Archive for the 'Social Network' Category

Huis clos sur le Net

Monday, February 15th, 2010

Un esperimento di privazione assoluta dei media tradizionali a cui si sono sottoposti alcuni giornalisti francesi.

Nei cinque giorni di ‘’reclusione’’ (dall’ 1 al 5 febbraio) nel Périgord (sud della Francia) hanno potuto utilizzare solo le reti sociali, in particolare Twitter e Facebook, per alimentare i loro blog e i loro tradizionali programmi radiofonici.

Il resoconto qui e qui.

In sintesi le riflessioni:

– Twitter offre una rapidità di diffusione delle informazioni enormi – Il solo limite è che, con quella velocità e ampiezza di propagazione, se una notizia è sbagliata, o falsa, una gran quantità di persone vengono massicciamente disinformata – Le gerarchie sono ribaltate e le piccole polemiche di cortile sono in primo piano su Twitter mentre sui media tradizionali si parla molto di più di grandi temi – L’informazione internazionale è molto poco seguita su queste reti – Twitter/Facebook e i media tradizionali non sono in opposizione. Si tratta piuttosto di due reti complementari: una informa, l’ altra diffonde

Space Tweets

Saturday, February 6th, 2010

Uno degli astronauti attualmente in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale usa Twitpic per inviare a noi umani terresti alcune spettacolari immagini in tempo reale del nostro pianeta scattate dalla sua posizione privilegiata.

It’s the next logical step now that the first real-time tweet from space milestone has been passed. Flight engineer Soichi Noguchi is now sending back images via his Twitpic account as the ISS orbits the Earth.

Via Mashable, da togliere il fiato.

Tutte le foto sul suo Twitpic.

Cinque consigli ai giornalisti per utilizzare Facebook

Tuesday, February 2nd, 2010

Ho recuperato questo post di Insidefacebook.com di qualche mese. Nulla di trascendentale, per carità, ma declina nel contesto Facebook alcuni elementi di buon senso che non guastano mai unendoli ad alcune dritte per il giornalisti meno “sgamati” con le nuove tecnologie e piattaforme.

Distribution dominates many discussions about the future of journalism on the web. Should newspapers charge for content? Should they link to each other? The list goes on. But at the same time, especially with the rise of social sites like Facebook, journalists now have a new range of free, easy-to-use tools to help them do their jobs better.

Bene, ecco come.

It’s My Time: il casting 2.0 di Benetton

Tuesday, February 2nd, 2010

Esserci, esprimere la propria personalità, condividere i propri gusti, distribuire orizzontalemente informazione altra, diffondere sapere e cultura e arte, liberare lo spirito di aggregazione tribale, ricercare affinità: questi sono gli elementi “umani” alla base di una rivoluzione che non è tecnologica ma culturale, di approccio.

It’s my time incarna in gran parte lo spirito di cui sopra: dal basso all’alto, da uno a molti, esserci, alzare la voce, affermarsi nel nome della propria personalità e non in base a stereotipi imposti dall’alto.

Benetton sperimenta il web 2.0 per la più grande operazione di Casting worldwide dall’8 febbrio 2010. Ecco uno dei teaser.

Twitter e il passaparola online (Franchises Go Social)

Tuesday, January 5th, 2010

Cinque casi di comunicazione con twitter: la rivista online Entrepreneur ha selezionato alcune aziende che hanno scelto di affidarsi al passaparola online per dialogare con il pubblico. Ognuna ha adattato i microblog a richieste e occasioni differenti: l’elemento comune è la capacità di informare e coinvolgere le persone in uno spazio che richiama la loro attenzione.

Date un occhio ai numeri, sono interessanti.

Via Club dei media sociali

Quando le idee più folli nascono dalla Rete

Thursday, December 10th, 2009

E’ ufficialmente nata Mad Ideas, la fabbrica delle idee generate dagli utenti. A pochi giorni dal lancio di Sabato 5 Dicembre 2009, Mad Ideas si è già diffusa nella Rete come un virus propositivo e con tanta voglia di contribuire alla creazione di uno strumento innovativo, rivoluzionario, di tutti e per tutti: migliaia i sostenitori su Facebook, Twitter, Friendfeed così come nella blogosfera.

Per 12 mesi sul sito www.mad-ideas.it gli internauti, siano essi privati o associazioni senza fini di lucro, potranno continuare a proporre un progetto o un’idea (preferibilmente folle!) che rientri in una delle categorie indicate nel regolamento.

Seguendo il concetto di User Generated Ideas, scopo di tali progetti dovrà essere quello di offrire strumenti alternativi che, partendo dall’ispirazione del singolo individuo, divengano nuovi modelli di vita per l’intera comunità.

In particolare, gli ambiti di intervento saranno: ambiente, community e cultura.

Un’apposita redazione formata da esperti del settore vaglierà le proposte più interessanti ed ogni mese pubblicherà sul sito l’idea migliore (ogni volta in premio un iPod Nano da 8GB); al termine dell’iniziativa, previsto per il 5 Dicembre 2010, i tre progetti più significativi dei dodici riceveranno iPhone e premi in denaro, mentre il team di Saidmade metterà a disposizione le proprie risorse per realizzare l’idea finalista. Ideale e reale.

Il progetto Mad Ideas è stato possibile anche grazie agli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa (come Liquida, Lifegate, Green Pallet e Bagnetti) oltre che grazie al passaparola di numerosi blogger italiani.

Mad Ideas è anche su iPhone: l’applicazione è già scaricabile gratuitamente dall’Appstore<—9a93e3fac357b98361d4cab715a17fa0—><—d4b5eadf7353c54e6748a78ef143ed82—>

MySpace vs. Facebook, e la musica che gira intorno

Saturday, December 5th, 2009

Jake Hartsfield è compositore, produttore e ingegnere del suono, ed è pure membro del team marketing di TuneCore, il più grande e affidabile servizio di distribuzione digitale multipiattaforma.

Proprio sul blog di TuneCore ha confrontato MySpace e Facebook con i dati di un anno fa esatto, concentrandosi sulle caratteristiche peculiari e le differenze che possono fare delle due realtà la preferita da un artista per promuovere la propria musica:


While Facebook is certainly the best place for an artist to advertise and interact with fans, it lacks the appearance of a personal website that MySpace has, and the music player is secondary to the news feed on the page. On MySpace, the music player is the focus of the page, and far more artists have MySpace pages than have complete Facebook pages.

I know of industry folks who will look at a band’s MySpace page before looking at their actual website – (1) to listen to their music, and (2) to see how many friends they have. Yes, the number of MySpace friends you have is still relevant in the industry today. It probably not as accurate as the number of fans you have on your Facebook page, which are much more accessible than your MySpace friends, but it still adds credibility.

I think as more bands begin to adopt Facebook pages and focus on building their fan base through Facebook, the number of fans on a band’s page will carry more weight than the number of “friends” on MySpace. For now, MySpace is still very relevant in the music industry, so I’d recommend having both a strong MySpace and Facebook presence. MySpace for music, Facebook for fan interaction.

Tutto l’articolo QUI.<—480916e72a3868b89932ad0fc80ce51d—>

Le cinque qualità di un Social Media manager

Monday, November 23rd, 2009

Amore per la tecnologia e allo stesso tempo per le persone, curiosità intellettuale, inclinazione alla strategia e altre belle cose.
Ma la migliore resta l’ultima: You are an ensemble player, not a diva.

WebNewser QUI.<—2e3b7bb8c15457d6e52ade64ed4bdca8—>

Internet For Peace: video e manifesto

Monday, November 23rd, 2009

I blog possono fare notizia?

Monday, November 23rd, 2009

Come si informeranno i teenager del 2040? Ha senso il dibattito sempre verde sulla qualità dei contenuti online? Come dovrebbe reagire un grande editore alla minaccia-opportunità del blogging e del microblogging? (e come in pratica reagisce?)

Questa sera live su Oilproject.

In diretta dalle ore 21 da questo link.<—2397f6ea9ed933cdccda5109dd2109ba—>