Archive for the 'Web 2.0' Category

Il progetto Ellerdale

Sunday, March 7th, 2010

In molti probabilmente non hanno mai sentito parlare del progetto Ellerdale fino a questa settimana, quando Twitter lo ha annunciato come nuovo partner della società nel ricevere il flusso completo di tweets, cosa che, prima di Lunedi scorso, era disponibile solo per alcuni player più importanti, come Yahoo!, Google e Microsoft.

Ellerdale sta facendo un lavoro egregio e sicuramente interessante: il servizio analizza il contesto dei tweets e i rapporti che essi contengono e li combina con altre fonti di dati, come i feed RSS dei blog e Wikipedia, così da creare un vero e proprio motore di ricerca in tempo reale sui trends delle conversazioni del mondo.

We use semantic search technology on text and web pages to create an index of topics in addition to keywords. The ellerdale web intelligence platform works in real-time to organize continuous data feeds. Our products operate on high-volume data streams, including the complete Twitter firehose. Our site collects and analyzes data and text from Wikipedia, Freebase, Twitter, RSS feeds, and by crawling the web. We index data to identify topics, and then display the latest messages, articles and links, organized by topic. We also analyze trends in the feeds to reveal trending topics and topic clusters organized by categories. Our data collection and analysis makes possible an improved understanding of the information and opinions that people are sharing.

Open To Choice

Tuesday, February 23rd, 2010

Mozilla inaugura oggi il sito Opentochoice.org, iniziativa per sensibilizzare tutti gli utenti del web sulla possibilità di scelta del browser con cui navigare.

Dopo anni di trattative, lo scorso dicembre 2009 la Commissione Europea è arrivata a un accordo con Microsoft riguardo alla distribuzione di Internet Explorer all’interno di Windows.
In base a tale accordo tutti gli utenti di Internet Explorer (su Windows 7, Vista e XP) all’interno dell’area Economica Europea riceveranno un aggiornamento contenente un Browser Choice Screen, ovvero una particolare schermata di selezione che chiederà di indicare la propria preferenza fra vari browser alternativi.

Di fronte alla nuova schermata per la scelta del browser, gli utenti potrebbero provare un senso di smarrimento o di disinteresse qualora non abbiano ben chiara l’importanza che il browser rappresenta in quanto strumento che consente di controllare la loro esperienza Internet.

Le scelte che facciamo determinano la qualità della nostra vita e il modo in cui guardiamo il mondo. Tante di queste scelte le facciamo con attenzione, pensando alle conseguenze, alle implicazioni, e quindi scegliamo con cautela e dopo un’attenta riflessione.

È strano, quindi, che la maggior parte delle persone nel mondo non abbia mai pensato al browser che usa sul proprio computer o telefono cellulare, che così tante persone usino ogni giorno il browser che trovano già installato, senza riflettere.

Scegliere il proprio browser è una decisione fondamentale per i nostri tempi: il rapporto con questo strumento è diventato particolarmente critico e basato sulla fiducia, dato che il browser mantiene traccia di tutte le nostre azioni. È la lente attraverso la quale guardiamo il mondo virtuale e il mezzo con cui ci connettiamo, impariamo, condividiamo e collaboriamo. Al browser che scegliamo spetta la responsabilità di fornire gli strumenti necessari a gestire la nostra vita online, della protezione della nostra privacy e della nostra sicurezza.

A seguito della decisione della Commissione Europea di indicare la preferenza fra i vari browser, i realizzatori di Firefox puntano sul confronto e sul dialogo offerto dal nuovo sito per comunicare il valore dell’opportunità di essere protagonisti della propria quotidianità online.

Le nostre vite sono piene di scelte: cosa mangiare, cosa leggere, con chi passare del tempo.

Le scelte che facciamo determinano la qualità della nostra vita e il modo in cui guardiamo il mondo. Tante di queste scelte le facciamo con attenzione, pensando alle conseguenze, alle implicazioni, e quindi scegliamo con cautela e dopo un’attenta riflessione.

È strano, quindi, che la maggior parte delle persone nel mondo non abbia mai pensato al browser che usa sul proprio computer o telefono cellulare, che così tante persone usino ogni giorno il browser che trovano già installato, senza riflettere.

Scegliere il proprio browser è una decisione fondamentale per i nostri tempi: il rapporto con questo strumento è diventato particolarmente critico e basato sulla fiducia, dato che il browser mantiene traccia di tutte le nostre azioni. È la lente attraverso la quale guardiamo il mondo virtuale e il mezzo con cui ci connettiamo, impariamo, condividiamo e collaboriamo. Al browser che scegliamo spetta la responsabilità di fornire gli strumenti necessari a gestire la nostra vita online, della protezione della nostra privacy e della nostra sicurezza.

Per approfondimenti: Open To Choice

La rivincita dei Journoggers

Wednesday, February 17th, 2010

I blog sembrano essere diventati l’ultima scialuppa di salvataggio delle versioni on line dei principali quotidiani on line.

Ne scrive acutamente Il Giornalaio, che fa notare come

Dopo le iniziative del NYTimes e del Guardian, tra i media di fama internazionale, si aggiunge El Pais che, secondo quanto segnalato da Periodistas 21 dell’ottimo Juan Varela, scommette sui blog per rilanciare il processo di convergenza editoriale del < < periodico global en español >> di Madrid

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Qui si parla di Journoggers, perché non si poteva fare a meno di creare un neologosimo, in questo caso per idenfificare i giornalisti - blogger.

Scrive Laurel Papworth:

As more trained journalists move into the amateur blogging space, what are the fundamental differences in the blogging style between the two? While some journalists adapt to the new writing style well, understanding the media shifts and blogging well as part of the blogosphere, other journalists that blog – let’s call them journoggers – stand apart from the blogosphere, raiding it for content, and disturbing equilibrium. Please note: that might well be a good thing to do or it might cause the journogger to eventually be rejected.

Per avere un’idea della dimensione Italiana potete consultare Blogbabel.

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Huis clos sur le Net

Monday, February 15th, 2010

Un esperimento di privazione assoluta dei media tradizionali a cui si sono sottoposti alcuni giornalisti francesi.

Nei cinque giorni di ‘’reclusione’’ (dall’ 1 al 5 febbraio) nel Périgord (sud della Francia) hanno potuto utilizzare solo le reti sociali, in particolare Twitter e Facebook, per alimentare i loro blog e i loro tradizionali programmi radiofonici.

Il resoconto qui e qui.

In sintesi le riflessioni:

- Twitter offre una rapidità di diffusione delle informazioni enormi
- Il solo limite è che, con quella velocità e ampiezza di propagazione, se una notizia è sbagliata, o falsa, una gran quantità di persone vengono massicciamente disinformata
- Le gerarchie sono ribaltate e le piccole polemiche di cortile sono in primo piano su Twitter mentre sui media tradizionali si parla molto di più di grandi temi
- L’informazione internazionale è molto poco seguita su queste reti
- Twitter/Facebook e i media tradizionali non sono in opposizione. Si tratta piuttosto di due reti complementari: una informa, l’ altra diffonde

Space Tweets

Saturday, February 6th, 2010

Uno degli astronauti attualmente in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale usa Twitpic per inviare a noi umani terresti alcune spettacolari immagini in tempo reale del nostro pianeta scattate dalla sua posizione privilegiata.

It’s the next logical step now that the first real-time tweet from space milestone has been passed. Flight engineer Soichi Noguchi is now sending back images via his Twitpic account as the ISS orbits the Earth.

Via Mashable, da togliere il fiato.

Tutte le foto sul suo Twitpic.

It’s My Time: il casting 2.0 di Benetton

Tuesday, February 2nd, 2010

Esserci, esprimere la propria personalità, condividere i propri gusti, distribuire orizzontalemente informazione altra, diffondere sapere e cultura e arte, liberare lo spirito di aggregazione tribale, ricercare affinità: questi sono gli elementi “umani” alla base di una rivoluzione che non è tecnologica ma culturale, di approccio.

It’s my time incarna in gran parte lo spirito di cui sopra: dal basso all’alto, da uno a molti, esserci, alzare la voce, affermarsi nel nome della propria personalità e non in base a stereotipi imposti dall’alto.

Benetton sperimenta il web 2.0 per la più grande operazione di Casting worldwide dall’8 febbrio 2010. Ecco uno dei teaser.


Il declino del web secondo Jaron Lanier

Monday, January 11th, 2010

«Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».

You are not a gadget: a manifesto

Twitter e il passaparola online (Franchises Go Social)

Tuesday, January 5th, 2010

Cinque casi di comunicazione con twitter: la rivista online Entrepreneur ha selezionato alcune aziende che hanno scelto di affidarsi al passaparola online per dialogare con il pubblico. Ognuna ha adattato i microblog a richieste e occasioni differenti: l’elemento comune è la capacità di informare e coinvolgere le persone in uno spazio che richiama la loro attenzione.

Date un occhio ai numeri, sono interessanti.

Via Club dei media sociali

Quando i blogger militari USA scioperano

Tuesday, January 5th, 2010

Dal 16 dicembre una ventina di blog military Usa hanno interrotto la loro attività.

Il sergente maggiore C. J. Grisham, creatore di un blog autorevole e seguito, A Soldier’s Perspective, aveva deciso, in seguito ai richiami all’ ordine dei suoi superiori di fermre il suo lavoro di scrittura. La sua decisione ha provocato un movimento di protesta fra gli altri blogger militari e i loro lettori. A questo punto Grisham riprende la sua attività, sollevando però la questione della libertà di espressione nell’ esercito: diritto o rischio?

Via Lsdi

Editori e onda lunga

Tuesday, December 22nd, 2009

Quel che è stato per la musica molto presto sarà anche per il libro. Dietro alla diffusione degli ebook, giunti alla soglia della maturità, c’è un mercato in rapida e irrimediabile evoluzione.

Lo scrive Giuseppe Granieri su Apogeonline.

…la crescita degli ebook porta con sé significati molto più dirompenti. Se Amazon ha vinto la battaglia per gli ebook reader (il Kindle non ha rivali e tenderà a consolidare la sua posizione perchè da questo dominio deriverà una maggiore offerta di contenuti), gli editori hanno perso quella per il controllo delle piattaforme di distribuzione e di vendita, che per la natura digitale del prodotto possono facilmente diventare piattaforme anche di edizione. Dovranno sempre più venire a patti con Amazon, se vorranno vendere, e corrono anche il rischio di essere saltati allegramente. L’ultimo dei segnali deboli, infatti, riguarda il primo caso di autore di bestseller che si accorda direttamente con Amazon. Un precedente assai significativo, che potrebbe aprire una strada molto redditizia
per gli autori. E per Amazon.