Archive for the 'Social Media' Category

Quando anche moderare è giornalismo

Wednesday, April 28th, 2010

Dal Festival Internazionale di giornalismo di Perugia, Josh Young, social media editor per dell’Huffington Post:

...chi fa un sito di informazione online deve puntare e investire tutto sulla partecipazione e l’interazione dei suoi utenti. Deve far sì che la sezione dei commenti sia “a nice place where to be” , un luogo in cui l’utente si sente bene, ci sta volentieri e per più tempo. Un luogo che lo invogli a interagire, a conversare non solo con la redazione e i giornalisti ma anche con gli altri utenti. Devono sentirsi parte della comunicazione e della comunità che si crea intorno ad essa. Gestire il traffico dei commenti certo per una redazione significa investire notevoli risorse, significa avere un team di collaboratori che si occupa esclusivamente di leggerli, correggerli, accettarli e pubblicarli. Dunque di moderare la conversazione con e tra gli utenti….

Continua qui.<—fc1dde0510c1316f7d61fdb16498b00e—>

Il primo Superblog italiano

Monday, April 19th, 2010

Martedì 20 aprile va online il Post, il primo superblog italiano

Che cos’è esattamente ce lo spiega Luca Sofri, direttore e creatore del Post, nel suo editoriale di domani:

Non ha un nome, una cosa così: giornale online, si dice ancora, ma è un nome che allude a un contenitore di notizie che è stato molto ribaltato in questi anni e nasconde le dimensioni di questo cambiamento. Ci sono dei giornali online, sì: sono fatti come dei giornali, a volte bene e a volte no, e sono online. Quello che sarà il Post, invece, ha modelli solo americani: ma anche lì non sanno ancora come chiamarli. Strano, no? Si inventano parole per tutto. Invece li chiamano siti di news, o ancora blog, o superblog. Il Post è uno di questi: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e fuori dalla rete, e linkando e segnalando le fonti. E una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo.

Attendiamo tutti, quindi: www.ilpost.it

Update del 20 aprile, ecco l’editoriale<—1ca329714e3dba863109d10dc8569143—>

Il progetto Ellerdale

Sunday, March 7th, 2010

In molti probabilmente non hanno mai sentito parlare del progetto Ellerdale fino a questa settimana, quando Twitter lo ha annunciato come nuovo partner della società nel ricevere il flusso completo di tweets, cosa che, prima di Lunedi scorso, era disponibile solo per alcuni player più importanti, come Yahoo!, Google e Microsoft.

Ellerdale sta facendo un lavoro egregio e sicuramente interessante: il servizio analizza il contesto dei tweets e i rapporti che essi contengono e li combina con altre fonti di dati, come i feed RSS dei blog e Wikipedia, così da creare un vero e proprio motore di ricerca in tempo reale sui trends delle conversazioni del mondo.


We use semantic search technology on text and web pages to create an index of topics in addition to keywords. The ellerdale web intelligence platform works in real-time to organize continuous data feeds. Our products operate on high-volume data streams, including the complete Twitter firehose. Our site collects and analyzes data and text from Wikipedia, Freebase, Twitter, RSS feeds, and by crawling the web. We index data to identify topics, and then display the latest messages, articles and links, organized by topic. We also analyze trends in the feeds to reveal trending topics and topic clusters organized by categories. Our data collection and analysis makes possible an improved understanding of the information and opinions that people are sharing.

Huis clos sur le Net

Monday, February 15th, 2010

Un esperimento di privazione assoluta dei media tradizionali a cui si sono sottoposti alcuni giornalisti francesi.

Nei cinque giorni di ‘’reclusione’’ (dall’ 1 al 5 febbraio) nel Périgord (sud della Francia) hanno potuto utilizzare solo le reti sociali, in particolare Twitter e Facebook, per alimentare i loro blog e i loro tradizionali programmi radiofonici.

Il resoconto qui e qui.

In sintesi le riflessioni:

– Twitter offre una rapidità di diffusione delle informazioni enormi – Il solo limite è che, con quella velocità e ampiezza di propagazione, se una notizia è sbagliata, o falsa, una gran quantità di persone vengono massicciamente disinformata – Le gerarchie sono ribaltate e le piccole polemiche di cortile sono in primo piano su Twitter mentre sui media tradizionali si parla molto di più di grandi temi – L’informazione internazionale è molto poco seguita su queste reti – Twitter/Facebook e i media tradizionali non sono in opposizione. Si tratta piuttosto di due reti complementari: una informa, l’ altra diffonde

Cinque consigli ai giornalisti per utilizzare Facebook

Tuesday, February 2nd, 2010

Ho recuperato questo post di Insidefacebook.com di qualche mese. Nulla di trascendentale, per carità, ma declina nel contesto Facebook alcuni elementi di buon senso che non guastano mai unendoli ad alcune dritte per il giornalisti meno “sgamati” con le nuove tecnologie e piattaforme.

Distribution dominates many discussions about the future of journalism on the web. Should newspapers charge for content? Should they link to each other? The list goes on. But at the same time, especially with the rise of social sites like Facebook, journalists now have a new range of free, easy-to-use tools to help them do their jobs better.

Bene, ecco come.

It’s My Time: il casting 2.0 di Benetton

Tuesday, February 2nd, 2010

Esserci, esprimere la propria personalità, condividere i propri gusti, distribuire orizzontalemente informazione altra, diffondere sapere e cultura e arte, liberare lo spirito di aggregazione tribale, ricercare affinità: questi sono gli elementi “umani” alla base di una rivoluzione che non è tecnologica ma culturale, di approccio.

It’s my time incarna in gran parte lo spirito di cui sopra: dal basso all’alto, da uno a molti, esserci, alzare la voce, affermarsi nel nome della propria personalità e non in base a stereotipi imposti dall’alto.

Benetton sperimenta il web 2.0 per la più grande operazione di Casting worldwide dall’8 febbrio 2010. Ecco uno dei teaser.

Twitter e il passaparola online (Franchises Go Social)

Tuesday, January 5th, 2010

Cinque casi di comunicazione con twitter: la rivista online Entrepreneur ha selezionato alcune aziende che hanno scelto di affidarsi al passaparola online per dialogare con il pubblico. Ognuna ha adattato i microblog a richieste e occasioni differenti: l’elemento comune è la capacità di informare e coinvolgere le persone in uno spazio che richiama la loro attenzione.

Date un occhio ai numeri, sono interessanti.

Via Club dei media sociali

A sinistra c’è Kligg

Tuesday, January 5th, 2010

Un nuovo esperimento partecipativo per il popolo della (e) sinistra (e): Kligg.

Cito testualmente:

...un sito di editoria sociale gestito collettivamente senza una direzione editoriale centrale, tutti i contenuti sono generati e votati democraticamente direttamente dagli utenti stessi.

Lo scopo di Kligg.org è quello di mettere a disposizione della comunità uno strumento che integra funzionalità di Meta-Blog Collettivo e di bookmark in un’unica soluzione.

Kligg.org è un sito di Giornalismo partecipativo (Citizen journalism)dove raccogliere informazioni,per tutti coloro che hanno bisogno di notizie indipendenti o per chi vuole approfondire le ricerche al di fuori dei canali tradizionali.

I meta-post (articoli) sono inseriti dagli iscritti possono essere votati e commentati solo da loro.

Kligg.org è destinato a coloro che s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e delle culture progressiste, riformiste e democratiche: Uguaglianza, Libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo,riconoscimento dei diritti umani, difesa del nostro pianeta.

Pietra miliare del nostro progetto è il rispetto e la difesa della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani contro ogni tentativo autoritario,totalitario, discriminatorio o repressivo, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.

Kligg.org è il modo per unire tutto questo patrimonio collettivo e raccoglierlo dando priorità alle informazioni più interessanti, adeguandosi automaticamente ai desideri delle persone ed evitando un controllo centralizzato dell’informazione, infatti sono gli iscritti con la possibilità di ‘’votare’‘le notizie gradite dando la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare attivamente alla linea editoriale del sito.

I Pearl Jam in regalo su Twitter, ma…

Tuesday, January 5th, 2010

Se avete un account registratevi qui per ricevere un codice da utilizzare su iTunes.

La sorpresa è un download grauito di “Just breathe” in versione live al festival Austin City Limits.

E sarebbe una fantastica sopresa se non fosse per il messaggio finale: “Sorry to our international friends. Download Code is US only”.

Inutile dirvi dove ho trovato comunque il file…

Quando i blogger militari USA scioperano

Tuesday, January 5th, 2010

Dal 16 dicembre una ventina di blog military Usa hanno interrotto la loro attività.

Il sergente maggiore C. J. Grisham, creatore di un blog autorevole e seguito, A Soldier’s Perspective, aveva deciso, in seguito ai richiami all’ ordine dei suoi superiori di fermre il suo lavoro di scrittura. La sua decisione ha provocato un movimento di protesta fra gli altri blogger militari e i loro lettori. A questo punto Grisham riprende la sua attività, sollevando però la questione della libertà di espressione nell’ esercito: diritto o rischio?

Via Lsdi