Rumori, suoni, sintesi: breve storia della musica elettronica
Saturday, September 27th, 2008Leggendo l’articolo di Simone Sacco su Milano Web, in merito al trsferimento dello Studio di Fonologia di Milano all’interno del Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco, mi è tornato in mente questo file che avevo in parte utilizzato per il libro sui Kraftwerk. Non c’è tutta la storia della musica elettronica, ovviamente, ma buona parte sì.
“I suoni sintetizzati, computerizzati e la telematica sono la nostra vita: noi vogliamo fare un tipo di musica che parli da sola, che sia trasparente e amalgami arte e tecnologia come già accadeva negli anni 20 al tempo della Bauhaus di Weimar. Da quegli anni il progresso tecnologico è avanzato molto rapidamente e oggi possiamo considerarci persone fortunate perché possiamo addirittura spostarci insieme al nostri studi di registrazione. Il nostro piccolo mondo di computer ci permette di comporre e di registrare al contempo in qualsiasi posto nel quale ci troviamo†(Ralf Hütter).
Non esiste una sola, unica e lineare storia della musica elettronica: è una disciplina i cui confini vengono costantemente ridimensionati e ridefiniti in base al’ingresso sulla scena di nuove soggetti tecnologici e all’impatto che questi hanno sul mercato, sia colto che popolare. Per tutti questi motivi non è semplice identificare una data precisa, l’anno zero di questa storia.
Se il Novecento è il secolo protagonista assoluto in materia, è anche vero che esistono precursori di macchine sonore già nel ‘700, come il Denis d’or del sacerdote boemo Prokop Divis e il Clavecin Electrique del matematico francese Jean-Baptiste de la Borde: entrambi gli strumenti musicali si basavano sui principi dell’elettricità statica. Nell’800 il fisico londinese William Du Bois Duddell inventò il Singing Arc, ricavando un primitivo oscillatore da una lampadina, mentre è a Thomas Alva Edison che si deve la nascita del Fonografo, l’antenato del giradischi. (more…)



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