italiani di Internet, cioè circa 2,3 milioni di individui, sono lettori abituali di blog di informazione e attualità. Lo rivela un’indagine condotta dalla società di ricerche Human Highway (www.humanhighway.it) in collaborazione con Liquida (www.liquida.it), l’aggregatore di news del gruppo Banzai.

In prevalenza i lettori di blog sono uomini, di età matura (35-54 anni), residenti nel Nord-Ovest e nel Centro. Quasi un terzo di essi (cioè circa 700mila persone) legge esclusivamente blog; poco meno della metà (1 milione 85mila persone) legge anche i quotidiani online. Per loro la fruizione di contenuti degli editori tradizionali è marginale. Secondo l’indagine di Human Highway, i lettori abituali di blog hanno già dimenticato la carta: sentono un’affinità molto maggiore con il quotidiano on line piuttosto che con il quotidiano cartaceo.

Via Primaonline.it<—f8671678e74bf925ecc9d1330c8bf485—><—593cd3432676389a363731b736ee7555—><—5f1461649ac7a1fec45fd1602606fb22—>

Dilettanti.com: se ne parla a Milano

Sunday, December 13th, 2009

Andrew Keen pensa che la rivoluzione dello user generated content stia uccidendo la nostra cultura. Se sempre più contenuti vengono prodotti da persone che come qualifica hanno poco più dell’accesso a internet, come faremo a riconoscerne e a valutarne la qualità?

SottoLaPanca ha organizzato un incontro pubblico con chi ha deciso di produrre contenuti online perché crede nel valore di una Rete democratica ed in particolare con chi vive a cavallo fra nuovi e vecchi media.Se chi produceva carrozze non ha poi inventato l’automobile, forse è sbagliato aspettarsi che siano gli editori a trovare un modello di informazione 2.0. Che forma avrà l’informazione del futuro, e chi ha in mano gli strumenti per produrla?

Non si può poi descrivere il fenomeno senza considerare l’aspetto istituzionale: cosa fa la politica per promuovere la rete come forza positiva e portatrice di progresso? Che dire dei tanti tentativi di imbavagliare il web? L’informazione online, in Italia, è libera?

Martedì 15 dicembre Sgt Pepper’s. Via Vetere 9 Milano
Happy hour, ore 19.30 – Inizio della tavola rotonda, ore 21.00

Alla tavola rotonda partecipano:

Claudio Caprara – giornalista
www.claudiocaprara.it

Gad Lerner – giornalista
www.gadlerner.it

Vittorio Pasteris – giornalista e blogger
www.pasteris.it/blog/

Bruno Pellegrini – CEO di TheBlogTv
www.theblogtv.it

Andrea Santagata – fondatore di Liquida
www.liquida.it

Guido Scorza –docente di diritto dell’informatica e blogger
www.guidoscorza.it

Punk 2.0

Thursday, December 10th, 2009

Mi ero perso questo post di Alberto Cottica di metà ottobre. Mi permetto di quotarlo in toto e riportarvelo qui. Ovviamente lo sottoscrivo e lo faccio mio per una questione anagrafica, certo, ma ora più che mai anche culturale e professionale.

Il mio modello di innovazione sociale – ormai si sarà capito – è il movimento punk, che ho fatto in tempo, giovanissimo, a vedere sparire dietro la curva nei primissimi 80. Il succo del punk era “ehi, anch’io posso farlo”! Per me questo è stato un imprinting fortissimo, e ne porto ancora i segni. Per fortuna.

Più tardi ho ricostruito un po’ di storia, scoprendo che, fino a cinque minuti prima, era di moda una cosa molto diversa che si chiamava progressive rock, per gli amici prog. Il prog era una musica, uomo, difficile. Non è che un provincialotto qualunque di Sassuolo si metteva lì e suonava il prog. Dovevi sapere l’armonia, teoria musicale, avere i riferimenti culturali. A me il prog è riuscito immediatamente antipatico. Tanto che per non sbagliarmi, verso il 1980, con la saggezza dei miei 14 anni ho deciso che (1) gli assoli di qualunque strumento sono masturbazione e puzzano di prog. Vietati. (2) I pezzi sopra i tre minuti e quaranta sono pretenziosi e puzzano di prog. Vietati. (3) Tutti gli italiani sono dei provinciali sfigati. Vietati tutti. In pratica buttavo via tutto, salvando un po’ di soul, la musica classica (che in qualche modo mettevo in un mazzo diverso), la disco elettronica fine anni 70, e i primi Beatles. E il punk, e la new wave venuta subito dopo.

Mi pento e mi dolgo. Ma è un pentimento di testa: il mio cuore è ancora con i ragazzi del 76, che hanno letteralmente costretto all’estinzione i sofisticatissimi alfieri del prog con la loro urgenza espressiva, la loro bassa tecnologia, i loro suoni grezzi e slabbrati. E quindi, adesso, io sto con l’”underground tecnologico”, con il subversive engineering che vedo crescere intorno ad Arduino e alle altre piattaforme low cost di prototipazione. Tutti possono fare innovazione, e le idee più disruptive non verranno dai laboratori R&D delle grandi aziende e dalle università più titolate…

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Internet For Peace: video e manifesto

Monday, November 23rd, 2009