Archive for the 'Letture' Category

La Mano Sinistra del Diavolo

Thursday, October 19th, 2006

Un piccolo paese della Bassa padana viene sconvolto da una misteriosa serie di omicidi. Due gli indizi nelle mani degli inquirenti: le vittime sono tutti uomini anziani e, particolare ancora più inquietante, prima di ogni omicidio una mano mozzata viene rinvenuta nella loro cassetta della posta.

Per risolvere il mistero il giornalista Enrico Radeschi, originario del paese ma milanese d’adozione, sarà costretto ad una estenuante spola fra la cittadina e Milano dove si troverà invischiato in altre macabre vicende: l’omicidio di una ragazza trovata seppellita in un parco e la misteriosa scomparsa del gestore di un sushi bar.

Scopri qui il nuovo romanzo dell’amico Paolo Roversi.

Cane rabbioso

Wednesday, September 27th, 2006

“Mi faccio una prima doccia alle 7.22 e tiro una seconda striscia di coca. Prendo il caffè e mi accendo una Gauloise alle 7.35, mi faccio una seconda doccia e sono indeciso se tirare o no una terza striscia, poi ci ripenso, mi vesto e ingoio un Valium con un sorso di rhum”.

La recensione del romanzo di Angelo Petrella QUI, su MilanoNera.<—9919bd0ed0cc5dde3a956bb34e6999b7—>

Il Falcone Maltese parla di MilanoNera

Saturday, September 23rd, 2006

Il Falcone Maltese, l’ottimo mistery magazine diretto da Maurizio Testa, ha dedicato un lungo ed esauriente articolo al blognoir MilanoNera.
L’articolo è consultabile on line a questo indirizzo.<—6fcad937758fa6c98bc4c80d95cb1ef2—>

Pizza con crauti

Friday, September 22nd, 2006

[...] Roberto Giardina abbandona per una volta la saggistica e si cimenta con il noir, raccontandoci la storia di Federico, fuggito dalla cara Sicilia da ragazzo, che, come tanti emigrati in Germania, ha fatto fortuna con la pizza [...].

Trovate la recensione QUI su MilanoNera.<—c51bcafb0193efa1fce9abe2394ed47d—>

New York Blues

Monday, September 11th, 2006

New York. La città più drammatica del mondo. Un cortocircuito permanente, che crepita e fa scintille in cielo tutta la notte. E’ unica, non esiste un altro posto così per vivere. E nemmeno per morire, immagino.

Trovate la recensione del libro di Cornell Woolrich QUI, su MilanoNera Blognoir.

Una storia di Tenco

Sunday, February 26th, 2006


Esce in questi giorni contaminati dal virus sanremese (e io, per la prima volta dopo anni non me ne devo occupare per lavoro, per fortuna…) un bellissimo libro pubblicato da Stampa Alternativa e scritto con amore e competenza da Ada Montellanico: Quasi sera. Una storia di Tenco. Una rilettura dell’uomo e dell’artista attraverso la sensibilità dell’autrice, donna e musicista, e quella ammirazione che si riserva solo ai maestri. Un libro che nasce dalla chiara voglia di scoprire le cose più vere per tentare di svelare l’originalità e la modernità di Luigi Tenco, spesso sacrificate per dare spazio ad aspetti morbosi sulla sua tragica scomparsa.

Luigi Tenco fu un cantautore che rivoluzionò il mondo della canzone. Dopo essersi distanziato dalle canzonette, fu il primo a condurre la musica italiana verso brani sempre più impegnati con testi che, se c’era qualcosa nel mondo che non andava, lo dicevano chiaro e preciso. Si può infatti considerare snza dubbio il precursore del cantautore di protesta e ne fa fede la canzone Cara maestra che addirittura già nel 1962 gli costò l’esclusione per tre anni da ogni apparizione televisiva.

Un modo di far musica che giunse troppo presto per essere capito e, di conseguenza, venne spesso rifiutato. Così, per Luigi, il vero successo arrivò dopo la sua morte (basti pensare che la RCA si affrettò ad aumentare la tiratura di Ciao, amore ciao che un mese dopo il suo suicidio aveva già venduto trecentomila copie); una morte che lo riportò tra le colline della sua valle, al suo paese natale, Ricaldone, in provincia di Alessandria dove il cantautore visse i primi anni della sua vita e di cui parlò spesso in molti versi dei suoi titoli più noti. Al contrario, infatti, di quanto si possa pensare, Luigi era profondamente e indiscutibilmente piemontese, sebbene abbia poi fatto parte della scuola dei cantautori di Genova.

Nato a Cassine il 21 marzo 1938, trascorse i primi 10 anni della sua vita a Ricaldone, paese caratterizzato da dolci colline e vigneti a perdita d’occhio, circondato dall’Appennino, dal Monferrato e dalla pianura al di là del fiume Bormida. Qui, la famiglia Tenco visse in una grande casa bianca, una casa che affaccia su un cortile immenso dove il bambino Luigi passava lunghi pomeriggi a giocare, un cortile al quale è costretto a dire addio nel 1948 a causa del suo trasferimento a Genova (“dire addio al cortile, andarsene sognando”).

Nonostante le diverse possibilità offerte dalla città, questo piccolo borgo dell’alessandrino rimase per sempre nel suo cuore, non solo perché luogo in cui trascorse la sua infanzia ma, soprattutto, perché qui imparò cose semplici ma genuine (“dove ho imparato ad amare il sole…”). Inoltre qui, visse i tragici momenti della seconda guerra mondiale, quelle terribili sensazioni che ti accompagnano per tutta la vita “li vidi passare vicino al mio campo, il sole era alto sui loro fucili… qualcuno di loro mi mandò un saluto, io ero più piccolo delle spighe di grano ma dentro io ero soldato con loro”.

Il paesaggio piemontese rappresenterà, per lui, per lungo tempo, un importante spunto di composizione: ripercorrendo la strada che attraversa Ricaldone, è facile rivivere le intense sensazioni rese eterne da versi di Luigi; un paesaggio impresso nell’animo di Tenco tanto da ispirargli, nella versione non definitiva di Ciao amore ciao l’introduzione del verso “lo zolfo alle viti”. Un passaggio che riporta al faticoso lavoro del contadino che, in estate, cura le viti con zolfo e verderame, accompagnato dalla preoccupazione di “guardare ogni giorno se piove o c’è il sole”.

Ma non solo. In alcuni passaggi riaffiora, inoltre, la volontà di tornare nella “sua verde isola”. In particolare il testo de La mia valle ha proprio il compito di testimoniare questo desiderio, la volontà di rivivere la semplicità e la genuinità tipica di un paese la cui attività predominante è l’agricoltura. Il desiderio di tornare tra le sue immense colline coperte di vigneti è anche sottolineata dai versi “Io vorrei essere là ad inventare un mondo…” ; “mi dico sei libero di tornare indietro ma ormai la mia vita è una prigione di vetro e al di là io vedo te che aspetti invano…”. Un luogo dove la gente continua a lavorare i campi “senza problemi per il vestire e con la barba sempre da fare”, e d’estate il chiarore abbagliante della luce del sole rende ancora “bianca come il sale” la “solita strada” che attraversa le vie del paese, e tanta gente continua a partire verso la città dicendo “addio al cortile”.

“Perché se un giorno dovrò morire, voglio morire nella mia valle” cantava.

Oggi nel cuore del borgo rimane la vecchia casa materna a testimoniare il passaggio del tempo e i pochi compaesani di allora che ricordano volentieri un “giovane angelo” che ha abbandonato troppo presto il mondo terreno.
Oggi è tempo di riscoprire uno degli autori più grandi della musica italiana – grazie al libro della Montellanico – passando attraverso le sue canzoni, i testi anche inediti e le testimonianze degli amici che gli hanno voluto davvero bene.

———————Ada Montellanico
Quasi sera. Una storia di Tenco
Nuovi Equilibri / Stampa Alternativa, Roma, 2006
Collana “Sconcerto”, 15 euro
Con un’intervista a Gianfranco Reverberi
Prefazione di Adriano Mazzoletti
Note al cd di Enrico Pieranunzi<—cb27bc37f0dc5e5f61f51d6e56267141—>

Berlusconi: cura e prevenzione

Tuesday, February 7th, 2006


Dettato dall’esasperazione ho cercato risposte e rifugio in letture, siti, link per difendere anima e mente dal signor B. Eccoli, fatene buon uso.

Letture

L’ombra del potere
Il libro – sobrio, preciso e meticolosamente documentato – è ricco di fatti talmente straordinari e inquietanti che, se l’autore non avesse una conoscenza così approfondita dell’Italia, risulterebbero incredibili. L’ombra del potere è di piacevole lettura e di grande impatto.” (Caroline Moorehead, “Spectator”). “Tutta l’Europa dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta avvenendo alla democrazia nell’Italia di Berlusconi.” (Joseph Farrel, “Sunday Herald”). David Lane è corrispondente dall’Italia dell’Economist dal 1994 ed è stato coautore degli speciali su Silvio Berlusconi che hanno suscitato vasta eco in Italia e in Europa. Vive in Italia da trent’anni.
«Corruzione, mafia e giustizia sono una mistura da capogiro. Aggiungeteci Silvio Berlusconi, la sua enorme ricchezza, il suo smisurato potere mediatico, il suo approccio alla politica altamente personale e il suo singolare modo di guardare al passato e il cocktail diventa ancora più forte.» Inizia con queste parole il nuovo libro di David Lane, corrispondente dall’Italia dell’Economist e grande conoscitore del nostro Paese, dove vive da trent’anni. Riccamente documentato generoso di notizie e rivelazioni, L’ombra del potereè un saggio incentrato sulla figura del leader di Forza Italia, ma non è semplicemente la sua storia; è anche il ritratto dell’Italia, tra politica, affari, mafia e corruzione, una lettura di grande impatto che offre molti spunti di riflessione e approfondimento.
Rinunciando allo schema della biografia tradizionale, l’autore ha privilegiato un’impostazione tematica dei contenuti, proponendo un’articolazione del volume in otto sezioni, ognuna delle quali affronta un argomento rilevante per la storia e la società italiana. Mafia, successo, corruzione, potere, legge, complicità, giustizia, tradimento: attorno a questi nodi cruciali si sviluppano il racconto dei fatti e le riflessioni di David Lane, che riservano il ruolo centrale alle attività passate e presenti di Berlusconi. L’infanzia, la famiglia, la formazione e gli esordi nel mondo degli affari, l’impegno nel campo dell’edilizia, la costruzione di Milano 2, la nascita dell’impero televisivo e della Fininvest, il lancio nel mondo della finanza, la discesa in politica, tutte le tappe dell’avventura berlusconiana vengono affrontati nei vari capitoli del libro, dove trovano spazio anche i retroscena dell’inarrestabile ascesa dell’uomo di potere, dai rapporti con Craxi ai legami con la loggia P2, dalle indagini della magistratura ai molti processi in cui è coinvolto. Sullo sfondo l’Italia di Tangentopoli, delle stragi di mafia, degli occulti legami tra mondo politico e finanziario, la figura del Cavaliere si muove da protagonista su uno scenario complicatissimo e affollato di fatti e personaggi. L’analisi di Lane è sempre graffiante e diretta, precisa e ricca di particolari; non risparmia affondi nei confronti del premier e indagini sui lati più oscuri della sua storia, offrendo, al di là di ideologie e schieramenti politici, un’interessante occasione di approfondimento su un personaggio controverso e sul governo alla guida dell’Italia di oggi.

La Teledittatura
Questo libro ricostruisce le modalità dell’azione – lenta, avvolgente, permanente – con la quale il berlusconismo, a partire dai primi anni Ottanta, ha modificato la cultura e il costume italiani mediante una neo-civilizzazione televisiva tradottasi poi in consenso politico-elettorale.
1) Dall’occupazione dell’etere alla teledittatura: cronologia. 2) Il modello orwelliano e la neo-civi- lizzazione. 3) L’informazione come propaganda (i telegiornali; la propaganda subliminale). 4) Dossier: alla vigilia del partito-azienda; giornalismo di regi- me; il referendum sull’illegalità legalizzata; l’ineleg- gibilità in base al diritto e al rovescio. 5) Alie- nazione sociale e negazione della democrazia.
«Le Tv berlusconiane sono un’orgia perenne di “divertimento” basato su sesso & prodotti, denaro e carnalità, un’oppiacea alterazione della realtà vissuta da milioni di italiani quale evasione dal proprio presente. Un meccanismo da allucinazione collettiva che, come per gli stupefacenti, al momento esalta e stordisce creando dipendenza, ma poi esaspera frustrazione, nevrosi e alienazione…».

Berlusconi. Gli affari del presidente
Gli scandali di Segrate-Milano 2: licenze edilizie, rotte aeree e il prete spretato Lui Verzè. Capitali dalla svizzera, società di prestanome, finanziare-paravento e flussi occulti del riciclaggio internazionale. L’eredità dei marchesi Casati-Stampa, l’avvocato Previti, il senatore Bergamasco e la villa di Arcore. La P2, le “notizie” di Mino Pecorelli e l’assalto berlusconiano alla presidenza della Cariplo. Berlusconi-dell’Utri-Mangano e lo ombre di Cosa Nostra. Inghieste giudiziare sulla Fininvest: Mani Sporche contro Mani pulite.

Il grande inganno
Nell’ottobre del 1993, il funzionario di banca Mi- chele Caccavale (ex Dc, residente a Nettuno, presidente del Quadricredito) viene contattato dal direttore della filiale Standa di Anzio, e gli viene proposto di entrare a far parte di una nuova formazione politica che la Fininvest sta orga- nizzando. Pochi mesi dopo, alle elezioni del marzo 1994, Caccavale viene eletto deputato di Forza Italia (Collegio 32 della Circoscrizione Lazio 1). È l’inizio di un’avventura politica nel partito-azienda berlusconiano, che Caccavale racconta in questo libro ripercorrendone i momenti cruciali: le prime frustrazioni, i dubbi e il crescente allarme durante i mesi del governo Berlusconi; le progressive consapevolezze durante i mesi del governo Dini. La cronaca di un biennio trascorso all’interno di una consorteria politico-affaristica nella quale si muovono – coperti da mistificazioni e spregiudicatezze di ogni genere – loschi personaggi e interessi affaristici palesi e occulti.

Il venditore. Storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest
Con il metodo dello storico, Giuseppe Fiori ha ricostruito gli snodi fondamentali della carriera imprenditoriale di Silvio Berlusconi, ora clamorosi ora controversi: dagli esordi nell’edilizia alla complessa struttura finanziaria della holding, dalla prima televisione via cavo alla legge Mammì, dall’incursione francese con la Cinq alla scalata della Mondadori. Senza trascurare episodi che illuminano la sua personalità e ne caratterizzano il comportamento: cercando continuità e svolte, Fiori scava nell’adesione alla P2 e nel rapporto con Craxi, ma anche nell’avventura sportiva come presidente del Milan.

Il pensiero politico di Silvio Berlusconi
Quasi sempre le dichiarazioni dei leader politici sono riportate dalla stampa insieme a riflessioni e interpretazioni di giornalisti e commentatori. Questo volume, invece, vuole comunicare il punto di vista di un leader politico facendo ricorso solo alle sue stesse parole, senza mediazioni e interventi critico-esegetici. Precedute da una nota introduttiva, le dichiarazioni di Berlusconi raccolte dalle curatrici spaziano dall’ambiente alla famiglia, dalla salute al lavoro, dall’economia alle tasse e sono state rilasciate nel corso di conferenze e interviste, convegni e lavori parlamentari, in libri (i suoi) e comunicati stampa, a partire dall’anno della discesa in campo e fino agli ultimi mesi del 2005.

Siti Internet

Vi consiglio la preziosissima Berlusconeide (in 10 capitoli) su Societacivile.it.
Cliccando qui, invece trovate:
2001 Intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio sia video che audio
1992 Intervista a Paolo Borsellino
2003 Wide Angle: documentario USA
2003 “Sua Maestà”: documentario Francese
200X Viral Video: interviste a personaggi noti
Blob – Berlusconi Contro Tutti
05/04/2005 Berlusconi a Ballarò dopo le regionali 2005
05/04/2005 Berlusconi a Ballarò dopo le regionali 2005
06/04/2005 Articoli Repubblica: Apparizione Berlusconi alla trasmissione Ballarò
24/04/2004 Enzo Biagi: lettera a Berlusconi, ultima puntata de Il Fatto
09/2000: Berlusconi parla delle riforme elettorali
Infine, per chi si fosse perso il talk-show di Silvio Berlusconi con la Pivetti… ho trovato in questo blog alcune chicce tratte dalla trasmissione<—ed7d2d42fbff95fd5d106e32b0630e8c—>

Hippie.com

Sunday, February 5th, 2006


La new economy è generalmente considerata l’ultima di una serie di innovazioni tecnologiche nate in Silicon Valley, penisola a sud di San Francisco, in California. In rapida successione, Silicon Valley ha infatti dato i natali a tre grandi innovazioni tecnologiche: i semiconduttori (anni Sessanta), i computer (anni Settanta), i software e Internet (anni Ottanta e Novanta).

L’ultima di tali innovazioni, Internet, è associata nell’immaginario collettivo al concetto di new economy, intesa come nuovo set di regole di funzionamento per il ‘grande gioco’ del business. Su questo tema, Enrico Beltramini propone un’analisi inedita. Per comprendere le origini della new economy – sostiene – non basta guardare alla storia delle imprese tecnologiche che hanno costruito la fama di Silicon Valley. Essa infatti rimanda a un contesto geografico e culturale ben più ampio, che dalla Baia di San Francisco scende fino a Santa Cruz, di fronte all’Oceano Pacifico.

Qui sono nate le grandi ‘rivoluzioni’ prodotte dalla controcultura dei baby boomers nella letteratura (la Beat Generation degli anni Cinquanta), nella politica (le battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta), nella spiritualità (le filosofie New Age degli anni Sessanta), nella società (l’ecologismo degli anni Ottanta). In questo senso, la new economy non è che l’ultima di tali rivoluzioni, in ordine di tempo: quella che ha interessato l’economia. Ognuna di esse ha conosciuto un percorso preciso: dopo la lenta incubazione californiana, si è rapidamente sviluppata, improvvisamente è esplosa, cambiando l’agenda mondiale; si è diffusa in tutto l’Occidente, perdendo la sua carica di radicalità distruttiva; quindi si è ritirata, lasciando il posto a un’altra rivoluzione: ugualmente distruttiva, alternativa, conflittuale, ma riguardante un diverso ambito.

Così ogni cultura rivoluzionaria, una volta esaurita la propria carica anti-sistema, è divenuta il ‘liquido amniotico’ della successiva. La new economy ha conosciuto la stessa parabola e, una volta assimilata al sistema economico, si è conclusa. Non solo: in questa diversa prospettiva essa appare con chiarezza come una rivoluzione più culturale che puramente tecnologica, le cui radici sono da ricercare nelle articolazioni del pensiero, anziché nella Rete. Lungi dal costituire l’emanazione di un ‘establishment’, la new economy rappresenta piuttosto la continuazione di quella ‘battaglia culturale’ con il sistema che la California conduce dalla fine degli anni Cinquanta, una battaglia con la stessa carica dirompente, ma con armi nuove: i moderni mezzi della tecnologia applicati al business.

Titolo – Hippie.com. La new economy e la controcultura californiana
Autore – Enrico Beltramini
Prezzo – € 15,00
Anno – 2005
Editore – Vita e Pensiero, Collana Università/Ricerche/Economia<—10d2737ed3150d72bc6bad5774b1c8a2—>

Eriadan: Ipermao e l’ultimo occhio dell’Ippocastano

Monday, November 21st, 2005

Sull’onda del successo al recente Lucca Comics and Games 2005, massima rassegna italiana per il fumetto ed evento cult, Shockdom è lieta di annunciarvi la pubblicazione del secondo volume di Eriadan dal titolo “Ipermao e l’ultimo occhio dell’Ippocastano”.

Chi è Eriadan? E’ il vignettista più famoso in Rete.
Nel 2004 ha pubblicato sempre per Shockdom il primo volume con il meglio delle strisce pubblicate quotidianamente sul suo Blog (www.eriadan.it), esaurendo la tiratura in brevissimo tempo.
Paolo Alighieri, in arte Eriadan, nasce a Trento nel 76 e, al momento, lavora come ingegnere (l’avreste mai detto?). Continua ad intrattenere buoni rapporti con le matite ma spera comunque di migliorarli.

Ed ora l’autore trentino si ripresenta al suo affezionatissimo pubblico con un secondo episodio editoriale. Tiratura raddoppiata rispetto all’edizione precedente e una storia completamente inedita sul più amato dei suoi personaggi: Ipermao.

“[…] Un po’ mi sento sciocco a dover scrivere queste parole. Quando qualcuno, in Tv, per Radio o su un suo libro dice o scrive di star “vivendo una favola” non posso fare a meno di provare un moto di stizza. Stizza per quelle affermazioni che spesso, vuoi forse perché sono più cinico di quanto lo voglia ammettere, non posso fare a meno di considerare tremendamente retoriche.
E quando capita a me di doverlo fare? Di trovarmi qui, a distanza di quasi un anno, a scrivere una postfazione per una seconda pubblicazione? Di dover dire, in soldoni, che anch’io sto continuando a vivere una favola? Cosa devo pensare di quello che scrivo, dico e penso?
Fortuna vuole che sto ascoltando una splenida canzone dei Luar Na Lubre: Terra. Una canzone capace di trasmettermi una tale allegria che, entrando nelle orecchie, abbatte e distrugge questa collezione di paranoie di cui il cocema è un raffinato artigiano […]”
(dalla postfazione di Eriadan 2)
“[…] La bravura di eriadan è aumentata vertiginosamente, arrivando ad una familiarità e un controllo del mezzo ‘striscia’ che gli permettono invenzioni strabilianti e che rendono doverosi richiami nobili, da Magritte a Escher […]”
(dalla prefazione di Lucio Staiano)

Io ne curo l’ufficio stampa.

Tech Tools e Funky Kingston

Friday, November 18th, 2005

Sommersi dalla noia mediatica e dalla ridondanza di informazioni fasulle o impacchettate come imperdibili confezioni regalo vi sarete spesso chiesti dove poter leggere cose nuove e intelligenti.

Vi propongo due raccolte di articoli di Sergio Messina/Radiogladio: ovvero Tech Tools e Funky Kingston.

E non perdetevi le perle di Fosforo, il suo Blog. Se poi volete ascoltarlo alla radio il sabato notte… cliccate qui.